Come cerchi nell'acquaNominato dal Telegraph tra i 50 giallisti da leggere prima di morire, in Italia William McIlvanney non ha avuto finora grande fortuna. I suoi romanzi pubblicati dalla piccola Tranchida sono infatti passati inosservati ai più, purtroppo, ma a cambiare la sorte dell’autore scozzese nel nostro paese potrebbe ora essere Feltrinelli/FoxCrime, che ha ripubblicato il primo volume della trilogia di Glasgow col titolo di Come cerchi nell’acqua (edizioni originali: Laidlaw (1977), The Papers of Tony Veitch (1983) e Strange Loyalties (1991)).
Questo primo romanzo con protagonista Jack Laidlaw, ispettore della polizia di Glasgow, è generalmente indicato come il romanzo che inaugura il sotto genere Tartan Noir, una forma di crime fiction che fonde gli elementi dell’hardboiled tipici di Hammet o Chandler alla tradizione della letteratura scozzese, da James Hogg a Robert Louis Stevenson. Una declinazione del noir che in seguito avrà illustre esponente in Ian Rankin, che pone un altro caposaldo del genere con il suo Morte grezza (Black and blue), ottavo romanzo della serie di John Rebus.
Lo recensiamo oggi su Thriller Café.

“La prima delle indagini dell’ispettore Laidlaw fissa uno standard anni-luce superiore alla media.”
The Guardian

Titolo: Come cerchi nell’acqua (Laidlaw)
Autore: William McIlvanney
Editore: Feltrinelli – FoxCrime
Traduttore: Alfredo Colitto
Anno: 2013

Incipit: Correre era strano. Il rumore dei piedi contro l’asfalto. I fari delle auto colpivano le pupille. Le braccia salivano davanti al corpo, scomposte, separate tra loro e anche da te. Come fossero mani altrui, le mani di gente sul punto di annegare. E notare tutto questo era inutile. Era come la radio dell’auto che continua a trasmettere musica dopo un incidente, anche se il conducente è morto. Una voce sotto un berretto disse: “Dov’è l’incendio, figliolo?”.
Correre era pericoloso. Era un cartellone pubblicitario del panico, un’insegna al neon della colpevolezza. Camminare era sicuro. Come una maschera. Passeggiare. Chi passeggia è normale
.

Glasgow, anni ’70. Il corpo della diciottenne Jennifer Lawson viene rinvenuto tra il fogliame del Kelvingrove Park una domenica mattina. La notizia che la ragazza è stata strangolata e violentata post mortem scatena il panico nell’opinione pubblica e mette sotto pressione gli investigatori. Il poliziotto più adatto a gestire questo caso è senza dubbio l’ispettore Laidlaw, uomo dai metodi a volte discutibili ma che non teme di sporcarsi le mani rovistando nell’immondizia dei bassifondi di Glasgow pur di fermare uno spietato assassino. Laidlaw e il suo partner setacceranno le strade della città, si siederanno a bere birra nei pub più malfamati con informatori e criminali, non tralasceranno alcun indizio e dovranno cercare di battere sul tempo anche uomini molto pericolosi che vorrebbero ghermire la preda per primi. Tutti vorrebbero giustizia, invocando ognuno una legge diversa: la propria.
Un cognome, un concetto, l’asse portante dell’intera narrazione: Laidlaw, titolo originale dell’opera di McIlvanney, nonché cognome del protagonista (da law, legge, laid, participio passato del verbo to lay, stendere, adagiare). L’ispettore Jack Laidlaw è uno che la legge la semplifica, la spiana, la adatta al suo modo di lavorare freelance. Laidlaw vive ogni caso come un fatto personale e non si fa scrupolo di gettare esche nella melma del Clyde per far abboccare i pesci giusti, quelli che sembrano avere occhi per non vedere e orecchie per non sentire, che non parlerebbero dei loro sordidi affari ad anima viva, men che mai alla Polizia. Lui però è sempre disposto a gettare un ponte che favorisca il dialogo, anche se non disdegna le maniere forti per rendersi ai loro occhi un interlocutore convincente. Un atteggiamento che i suoi superiori non gradiscono, tanto da dovergli affiancare il giovane Harkness, con il compito di riferirne ogni mossa. Ma il discredito che gli aleggia intorno non lo tange in alcun modo: cosa potrebbe, d’altro canto, ferire un uomo che vive con la consapevolezza di stare scontando il castigo di essere se stesso?
La linea di condotta di Jack Laidlaw soggiace ad un’etica tutta personale, secondo la quale il sottile confine tra la colpa e l’innocenza va delineato con cautela. “Che cosa abbiamo tutti di tanto intelligente da poterci permettere di essere sprezzanti con gli altri? Le nostre vite ci fanno credito solo fino a un certo punto.”  
Nel bellissimo Come cerchi nell’acqua Jack comunque non è il solo ad adattare la legge ai propri fini, trasformandola nella “propria” legge, essendo in compagnia di un padre che cerca vendetta, di un amante che protegge il suo innamorato, di uno stimato uomo d’affari che ucciderebbe pur di nascondere il proprio passato malavitoso, di un killer che tenta di redimersi in extremis e di un poliziotto che si dibatte tra senso del dovere e crisi di coscienza. Tutti personaggi ai quali McIlvanney da voce in egual misura, dando vita ad un romanzo corale che si colloca ben oltre il genere poliziesco. L’intensità della scrittura di McIlvanney è un ulteriore propulsore verso questo fine, generando la meraviglia di un romanzo ancora attuale nel linguaggio e nei temi, benché pubblicato la prima volta nel 1977.

