Esce oggi 25 luglio 2013 il nuovo libro di Jim Nisbet: Il burattino, edito da timeCrime con traduzione di Jacopo Lenkowicz. Autore che abbiamo intervistato tempo fa, Nisbet s’è ritagliato negli ultimi anni un piccolo seguito grazie soprattutto a Iniezione letale, il romanzo con cui Fanucci l’ha fatto conoscere in Italia e a cui sono seguiti Prima di un urlo, Cattive abitudini e I dannati non muoiono. Il burattino – datato 1989 – è quindi il suo quinto romanzo che viene tradotto (benché sembra che Fandango abbia acquistato i diritti per Windward Passage e Old & Cold).
Protagonista di questo thriller è Mattie Brooke, cameriera che vive nella cittadina di Dip, nello stato di Washington. Un posto noioso, almeno fino a che non giunge in città Tucker Harris, un commesso viaggiatore veterano del Vietnam, uomo che campa di alcol e anfetamine e con una spiccata tendenza a commettere atti efferati. Irrequieto e intrigante, per Mattie è un diversivo irresistibile, ma dopo una notte di sesso selvaggio, lui scompare lasciandole solo una poesia di Verlaine scarabocchiata su un tovagliolo. Sembra un addio, ma è solo l’inizio di un vortice di narcotraffico, violenza, omicidi e corruzione che neanche un poeta maledetto avrebbe potuto immaginare.
Uscito ben 25 anni fa in lingua originale, Death puppet non convinse granché sul mercato americano, con il Publishers Weekly che definiva la trama poco impressionante e i personaggi bidimensionali, chiosando: “Nel complesso, comunque, Nisbet cerca di tessere troppi fili in una stoffa troppo sottile”… Non certo lusinghiero come giudizio. Sarà così anhe quello dei lettori italiani? Probabilmente, sì.
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