le-tre-bareUscita ieri su The Guardian, vi proponiamo oggi un’interessante Top Ten di mistery in “camera chiusa”. Se siete appassionati del genere, controllate se avete letto questi libri (e non perdetevi questo approfondimento incredibile di Alessandro Bullo sui delitti della camera chiusa)…

Da Wilkie Collins ad Agatha Christie, lo scrittore di thriller Adrian McKinty svela i suoi romanzi preferiti di “delitti impossibili”.

Il primo vero e proprio romanzo mistery che ho letto è stato “Assassinio sull’Orient Express” con un pallido David Niven e un angelico Peter Ustinov sulla copertina. Assassinio sull’Orient Express, vi ricorderete, è un romanzo in cui tutti sono colpevoli, cosa che mi ha deliziato e da cui sono stato subito preso. Ho iniziato a lavorare a modo mio su altri romanzi di Agatha Christie alla Biblioteca Centrale di Belfast ed è stato il comprensivo bibliotecario a mettermi fra le mani “I delitti della Rue Morgue”, il mio vero primo thriller “in camera chiusa” in cui mi sono imbattuto. Da lì ho letto dozzine di “omicidi impossibili” e ho sviluppato salde opinioni sul genere. Non ho alcun tipo di rapporto con quelli che hanno una soluzione sovrannaturale o dove l’autore non ti dà abbastanza informazioni per risolvere il caso per conto tuo. Un omicidio impossibile è il cuore del mio nuovo romanzo “In the morning I’ll be Gone”, nel quale un detective della polizia nord-irlandese deve scoprire se la figlia di un politico che era caduta da un tavolo in un bar, chiuso a chiave dal di dentro, sia stata effettivamente assassinata. Prima di tutto dovevo assicurare al lettore che non stavo imbrogliando rispetto ai fatti: il pub era davvero chiuso e sprangato da dentro, non c’erano passaggi segreti e di certo nessun elemento sovrannaturale. Poi, certo, dovevo dare al lettore tutte le informazioni necessarie cosicché potesse risolvere il caso nello stesso momento o prima del detective. Quando tutto funziona, devi essere in grado di leggere un thriller “da camera chiusa” due volte, e, nella seconda, mettere in luce gli indizi e vedere come l’intero apparato si combini insieme. Quando un omicidio impossibile non funziona la soluzione ti fa lamentare e il libro viene lanciato per la stanza.  Ne “I delitti di Rue Morgue” un’anziana donna francese viene uccisa in una stanza chiusa al quarto piano. La soluzione – attenzione allo spoile r- è che il delitto è stato compiuto da un orango-tango domestico che si era arrampicato attraverso la finestra aperta con un rasoio affilato. Prova a fare ora quel tipo di lavoro e il tuo libro verrebbe direttamente lanciato, probabilmente sulla tua testa. L’età del loro dei thriller “della camera chiusa” nei gialli anglo-americani è passata da tempo, ma in Francia Paul Halter ha sfornato romanzi originali di “omicidi impossibili” fin dalla metà degli anni ’80 e in Giappone il grande Soji Shimada ha virtualmente inventato il sottogenere del “problema logico” che è ancora estremamente popolare. Mescolando classici e contemporanei (con il divieto alle attività sovrannaturali) questi sono i miei dieci romanzi “con la porta chiusa” preferiti:

10. The Moonstone di Wilkie Collins (1868) (La pietra lunare)
Il maledetto diamante indiano di Rachel Verinder scompare dalla sua stanza dopo la sua festa di compleanno. Questo è solo un romanzo “con la porta chiusa” rudimentale, ma come primo e ancora uno dei migliori gialli doveva per forza essere sulla mia lista.

9. The Case of the Constant Suicides di John Dickson Carr (1941) (Gideon Fell e il caso dei suicidi)
Il dottor Gideon Fell indaga su un allarmante numero di suicidi in un remoto castello scozzese. Le morti hanno avuto luogo in stanze completamente inaccessibili. Dickson Carr era giustamente conosciuto come il maestro dei mystery “con la porta chiusa” e questa intera lista poteva, con qualche giustificazione, essere composta solamente da suoi libri.

