Recensiamo oggi al Thrillercafé “Fragile è la notte”, primo romanzo della nuova serie noir firmata da Angelo Petrella, appena uscito per Marsilio Editori.

Come recita il sottotitolo è “La prima indagine di Denis Carbone”, ispettore di polizia alto, brizzolato, fisico asciutto, occhi azzurri, piacente. Possiede un forte intuito ed il fiuto di un lupo, ma la strada sbagliata intrapresa dieci anni prima – che lo ha visto coinvolto in un brutto affare di scommesse – gli è costata la carriera e l’amore della sua vita e lo ha portato a tentare di affogare le sue frustrazioni in fiumi di Macallan che scorrono tra le pagine del libro come acqua fresca.

È un personaggio affascinante e complesso capace “di mutare aspetto da sbirro buono a bastardo, in meno di una frazione di secondo”, poco incline a seguire le regole, ironico e pungente, affamato di giustizia e verità: non mi sorprende affatto, quindi, che questa nuova serie dell’autore sia già stata opzionata per la televisione dagli stessi produttori del fortunato “Rocco Schiavone”.

La storia inizia nel ricco quartiere di Posillipo, a Napoli, dove il protagonista è stato trasferito a causa dei suoi trascorsi: una sorta di limbo nel quale non succede mai niente ed in cui, tutt’al più, la polizia si misura con qualche topo di appartamento. Ma una mattina di un agosto caldissimo, il corpo di Ester Fornario, ricca, disinibita e bellissima, viene trovato ai piedi della torre che domina la sua villa da copertina: per Denis è l’occasione perfetta per rimettersi in pista, per placare la sete di giustizia che insieme al whisky gli sta bruciando il fegato. Per la squadra Mobile, che minaccia di scippargli l’inchiesta, sarebbe fin troppo facile chiudere il caso incastrando uno degli amanti dell’ereditiera, ma la caccia privata dell’ispettore Carbone, tallonato nell’ombra da ambigui figuri, rischia di portare alla luce una verità molto diversa. Una verità che ai piani alti della questura non piace neanche un po’ e che a Denis potrebbe costare non solo il posto, come dieci anni prima, ma la vita stessa.

Colpisce subito come Angelo Petrella sia riuscito, in meno di duecento pagine, a costruire la vicenda principale su un’impalcatura impeccabile, delineando con altrettanta cura le numerose sottotrame che si intrecciano all’omicidio della Fornario: “era un maledetto imbroglio in cui le identità, i ruoli e gli attori cambiavano continuamente, senza dargli modo di orientarsi”. L’ispettore Carbone scoprirà infatti che il nemico non ha un solo volto e che la cosa più saggia da fare sarà tenere il dito ben fermo sul grilletto. La sua caparbietà e la rabbia profonda che monta pagina dopo pagina, sono la linfa vitale che alimenta l’indagine personale del protagonista e che lo porta a rischiare il tutto per tutto, da solo e a qualsiasi costo.

Lo scenario del romanzo si colloca esattamente tra i due poli opposti di Napoli: la periferia da riqualificare, e la Posillipo del benessere; due facce vibranti della stessa medaglia entrambe raffigurate con sensibilità, accuratezza e un pizzico di malinconia. Lo stile diretto e asciutto ed il ritmo incalzante e rapido, rifiniscono la narrazione di Fragile è la notte in cui nulla è come appare e tutto è ancora da scoprire.

 

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Articolo protocollato da Francesca Mancini

Lettrice appassionata di gialli, thriller e noir da sempre, amo molto anche le serie TV dello stesso genere e di scienza di confine. Ho una passione sfrenata anche per la musica anni ’80, il buon vino, il mare, la famiglia, gli amici veri e la comunicazione non verbale.

Francesca Mancini ha scritto 75 articoli: