Un caso speciale per la ghostwriter – Alice Basso
Tanto ho aspettato questa uscita, tanto poi l’ho abbandonata sul comodino. Nostalgia. Nostalgia a priori. Vi spiego. Ho divorato i primi quattro volumi della serie dedicata Silvana Cassandra Sarca, Vani per gli amici, ghostwriter per professione, investigatrice per passione, creatura nata dalla irresistibile penna di Alice Basso.
“Un caso speciale per la ghostwriter“ mi ha ammaliato a lungo dal comodino, sirena che Ulisse stoicità zero a confronto. Se lo leggo, penso, poi niente più Vani, niente più entrare nella testa degli altri grazie all’intuito di questa protagonista schiva, solitaria, sarcastica, quasi cinica, che si veste come un pipistrello e ama whisky e patatine al formaggio. Niente più immedesimazione ed empatia, la stessa Vani voce narrante in prima persona, niente più punto di vista iper-analitico e ironico. Stop riflessioni acute, stop repentini cambi di prospettiva. Non leggerò più nulla che riguardi questa donna che non cerca alcuna altrui approvazione, che non vuole essere accomodante solo per compiacere, che sfrutta il suo intuito più per rispetto per se stessa che per dimostrare qualcosa al resto del mondo, che tanto “se solo me ne fregasse qualcosa“.
Forse sarà contenta solo Sonia Pechinese, sociopatica spalla del pittoresco Riccardo Ranieri, creatura letteraria di Federico Maria Rivalta (la cui lettura consiglio a chi non avesse già goduto di questa vivace serie), perché non avrà più concorrenza.
Non avrò più a che fare con questo tipo di narrazione ricca di battute, scattante, diretta, coinvolgente e con una attenzione particolare alle sfumature psicologiche. Chiuso con le citazioni, chiuso con i consigli di lettura indiretti, con il metaromanzo alla Alice Basso, ovvero niente più considerazioni sui meccanismi narrativi, sui generi letterari e chiuso con questa scrittura che diventa oggetto di riflessione dentro la storia.
E allora per me, caro quinto e ultimo tomo della serie, puoi pure restare là. Non ce la faccio. Se non ti leggo, non ti finisco, se non ti finisco, cara Vani (& C.) non smetterai di allietare tanti momenti, di tenermi compagnia, di farmi addormentare con il sorriso (addormentare non perché sei noiosa, ma perché leggo prima di dormire, beninteso!). Poi succede che devo andare in ferie, e in ferie mi servono tanti libri, quindi anche Vani finisce in valigia. E se Vani viene al mare, mica ci viene per niente.
E leggo. Leggo un romanzo che mi conquista, come al solito, dalla prima pagina. Leggo quello che stavolta è un giallo sin dall’inizio. Per i precedenti quattro volumi della serie, la nostra ghostwriter, mentre sta indossando, per mestiere appunto, i panni di qualcun altro, si ritrova a dover risolvere dei casi in collaborazione con uno sbirro pazzesco, Romeo Berganza, che, riconoscendo le doti intuitive di Vani, le offre un posto come collaboratrice esterna della polizia. In questo ultimo (sigh!) romanzo, invece, Vani sin da subito si ritrova a dover utilizzare il suo talento naturale, ovvero la sua grande capacità di saper leggere le persone e di immedesimarsi nella loro psicologia per trovare il suo capo, Enrico Fuschi, editore della blasonata casa editrice Edizioni l’Erica, uomo con un portafoglio al posto del cuore, che per la prima volta dimostra che un portafoglio al posto del cuore proprio proprio non ha, e che poi sparisce. Sparisce nel nulla. Sparisce per colpa di Vani. Spoiler? No, non credo proprio! Leggete, leggete e capirete!
Leggete questo libro la cui ambientazione resta una chicca nel panorama letterario, ovvero quella editoriale, leggete questo libro i cui dialoghi si confermano vivaci, irresistibili e dotati del grande pregio di lasciarvi irrimediabilmente di buon umore e ancora, leggete questo libro i cui personaggi, sono in quest’ultimo (sob!) volume fondamentali nel concorrere a mettere in luce le capacità investigative di Vani, sì, ma soprattutto alla crescita psicologico-emotiva di questo personaggio che potrebbe – dico potrebbe e non aggiungo altro – arrivare inconsapevolmente a risolvere se stessa nel tentativo di salvare gli altri. Leggete subito questo quinto capitolo a chiusura della serie, e non ve ne pentirete anche perché a questo punto, l’autrice, questa mitica autrice, ha già creato non uno, ma ben due nuovi personaggi talmente carismatici che vi faranno sentire un pochino meno la mancanza della nostra Vani.
Recensione di Anna Morandini.
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