8. And Then There Were None di Agatha Christie (1939) (Dieci piccoli indiani)
Otto persone con colpe segrete sono invitate su un isola lontana da tutto oltre la costa del Devonshire, dove essi cominciano a essere uccisi uno a uno. Quando ne restano soltanto due, inizia il vero divertimento. E’ stato pubblicato in precedenza sotto due titoli, ugualmente fortunati.

7. Suddenly At His Residence di Christianna Brand (1946) ( Uno della famiglia)
In un altra parte del Devonshire Sir Richard March è stato trovato avvelenato nel suo alloggio. La polverina  che copriva il percorso che portava all’alloggio è rovesciata quotidianamente dal giardiniere. Solo una serie di impronte è stata trovata ed appartiene a Claire, che ha scoperto il cadavere. Un romanzo brillante e coinvolgente di uno scrittore che è stato un altro specialista della “porta chiusa”.

6. The Big Bow Mystery di Israel Zangwill (1892) (Il grande mistero di Bow)
L’inquilino della signora Drabdump è stato scoperto con la gola tagliata, nessuna traccia di un arma del delitto e nessun modo per l’assassino di poter essere entrato o uscito. Forse il primo vero e proprio omicidio impossibile e ancora un classico.

5. The Mystery of the Yellow Room di Gaston Leroux (1908) (Il mistero della camera gialla)
La signorina Stangerson è trovata gravemente ferita, aggredita in una stanza chiusa al ChateauduGlandier. Leroux fornisce mappe e le planimetrie dei piani che mostrano come un assalitore non potesse essere entrato o scappato.

4. The King Is Dead di Ellery Queen (1951) (Il re è morto)
King Bendigo, un ricco magnate delle munizioni, è stato minacciato da suo fratello Judah, che annunica che sparerà a King a mezzanotte nella sua residenza private sull’isola. King si chiude in un ufficio serrato ermeticamente, accompagnato solo da sua moglie Karla. Judah è sotto la costante osservazione di Ellery Queen. A mezzanotte, Judah solleva un fucile scarico e preme il grilletto e nello stesso momento, nella stanza chiusa, King cade all’indietro, ferito da un proiettile. Nessun fucile è trovato da nessuna parte nella stanza serrata e il proiettile che ferisce King veniva dal fucile di Judah – che non ha realmente fatto fuoco. Bello, eh?

3. La Septième hypothèse di Paul Halter (1991) (La settima ipotesi)
Due uomini lanciano una moneta e chi perde deve commettere un omicidio e provare a far cadere la colpa sull’altro. Ci sono solo due possibili sospetti per l’omicidio seguente ed entrambi hanno alibi di ferro. Sette soluzioni si presentano ai detective in questo romanzo ultra-tortuoso.

2. The Tokyo Zodiac Murders di Soji Shimada (1981) – (Gli omicidi dello zodiaco)
Una sera nevosa nel periodo Showa del Giappone prima della Guerra. Un ricco artista, Keikichi Umezawa, sta completando il suo grandioso ciclo di dipinti sui soggetti dello Zodiaco quando la sua testa viene fracassata con un oggetto spuntato. Lo studio è chiuso da dentro e i sospettati hanno degli alibi. Nel corso delle successive quattro decadi molti dei membri della famiglia Umezawa sono anch’essi uccisi macabramente, in modi “impossibili”. In una serie di incisi post moderni Soji Shimada ripetutamente schernisce il lettore, spiegando che tutti gli indizi sono lì per un osservatore astuto.

1. The Hollow Man di John Dickson Carr (1935) – (Le tre bare)
Qualcuno irrompe nello studio del Professor Grimaud, lo uccide e fugge, con la sola porta della stanza chiusa dall’interno, e con alcune persone presenti nell’ingresso fuori dalla stanza. Il terreno sotto la finestra è coperto da neve immacolata. Tutti gli elementi sono bilanciati perfettamente in questo romanzo, il migliore dei tanti gialli “con la porta chiusa” di Dickson Carr.

E con questo la lista è completa; a parte il romanzo di Soji Shimada, i volumi sono tutti stati tradotti anche in italiano (anche se alcuni sono ora di difficile reperibilità, essendo usciti per i Gialli Mondadori anni fa). Se i gialli della camera chiusa vi appassionano e qualcuno di questi libri manca nella vostra biblioteca, ora sapete di doverla integrare.

(Traduzione dall’inglese di Marco Brero)

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