NotedellaRossa
«Avvertì di nuovo il disastroso paradosso della propria natura. Era un uomo potenzialmente violento che odiava la violenza. Un uomo attivo che desiderava capire. Credeva nella fedeltà ma era infedele. Fu tentato di aprire il cassetto chiuso a chiave della scrivania dove teneva Kierkegaard, Camus e Unamuno, come bottiglie di liquore nascoste. Invece, espirò rumorosamente e riordinò le carte sulla scrivania. Non sapeva fare altro che abitare il paradosso.» (pag. 17)
SOTTOLINEATO perché … è una delle descrizioni più efficaci del carattere di un personaggio che mi sia capitato di leggere.

“Grazie, signore.”
“Harkness,” disse il comandante. (pag. 61);
CASSATA la sola virgola perché… più efficace – e corretto – utilizzare i puntini di sospensione, trattandosi di un saluto di congedo. Una virgola, solo una virgola: minuscolo difetto di un libro perfetto!

Curiosità sul libro
Vi incuriosirebbe leggere un estratto della trama, scritto a penna da McIlvanney sul suo block notes? Ecco il link: http://www.personaldispatches.com/bookslaidlaw.html

Come cerchi nell’acqua è disponibile nelle librerie dal 4 settembre: se vi è sfuggito, al prossimo giro tra gli scaffali cercatelo (o prendetelo online). Si tratterà di una buona lettura.

Come cerchi nell’acqua, di William McIlvanney: acquistalo su Amazon!

Articolo protocollato da Monica Bartolini

Monica Bartolini (Roma 1964) si afferma nel mondo della scrittura gialla con i romanzi della serie del Maresciallo Nunzio Piscopo (Interno 8 e Le geometrie dell'animo omicida, quest'ultimo finalista al Premio Tedeschi nel 2011). Nel 2010 vince il Gran Giallo Città di Cattolica per il miglior racconto italiano in ambito mystery con il racconto Cumino assassino, compreso nell'antologia 10 Piccole indagini (Delos Digital, 2020). Autrice eclettica, per I Buoni Cugini Editori pubblica nel 2016 Persistenti tracce di antichi dolori, una raffinata raccolta di racconti gialli storici che ha per filo conduttore le vicende legate al ritrovamento di alcuni reperti storici, che ancora oggi fanno bella mostra di sé nelle teche dei musei di tutto il mondo, e nel 2019 la terza investigazione del suo Maresciallo dal titolo Per interposta persona. Collabora con i siti www.thrillercafe.it e www.wlibri.com per le recensioni ed è membro dell'Associazione Piccoli Maestri - Una scuola di lettura per ragazzi e ragazze che si occupa di leggere i classici nelle scuole italiane. Bibliografia completa in www.monicabartolini.it Contatti: [email protected]

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