fratello-buono-fratello-cattivoTorna Vicktor Kärppä-Kornotsajev, metafora vivente del termine “confine”: buono-cattivo, giusto-sbagliato, russo-finlandese, tutti territori che hanno uguale patria nella sua storia personale.

Titolo: Fratello buono, fratello cattivo
Autore: Matti Rönkä
Editore: Iperborea
Traduttore: Cira Almenti
Anno: 2013

Incipit: Il fiocco di neve era bello e perfetto, ma forse sono tutti così. Planava dal cielo nero verso la luce, verso gli occhi del ragazzo. Il giovane era disteso per metà su un fianco, con le gambe di lato e le spalle a terra, un braccio sotto la schiena, e il viso guardava in alto, nella notte. Ancora pochi istanti prima avrebbe battuto le palpebre, ma ora restavano aperte.

Dopo la morte del suo socio Ryskov, Viktor Kornostajev si è rifatto una vita a Helsinki. L’inizio dell’integrazione e della redenzione da un passato nel KGB e una vita criminale non si può che costruire con un’impresa edile, del quale Vitktor “ermellino” Kärppä è il proprietario. Discreti profitti per via dell’utilizzo di manodopera russa fuori regola, incrementati da sporadici traffici di frigoriferi dismessi oltre frontiera. Una vita tutto sommato serena anche se oltremodo solitaria, stante la lontananza anche della sua Marja che si trova all’estero per studiare. I fantasmi del passato però ben presto appaiono di nuovo, incarnandosi nei due poliziotti Giubetto e Giacca di pelle marrone che una mattina bussano alla sua porta: una partita di droga letale è stata introdotta in città e la scia bianca conduce dritta oltreconfine. Kärppä e la droga erano stati un binomio inscindibile in passato, quando Vicktor era consulente della Federazione di sci finlandese, forte di un passato da ex sciatore, laureato all’Istituto superiore di educazione fisica di Leningrado, nonché ideatore di un “programma farmacologico” che utilizzava in massima parte ormoni.
L’improvvido arrivo in Finlandia del fratello Aleksej, anch’egli alla ricerca di un nuovo inizio dopo la piatta vita da ingegnere a Mosca, devierà l’attenzione della polizia sul “fratello buono” e Viktor per scagionarlo dovrà riallacciare i vecchi contatti di San Pietroburgo. Ma solo attraversando quello spartiacque potrà ritrovare la parte migliore di sé e potersi concedersi il lusso di sognare anche un futuro con la sua Marja in terra finlandese.

Gli artigli dell’Orso russo nei secoli hanno affondato nelle fertili terre finlandesi, lasciando ferite profondissime. Come tutte le terre di confine geograficamente appartenenti ad uno stesso territorio ma politicamente soggette a due Stati diversi, la Carelia ha dovuto sopportare integrazioni razziali e disgregazioni familiari, generando popoli senza identità. Le contraddizioni ingenerate dalla caduta del regime sovietico, poi, hanno solo acuito la sensazione di sradicamento già viva nei Russi trasferitisi oltre confine alla ricerca di un lavoro e una vita migliore. Emblema di questa ambigua e dolorosa situazione è il personaggio di Viktor Kärppä, al quale lo scrittore finlandese Matti Rönkä trasferisce la propria anima di finlandese-careliano, con i ricordi appesi oltre cortina e il futuro che punta più decisamente verso ovest.
Ancora una scelta vincente di Iperborea, perché Rönkä si conferma una delle voci più interessanti del Nord Europa, grazie anche alla sua straordinaria abilità di tratteggiare personaggi con magistrale veridicità.
A mio avviso, ciò che caratterizza Fratello buono, fratello cattivo è la particolarità che la trama poliziesca diventa un mero escamotage per rendere al meglio lo spaccato socio-economico della Finlandia attuale, dove l’integrazione razziale è ancora un lusso (i mezzi russi sono ancora considerati “come negri”, i finnosvedesi sono mezzo sangue), parte dell’economia è basata sui redditizi traffici attraverso la frontiera (emblematico quando Kärppä va a San Pietroburgo con una BMV da consegnare a quel “mercato dell’usato”) e l’alcool è una piaga nazionale (tanto da inserirlo sempre tra le prebende dovute per gli innumerevoli traffici).
Rönkä però riesce a far trattare al suo personaggio anche quest’ultima questione con la medesima dolente autoironia che tanto bene gli si conforma: “Non sono affatto astemio, per carità. In me si uniscono lo spirito del bevitore russo e la malinconica sbornia solitaria del finlandese“.
Viktor, Aleksej, Korkhonen, Kiuru e i suoi figli, Karpov e i suoi sgherri…tutti personaggi perfettamente delineati, che risaltano nella loro ieratica compostezza, un po’ finnica e un po’ russa. Con un solo termine, umana.
Quale dei fratelli è il trafficante di droga? Tutto sommato, potrebbe non essere importante.

