I numeri di Satana – Reyes Calderon

I numeri di Satana – Reyes Calderon

Editore: Nord
Giuseppe Pastore
Protocollato il 30 Dicembre 2009 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 969 articoli
Archiviato in: Recensioni libri

Quattro edizioni in Spagna sono il biglietto da visita con cui si è presentato in Italia I numeri di Satana, thriller mistico-esoterico di Reyes Calderon. Belle cifre, ma qui al ThrillerCafe non ci lasciamo impressionare tanto facilmente. Volete sapere che ne penso? Ve lo dico subito…

L’ispettore Juan Iturri indaga sulla scomparsa dell’abate del monastero di Leyra, Pello Urrutia, e sul furto delle ostie consacrate dal suo tabernacolo. Di queste, una è stata recapitata assieme a un dito all’arcivescovo di Pamplona, accompagnata da una pergamena in aramaico e una richiesta: la vita di Urrutia al posto del reliquiario in cui è custodita una scheggia della croce di Cristo conservato nella cattedrale di Pamplona. Mentre Iturri viene aiutato nelle indagini dal giudice Lola MacHor, in una sperduta chiesa di campagna vengono rinvenuti i corpi di due religiosi a cui è stato tagliato l’indice della mano destra. La chiave del mistero sta nel numero 3313, un numero primo che ha un terribile significato per la Chiesa…

A Natale dovremmo essere tutti più buoni, anche con noi stessi, e quindi avrei dovuto risparmiarmi di arrivare fino in fondo a questo romanzo, ma che ci volete fare, ho preferito essere buono con voi e leggerlo tutto, così da darvi una recensione ben argomentata.

Come starete immaginando, il libro non mi è piaciuto molto. Pecca a mio avviso totalmente di suspense – quantunque il Diario di Navarra dica il contrario dalla quarta di copertina. Il ritmo è lento, e la narrazione s’aggroviglia in una profusione di aggettivi inutili (ricordo a memoria cose tipo “un muto silenzio”) e descrizioni prolisse, sia quando indugiano sull’esterno, sia quando – male, molto male – riportano gli stati d’animi, invariabilmente raccontati e incapaci di generare pathos alcuno. La partecipazione emotiva del lettore alle vicende dei protagonisti non s’innalza mai – almeno così è stato nel mio caso – oltre la soglia della mera “presa visione”, e l’intera trama (anche considerando una secondaria più d’obbligo che funzionale) si rivela forse scalettata diligentemente ma poco innovativa e altrettanto poco interessante, complice anche la zoppicante resa su carta.
In definitiva, un romanzo che non vi consiglio.

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