Questo nuovo romanzo della scrittrice argentina Florencia Etcheves, stando alla non originalissima trama, potrebbe essere sbrigativamente liquidato come uno dei tanti novel basato sul collaudato schema del cold case, ma grazie al suo epilogo è anche altro e di più. Cinque adolescenti e attraenti fanciulle della buona società di Buenos Aires, Mariana, Leonora, Micaela, Pipa e Cornelia, che frequentano il prestigioso Dulmich College, vanno in gita nel sud dell’Argentina, Patagonia, nel piccolo paesino di El Paraje, guidate dalla loro insegnante di scienze naturali Ludmila Rovirata. Lo scopo è quello di studiare gli effetti su quel territorio delle frequenti eruzioni del vulcano Tunik. Studentesse e insegnante prendono alloggio in un economico bed&brekeafast gestito dalla famiglia Alonso, gente modesta e alla mano.
Ma proprio la prima sera dal loro arrivo, le ragazze, all’insaputa della professoressa, si concedono una scappatella che per una di loro si rivelerà fatale. Si lasciano convincere dal giovane Ariel, bel ragazzo figlio degli Alonso, ad andare a fare un po’ di bisboccia nel bar del paese. Torneranno poi in albergo, ma non tutte: il mattino seguente di Cornelia Villalta non si troverà traccia; con grande disappunto della Rovirata le amiche non saranno in grado di spiegare la sua assenza, nessuno, nemmeno Alonso, sarà in grado di spiegarla, né la polizia locale, presto chiamata ad indagare, riuscirà a trovarla. Né viva, né morta. Cornelia è scomparsa. Per i coniugi Villalta, che per anni non si daranno pace, continuando le ricerche della loro figlia, si aprirà un abisso di perdurante disperazione.
Trascorrono 10 anni e il caso, anche se ufficiosamente, si riapre. Grazie ad un personaggio del tutto insolito e affascinante, una di quelle invenzioni che solo gli scrittori di talento sanno avere: Antonia Delgado. Antonia è una donnina di Buenos Aires né giovane né vecchia, né brutta né bella, molto sensibile e intelligente, che ha ereditato dalla nonna Lela una insolita passione – forse un’ossessione – per i necrologi e i funerali. Possiede una sterminata collezione di necrologi ritagliati dai giornali, dalla loro lettura è in grado di comprendere aspetti riservati e sfumature dello sconosciuto defunto e della sua famiglia, potremmo definirla una “necropsicologa”. Le piace prendere parte ai funerali o alle messe in suffragio dei defunti i cui necrologi l’hanno più interessata. E fin dalla scomparsa della povera Cornelia, ha adottato questa disgraziata fanciulla fino a nutrire per lei un affetto materno. Quando dal giornale apprende che nel decennale della scomparsa di Cornelia, nella grande chiesa di Santo Domingo, si terra una messa per lei, non esita a partecipare. Ma non è solo l’affetto a guidarla. Antonia, analizzando gli innumerevoli necrologi che negli anni si sono succeduti per Cornelia, ha osservato qualcosa che l’ha turbata. Vorrebbe parlarne ai signori Villalba, ma viene presa per una profittatrice e respinta. Anche le compagne che condivisero l’avventura a El Paraje, presenti al completo, ormai donne, non le prestano ascolto. Tranne una, Manuela Pelari, detta Pipa, che nel frattempo è diventata un’apprezzata agente della squadra omicidi di Buenos Aires. E sarà lei ad impegnarsi per riprendere tra le mani la storia di Cornelia, ma dovrà farlo in privato, perché le autorità non vorranno riaprire il caso. Dovrà agire dunque senza mezzi, senza collaborazione, e metterà in gioco la propria stessa vita per arrivare a far luce su uno squallido caso di sopraffazione, violenza e omertà.
Scomparsa, che Marsilio ha inviato in libreria lo scorso gennaio, è stato pubblicato in Argentina con il titolo di Cornelia e con il titolo Perdida è già divenuto un pregevole film Netflix. Ma chi vorrà leggerlo non si troverà di fronte solo ad un ottimo thriller, magistralmente costruito con effetti di grande suspense e colpi di scena, bensì ad un’opera di profonda umanità, ad una matura meditazione sulla crudeltà nella natura umana rivolta sui deboli, sugli indifesi. Si tratta del terzo romanzo di Florencia Etcheves, quarantasettenne giornalista e conduttrice televisiva, nota per il suo militante impegno contro la violenza sulle donne. E in Scomparsa, più che mai, Florencia leva alta la sua voce contro questa vile barbarie dei nostri giorni.
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