I dodici segni – Lee Child

I dodici segni – Lee Child

Serie: Jack Reacher
Editore: Longanesi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 3 Giugno 2011 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1056 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:

Di Lee Child abbiamo di recente recensito “Niente da perdere“, qui su Thriller Café, e dato che Jack Reacher ci piace molto oggi vi parliamo del suo romanzo più recente uscito in Italia: “I dodici segni” (titolo originale: Gone tomorrow), edito da Longanesi.

La scena iniziale è da manuale della tensione. Reacher è seduto in metro. Osserva i passeggeri. Ce ne sono cinque. Quattro sono a posto. La quinta, una donna di nome Susan Mark, no.

Reacher applica mentalmente la lista del controterrorismo israeliano. La lista dei comportamenti che identificano un kamikaze (un suicide bomber). “I dodici segni” del titolo, Reacher li scansiona uno per uno.

  1. Abbigliamento inappropriato: Indossa un giubbotto pesante anche se fa caldo? (Serve a nascondere l’esplosivo).
  2. Andatura rigida: Cammina come un robot, forse per il peso dell’imbracatura o per la paura.
  3. Sudorazione eccessiva e irritabilità: Segni di stress estremo.
  4. Tic nervosi: Movimenti incontrollati.
  5. Respiro: Affannoso, non ritmico.
  6. Sguardo fisso: La cosiddetta “visione a tunnel”. Fissa un punto nel vuoto o l’obiettivo, ignorando tutto il resto.
  7. Mormorio: Sta pregando? Muove le labbra senza emettere suoni?
  8. Protezione del carico: Tiene stretta la borsa o si tocca continuamente il busto?
  9. Mani nascoste: Una mano è in tasca o nella borsa, pronta a premere il detonatore?
  10. Odore: Profumo di acqua di fiori o erbe (usato spesso per coprire l’odore chimico “marcio” dell’esplosivo fatto in casa).

Reacher è convinto. La donna corrisponde al profilo. Si avvicina per fermarla, per parlarle, per evitare una strage. Lei lo guarda. Tira fuori una pistola. E si spara alla testa.

Niente bomba. Solo un suicidio inspiegabile che scatena l’inferno.

Perché Susan Mark si è uccisa? E perché Reacher, l’uomo che voleva solo un caffè, si ritrova braccato dall’NYPD, dall’FBI e da una cellula di Al Qaeda nel cuore di Manhattan? A differenza del libro precedente, qui la narrazione torna in prima persona. Siamo nella testa di Reacher mentre deduce, calcola e, ovviamente, picchia duro. È un thriller post-11 settembre, cupo, paranoico, dove nessuno dice la verità e dove Reacher deve navigare in un labirinto di bugie governative e terrorismo internazionale.

Se siete fan di Lee Child, è inutile che vi raccomandi di comprarlo; se invece non conoscete questo autore e il suo straordinario personaggio seriale, vi consiglio di provarlo: probabilmente, vi verrà voglia di leggere tutta la serie…



Sconto Amazon
I dodici segni – Lee Child