Niels Oxen è di nuovo solo, ed è ferocemente determinato a rimanere tale: una falsa identità, un lavoro defilato, nessun desiderio di incontrare nemmeno Margrethe Franck, la collega – amica con la quale pochi mesi prima aveva condiviso l’indagine raccontata nel primo Oxen – La prima vittima. Oxen combatte ancora con il suo PTSD e i suoi incubi, e tutto quello che vorrebbe è un po’ di pace. Con la morte del Direttore di un museo – e grande esperto della storia della Danehof, la potente società segreta già incontrata nel primo romanzo – avvenuta in un castello terribilmente troppo vicino a lui, Oxen è costretto a uscire dal suo isolamento per sfuggire a quella che diventa ben presto una caccia all’uomo.
Custode di segreti che sono allo stesso tempo una garanzia e una minaccia, dovrà ritrovare il rapporto con Margrethe per sfuggire ai potenti uomini nell’ombra che l’hanno messo nel mirino.
Secondo capitolo della Trilogia di Oxen, Gli uomini oscuri inizia a pochi mesi dalla conclusione del precedente romanzo, delineando con maggior chiarezza la linea narrativa che ne La prima vittima non era ancora perfettamente a fuoco. Lo stile vira decisamente verso l’action thriller con alcune componenti spy, e punta su alcuni elementi tradizionali del genere: società segrete, complotti, tradimenti e ovviamente l’eroe solitario (e cazzuto), la scelta narrativa è decisamente più netta verso un tipo di indagine meno intellettuale e più adrenalinica anche se talvolta, nella parte centrale, si ha l’impressione che il romanzo si avviti un po’ su se stesso e forse alcune pagine in meno avrebbero giovato all’incisività della narrazione.
Ferma restando l’opportunità di leggere il romanzo precedente – anche se a onor del vero Jensen riepiloga la vicenda – per ricollegare i fili delle questioni lasciate in sospeso nel finale aperto, Gli uomini oscuri conferma i punti di forza già espressi: un’ambientazione straordinaria, in quei boschi dello Jutland pieni di bellezza e silenzio così in contrasto con l’intensità e la violenza delle azioni umane, e un protagonista dotato di un suo fascino oscuro che impareremo meglio a conoscere in queste pagine che fanno in parte chiarezza su alcuni fatti del passato.
La scrittura è sempre piacevole, lineare, sulla quale la svolta action incide positivamente almeno nella parte iniziale, dando una maggiore fluidità e velocità al racconto: Jensen entra più direttamente nell’azione, complice un contesto e personaggi già noti che non hanno bisogno di essere presentati al pubblico, anche se l’autore rischia nel corso della storia di complicarsi un po’ la vita mettendo in campo troppi elementi, e forse in questo caso il tema delle società segrete è a tratti forzato, eccessivamente romanzesco. Va però riconosciuto che in un’avventura action, le società segrete e le cospirazioni per governare l’ordine mondiale rappresentano un grande classico sempre divertente.
Come tutti i romanzi centrali di trilogie, Oxen – Gli uomini oscuri paga lo scotto di essere in una terra di mezzo del progetto editoriale e non accontenta fino in fondo, almeno se valutato come singola opera: troppe cose rimangono in sospeso in un finale apertissimo, i personaggi non sono ancora completamente delineati, la lettura del romanzo comunque piacevole lascia una vaga insoddisfazione. Se però valutiamo questo secondo capitolo come parte di un’opera più vasta – ed è il caso di dirlo dato che entrambe i romanzi si attestano sulle 500 pagine – vediamo che quella trama orizzontale complessa e articolata viene qui ampiamente delineata con una direzione chiara, mettendo in campo tutti gli elementi per una resa dei conti nel prossimo capitolo che si preannuncia decisamente interessante.
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