Il lettore fedele – Max Seeck
Il Lettore Fedele (Piemme, 2022) è il romanzo d’esordio col botto di Max Seeck, tradotto nella nostra lingua dall’ottima Elena Cantoni. Il narratore finlandese ci porta nei meandri di una storiaccia – guai se un thriller non la fosse – che avrà presto trasposizione televisiva. E questo la dice lunga, e tosta, sul romanzo che Seeck fa scorrere lungo piani temporali diversi, per intersecarli in prossimità del finale.
Maria Koponen, moglie dell’affermato scrittore Roger, autore di una trilogia horror che indaga la caccia alle streghe (il senatore McCarty c’entra nulla) viene ritrovata cadavere nella villa di famiglia. Un’imponente costruzione di vetro e cemento sull’isola di Kulosaari, nei pressi di Helsinki.
Quelli di Maria però non sono i resti d’un “normale” defunto, seppur di morte violenta. Sono una composizione artistica: seduta a capotavola con indosso un elegante vestito nero da sera, Maria osserva ciò che più non vede, la bocca atteggiata in un ghigno alla Joker.
Ad occuparsi di quella che già si configura come una matassa pericolosa da sbrogliare è chiamata la giovane sergente Jessica Niemi, nota nei corridoi del Dipartimento anche come Culo di marmo, Lara Croft, Sergente scopabile. Jessica muove subito i primi cauti passi sulla scena del crimine, intuendo immediatamente le difficoltà d’una indagine inusuale.
A partire dal marito della morta, Roger. Quella sera era a chilometri di distanza per il consueto tour di presentazione delle sue opere. E proprio durante l’intervista col pubblico uno spettatore gli pone una domanda insolita e malefica: “Ha paura di ciò che scrive?” Roger ne rimane scosso, ma qualche bicchierino di Calvados gli fa archiviare l’arroganza dell’intruso.
Però è Jessica il perno su cui si avviluppa l’intreccio. Il suo passato e il suo presente determinano gli eventi più di quanto ci si possa aspettare. Proiettandoci nell’inquietudine, che neppur troppo lentamente muta in delirio da stregoneria, di delitti oscuri e feroci.
Il dipanarsi delle vicende è una cascata di colpi di scena: tanti da richiedere lettura veloce per portarsi avanti e scoprire il seguito, e allo stesso tempo, lenta al fine di assaporarli al meglio. Caratteristica dei thriller che ci prendono e non ci mollano più, come un assassino incarognito e fedele.
Seeck de_scrive l’azione e lascia minimo spazio ai grandi spazi, pardon il calembour, della splendida Finlandia: concentrando tutto sulle faticose riunioni e ardui progressi della squadra di investigatori, alla quale il capo, Erne Mikson, permette zero distrazioni.
Niente è lasciato al caso, i nodi si stringeranno attorno al colpevole e al sergente Niemi. Inconsapevole, e dunque tormentata, protagonista del caso. Qual è la verità su ciò che accadde a Los Angeles quando Jessica era bambina? Quali fatti la costringono, dopo di allora, ad un’esistenza infelice?
Due trame s’innestano una nell’altra, apparentemente distanti e disuguali. Sebbene il male, perdonate il bisticcio n°2 (giuro: è l’ultimo), ignori le pause e spinga se stesso verso orridi stracolmi di efferatezze.
Il romanzo parte sulle note di Stevie Wonder e chiude con lo svelamento dell’identità del Lettore Fedele. Nulla è scontato, nulla è prevedibile, nulla è come sembri: scenari, attori, persino un territorio gelido sul quale la neve disegna e cancella prove essenziali.
Leggere Il Lettore Fedele è aggiungere un piccolo capolavoro alla vostra rifornitissima libreria thriller, non potete mancarlo. Anche perché questo è il primo di una trilogia con protagonista Jessica Niemi.
Insomma: Max Seeck come il suo Roger Koponen? Sì, ma solo noir su bianco. Che noir, però!
Recensione di Gioia Verni.
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