NotedellaRossa
“Un uomo con la faccia da assassino”, avevano detto i membri della commissione, e lo avevano anche riportato sul mio dossier nei termini della psicologia militare. Nell’ultima pagina dell’incartamento, alla voce “altre osservazioni” avevano scritto: “capacità di uccidere” e un punto interrogativo. E poi: “ubbidienza a ordini estremi”, un punto esclamativo e molti punti interrogativi. Non me lo avevano detto, ma non ce n’era nemmeno bisogno, ero consapevole delle mie debolezze. (pag. 57)

SOTTOLINEATO perché… è una ispiratissima e quanto mai originale descrizione delle caratteristiche psicologiche di un personaggio, attraverso il foglio matricolare militare!

Presi l’uscita 3 della tangenziale e subito dopo lo svincolo per Vaarala. Superai il caseificio Valio e la cisterna verniciata a immagine di un formaggio, passai attraverso il profumo di biscotti proveniente dagli stabilimenti Fazer, arrivai a Jakomaki e da lì zigzagando fino a Tattarisuo. (pag. 32)

CASSATO perché… questa sorta di indicazioni da gps finlandese del quale il libro è zeppo, sono davvero inutili e verrebbe voglia di saltale a pié pari!

Curiosità sul libro: ln una intervista di qualche anno fa, Matti Rönkä palesò tutta la sua incredulità nei confronti del fatto che i suoi libri oramai sono tradotti in moltissime lingue straniere, mentre alcune popolazioni all’ovest della stessa Finlandia potrebbero non poter leggere i suoi romanzi per via della variegatura della lingua finlandese!

Fratello buono, fratello cattivo, di Matti Ronka: acquistalo su Amazon!

Articolo protocollato da Monica Bartolini

Monica Bartolini (Roma 1964) si afferma nel mondo della scrittura gialla con i romanzi della serie del Maresciallo Nunzio Piscopo (Interno 8 e Le geometrie dell'animo omicida, quest'ultimo finalista al Premio Tedeschi nel 2011). Nel 2010 vince il Gran Giallo Città di Cattolica per il miglior racconto italiano in ambito mystery con il racconto Cumino assassino, compreso nell'antologia 10 Piccole indagini (Delos Digital, 2020). Autrice eclettica, per I Buoni Cugini Editori pubblica nel 2016 Persistenti tracce di antichi dolori, una raffinata raccolta di racconti gialli storici che ha per filo conduttore le vicende legate al ritrovamento di alcuni reperti storici, che ancora oggi fanno bella mostra di sé nelle teche dei musei di tutto il mondo, e nel 2019 la terza investigazione del suo Maresciallo dal titolo Per interposta persona. Collabora con i siti www.thrillercafe.it e www.wlibri.com per le recensioni ed è membro dell'Associazione Piccoli Maestri - Una scuola di lettura per ragazzi e ragazze che si occupa di leggere i classici nelle scuole italiane. Bibliografia completa in www.monicabartolini.it Contatti: [email protected]

Monica Bartolini ha scritto 90 articoli: