House of Crime Investigation di Marie ForceWashington è la sua città e la scena del crimine il suo regno incontrastato: Samantha Holland ha desiderato diventare un detective di polizia fin da bambina e, una volta ottenuta quella carica, ha saputo ampiamente mostrare di avere tutte le abilità necessarie e richieste dal ruolo.
Washington è una città molto difficile da gestire proprio perché, oltre ai problemi di una qualsiasi cittadina delle sue dimensioni aggiunge la sua natura di sede di potere politico.

Ecco quindi che Washington richiede talvolta maggiore tatto nella gestione di alcuni suoi crimini, ma Samantha Holland ha sempre saputo far fronte a queste esigenze e vanta una carriera composta per la maggior parte da brillanti successi, dovuti principalmente al suo grande intuito.

Qualcosa però deve essere andato storto nel corso dell’ultima indagine e ora la donna è assetata di rivalsa e vuole dimostrate a tutti i costi il suo valore. E il momento del riscatto arriva grazie a una indagine delicatissima: il senatore John O’Connor è stato trovato ucciso a casa sua, nel letto e le alte sfere hanno bisogno di risultati immediati.

Ma l’indagine, che già si presenta complicata di per sé, è complicata da un altro fattore: Sam dovrà infatti collaborare con Nick Cappuano, capo dell’ufficio stampa del politico deceduto nonché vecchia conoscenza della donna.
Fra i due potrebbe nascere o rinascere qualcosa, ma Samantha non può permettersi di farsi distrarre, anche perché i morti si moltiplicano con il passare del tempo e non c’è ancora una pista chiara e individuabile.

Uno degli aspetti più importanti nella narrativa popolare recente è una rinnovata tendenza, da parte degli autori, a contaminare i generi, mischiandoli fra loro o comunque “tingendo” una vicenda con toni solitamente estranei al settore di riferimento.
Lo abbiamo visto molto bene con Twilight e altri titoli simili: l’horror e il gotico si stemperano con i toni romantici della storia d’amore e con l’attenzione verso protagonisti giovani, immersi in ambienti che conosciamo molto bene.

Allo stesso modo, vicende fantasy, avventurose, fantascientifiche o piene di mistero ospitano però anche frequenti deviazioni nei toni romantici quando non esplicitamente erotici, generando una diversificazione in grado di attirare anche lettori diversi da quelli tipici di quel genere.

Questa capacità è uno dei maggiori punti di forza della serie di Marie Force. L’autrice statunitense combina infatti elementi del poliziesco, toni thriller e richiami alla scena politica di Washington, colorando però il tutto con il rosa dell’amore e il rosso della passione e dell’erotismo.

Non credo quindi che sia un caso che il nome italiano della serie creata da Marie Force, House of Crime (in originale Fatal Series), richiami ben da vicino il titolo di una notissima (e splendida) serie televisiva degli ultimi tempi, House of Cards.
I curatori italiani hanno avvertito la contiguità tematica e l’impiego di situazioni, atmosfere, location e protagonisti simili a quelli di House of Cards e hanno quindi voluto lecitamente capitalizzare su questi efficaci richiami.

Cercare di alternare e mixare toni e generi diversi è sempre una impresa molto difficile: basta sbilanciarsi su un versante o sull’altro e il castello di carte crolla velocemente. Marie Force in Investigation riesce nell’impresa proprio grazie al fatto che all’aspetto romantico affianca quello erotico, che contrasta quindi possibili eccessi di zucchero sentimentale che finirebbero con l’allontanare più di un lettore.

Il rapporto fra i due personaggi principali è uno dei tre motori del romanzo: fra Samantha e Nick, sei anni prima, c’è stato qualcosa di molto intenso che i due non hanno ancora dimenticato, un qualcosa che si riattiva immediatamente (e questo, volendo cercarli, è forse un difetto in quanto il tutto accade un po’ troppo bruscamente) e che li accompagna nel corso degli eventi.

Samantha, in particolare, è un personaggio destinato a incontrare i favori di più di un lettore e, ancor di più, di molte lettrici per via del suo carattere risoluto che la fa brillare nel suo lavoro.
Ma la sua durezza e sicurezza, che talvolta sconfinano quasi nell’arroganza, sembrano scomparire quando si ritrova ad affrontare le questioni di cuore e sesso, sebbene fra i due sia lei quella che provoca di più e cerca il contatto.

Gli altri due motori sono da un lato la serie di omicidi che ha inizio con la morte del senatore John O’Connor e la città stessa.
La caccia all’assassino è condotta con giusto senso del mistero, e il lettore si troverà coinvolto e immerso, fra rivelazioni e colpi di scena che ritarderanno la scoperta, il tutto aggirandosi per quelle che amiamo chiamare le “sale del potere”.

Washington è città unica e non è facile spiegare il suo fascino: noi italiani siamo portati a paragonarla alle volte con Roma, centro della politica nostrana, ma è accostamento inefficace che non rende giustizia alla sua atmosfera molto particolare.
Marie Force riesce a far emergere a tratti questa particolarità, così come riesce a coinvolgerci nella coppia Samantha-Nick: da sempre il binomio Eros-Thanatos è uno dei meccanismi più oliati e potenti della narrativa, non dobbiamo quindi stupirci del risultato.

Volendo cercare i punti deboli di Investigation, ricollegandomi a quanto scrivevo prima sul bilanciare ogni elemento, devo ammettere che mi sarebbe piaciuto un maggiore tasso di azione e particolari cruenti, qualche attenzione maggiore nei confronti degli omicidi e dei loro particolari, ma è più questione soggettiva e di gusto che altro.

La soluzione adottata da HarperCollins Italia, che prevede la pubblicazione degli otto volumi che compongono la serie nel giro di appena nove mesi è idea azzeccata che vorremmo incontrare più spesso.
Aiutati da un prezzo di copertina assai vantaggioso per una prima edizione, i fan di Marie Force (e di Samantha Holland) potranno passare di volume in volume senza pause eccessive e rimanendo quindi continuamente immersi in una Washington nella quale il crimine gioca sovente e fatalmente con la politica.

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