Estranea – Yael van der Wouden

Estranea – Yael van der Wouden

Editore: Garzanti
Federica Cervini
Protocollato il 28 Novembre 2025 da Federica Cervini con
Federica Cervini ha scritto 52 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Il riassunto del Barman

Ogni casa ha una storia.
Quale casa non ha una storia?”

Estranea” è il romanzo di esordio di Yael van der Wouden – scrittrice olandese, ed è stato pubblicato da Garzanti con la traduzione di Roberta Scarabelli; è a mio avviso un romanzo particolare sotto molti punti di vista.

Anzitutto è difficile da “incasellare”, essendo un mix geniale di thriller psicologico, romanzo sul dopoguerra – e c’è anche una potente storia d’amore.

Inoltre ciascun lettore può individuarne il proprio protagonista, considerato che il titolo scelto per la traduzione italiana “Estranea” lo indica in Eva – la nuova fidanzata di Louis (di certo non l’ultima di una serie infinita di ragazze che lui presenta in famiglia); la versione originale del romanzo invece si intitola “The safekeep” segnalando quindi al lettore che la protagonista è Isabel (Isa), la sorella di Louis – cioè colei che vive nella casa e che se ne è presa cura anche quando era ancora in vita la madre.

A mio parere invece la protagonista di questo eccezionale thriller è proprio la casa all’interno della quale si svolge l’azione.

Siamo a Zwolle nei Paesi Bassi, nel 1961, e sono passati circa quindici anni dalla fine della guerra: Isabel (che ne ha quasi 30) vive in una enorme casa un po’ isolata rispetto alla cittadina, sola e non cercando compagnia.
Vi ha vissuto con la madre ed i suoi due fratelli – Louis ed Hendrik – che appena cresciuti si sono allontanati costruendosi una propria vita altrove; solo Isa ha accettato di rimanere e prendersi cura della madre, sapendo che la casa è di proprietà dello zio e che passerà a Louis quando lui si sposerà. 
E’ una donna ansiosa ed ossessiva, oltre che solitaria: pulisce e conta i cucchiaini di casa, ordina le stoviglie nell’armadio, si preoccupa che tutte le porte e finestre siano chiuse, si occupa del giardino e tratta con alterigia e disprezzo la donna delle pulizie, alla quale dà ordini con tono arrogante.
Un giorno Louis si presenta a casa con Eva – la fidanzata di turno – comunicando che questa trascorrerà un mese con Isa perché lui deve allontanarsi per lavoro; Isa si oppone e rifiuta, non intende ospitare quell’ estranea – che peraltro appare essere il suo esatto opposto.
Eva è disordinata, chiassosa, audace (si trucca!) e riempie la casa di risate e chiacchiere inutili.
Isa la vuole fuori di casa, non è tenuta a dare spiegazioni sui propri gusti o antipatie – semplicemente non vuole un elemento di disordine nella sua routine.

Chi è Louis? Chi è, da dove viene, la conosci bene, da quanto tempo la conosci, chi ti dice che sia chi dice di essere?”
“Sii gentile con lei”.
“Non sarò niente con lei
”.

Il lettore assiste a questa non voluta convivenza ed inizia a percepire disagio, quando l’ordine (di Isa) inesorabilmente lascia il posto al caos (di Eva) – soprattutto quando alcuni oggetti iniziano a sparire e raramente a ricomparire altrove.
La maggior parte delle volte si tratta di vere e proprie sparizioni, che l’occhio attento, esasperante e molesto di Isa subito scopre: un ditale, un cucchiaino, un coltello da torta.

Da un lato Isabel risulta al lettore antipatica – con quei modi assillanti e le risposte sgarbate e villane che rivolge ad Eva; dall’altro Eva conquista per la sua “irrequietezza rumorosa”, il suo toccare tutto e far domande su ogni oggetto della casa, come se fosse una bambina.

E’ certamente la diversità tra le due donne a far sì che Isabel ed Eva si innamorino perdutamente l’una dell’altra: Yael van der Wouden ci parla della “seduzione della disobbedienza” cioè di come si sia inevitabilmente attratti da ciò che vorremmo più allontanare da noi.
Da qui in avanti il thriller diventa romanzo erotico: le due donne, sole in una grande casa, sono travolte da un implacabile amore, che le rigide convenzioni dell’epoca certamente non approverebbero, ma che le stanze della casa accolgono e celano.
La “vergognosa malizia” di Eva letteralmente sbriciola il carattere rigido ed intransigente di Isa, ne marchia a fuoco la bocca come “limone su una ferita”, ed il terrore per ciò che le due donne stanno vivendo è grande tanto quanto la voglia l’una dell’altra.

L’elemento di suspence non manca nemmeno nelle pagine dell’amore affamato e feroce che Isa ed Eva vivono nell’attesa del ritorno di Louis: Eva scrive un diario e non permette mai ad Isa di leggerlo, lo chiude persino a chiave in uno stipetto affinchè Isa non lo possa sfogliare.
L’autrice sta seminando fra le pagine indizi, ma è impossibile scoprire il mistero della casa, mistero che la rende come dicevo la vera protagonista della vicenda; la casa è viva nelle parole di van der Wouden – che le dà un’anima ed un carattere:

La casa, quando arrivò, la salutò con sollievo”, poi altrove l’autrice scrive “alla fine la casa si acquietò”, ed ancora leggiamo che “la casa trattiene il respiro” quando le due donne si avvicinano e toccano, e poi “rimane immobile” ad ascoltare i loro gemiti di passione.

Il mistero che il lettore scoprirà solo nell’ultima parte del libro (cioè quando Isa entra in possesso del diario segreto di Eva) nuovamente mette la casa al centro della vicenda; sullo sfondo c’è la memoria della guerra, il rumore dei bombardamenti e gli incubi del periodo in cui Eva bambina era costretta a nascondersi – incubi che ancora oggi Eva ha di notte.

Yael van der Wouden costruisce un magistrale thriller sulle ferite di chi è solo e non ha amore, sulla solitudine di chi non conosce l’amore perché non lo ha mai vissuto, sui segreti e le ossessioni; tocca temi quali l’intimità, i silenzi, la storia – riuscendo ad intrecciare stili narrativi diversi, ed anche molta poesia.
Il ritmo è incalzante e la tensione cresce fino alla lettura del diario di Eva, trascritto nella terza ed ultima parte del romanzo; van der Wouden sa tenere viva l’attenzione e regala nelle pagine di quel diario un finale inaspettato e sconvolgente sul vero rapporto che lega il triangolo Isabel-casa-Eva.

Yael van der Wouden, classe 1987, ha avuto con il proprio romanzo d’esordio “Estranea” un immediato incredibile successo internazionale; “Estranea” è stato nominato libro dell’anno da numerose testate ed è già stato tradotto in più di una dozzina di lingue.

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