Le ottanta domande di Atena Ferraris – Alice Basso
Dopo “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris“, o Atena 1 come lo definisce l’autrice Alice Basso, in libreria approda “Le ottanta domande di Atena Ferraris“ o, un più semplice Atena 2.
Basso ritorna con la sua protagonista che immerge il lettore nel mondo delle neurodivergenze, permettendogli di vivere le difficoltà, la distrazione, la vita in tutte le sue declinazioni, grazie alla narrazione in prima persona. Per chi ritrova Atena è un piacevole ritorno in una normalità, capace di raccontare i problemi con leggerezza, grazie all’ironia intelligente e alle divagazioni interessanti. Cominciare da Atena 2 sarà altrettanto semplice, perché la nostra eroina entra subito nel cuore, i rimandi riempiono i vuoti necessari a comprendere la trama, lasciando aleggiare la giusta quota di mistero per recuperare e leggere con diletto Atena 1.
“Le ottanta domande di Atena Ferraris” riparte dopo poche settimane dalla chiusura del primo romanzo, con Atena decisa ad avere la sua diagnosi, che sbircia, anche se non dovrebbe farlo da sola, le ottanta domande del test RAADS, per la diagnosi delle neurodivergenze. Decisa a convincere l’amica psicologa Gemma a divenire il suo specialista di riferimento, Atena le strappa un appuntamento e lì, nella sala d’attesa del poliambulatorio dove Gemma lavora, incontra Elisa, assiste al suo svenimento e scopre tre cose: che Elisa è una conoscente di Gemma venuta a parlarle, che soffre di epilessia, che qualcuno la sta ricattando affinché non concorra alla promozione a leader di un settore dell’azienda dove lavora, sotto la minaccia di dire a tutti della sua epilessia. Proprio quest’ultimo fatto farà scattare Atena in modalità cucciolo di golden retriever, desideroso di indagare e capire, rimettendo in gioco il quartetto di detective dilettanti del romanzo precedente, ovvero Atena, suo fratello gemello Febo, Gemma e l’affascinante Jacopo.
Avvincente, dinamico, simpatico, perché certe considerazioni di Atena sono davvero divertenti, e il fatto che lei le faccia in modo serio e sincero le rende ancora più comiche, il romanzo è una goduria. Il tema che tratta, le neurodivergenze, la normalità, le etichette e come viene vissuta una diagnosi dal soggetto che la ottiene e da chi lo circonda, è profondo, attuale e posto in modo genuino e delicato. Se a questo si aggiunge il caso giallo e un pizzico di romanticismo, si capisce ben presto di tenere tra le mani uno scritto prezioso: che forma, informa, appassiona e tiene compagnia, permettendo di riflettere sul concetto di diversità e normalità.
Personaggi conosciuti in Atena 1, qui ritornano, come L’Eufemismo, il bimbo di nove anni vicino di casa di Atena. L’autrice continua il cammino di questi soggetti che sono diventati seriali, dandogli maggior spessore, raccontando di loro un pizzico in più, per un’evoluzione umana accattivante. Arrivano poi i nuovi incontri, che stimolano la voglia di leggere e costruiscono il giallo.
In quest’opera entriamo nelle dinamiche aziendali, in quel linguaggio surreale, così serio da essere quasi tragicomico, di inglesismi che tutti fingono di conoscere, lasciando la domanda su cosa davvero significhi ogni termine esattamente, ad aleggiare sperduta nel chiuso della mente. Si scoprono le ipocrisie e le piccole, grandi, cattiverie. Diverse personalità che convivono per molte ore ogni giorno insieme, costrette a collaborare anche quando non si sopportano, finti proclami di inclusione, comprensione, empatia, per aziende che sono presentate come famiglie, quando invece sono votate all’ovvio guadagno e dove non si perde occasione di sbranarsi per una posizione migliore e uno stipendio più alto.
Se quello aziendale è il teatro dove si mette in scena l’indagine, “Le ottanta domande di Atena Ferraris” è anche ricco di eventi che si svolgono nella vita privata di Atena, nel presente come nel passato. La vediamo andare a un festa con Jacopo, esplorare la possibilità di innamorarsi ed essere ricambiata, fino a ritrovarla a parlare con L’Eufemismo mossa dalla volontà sempre di capire e magari aiutare. Qui e lì leggiamo brevi capitoli che sono scritti come veri copioni teatrali, dove ricordi di Febo e Atena da piccoli e da adolescenti offrono una finestra su dinamiche famigliari particolari, utili a comprendere ancora meglio i personaggi dei gemelli e il loro vissuto.
Come nell’opera precedente, Atena che è enigmista e crea da sola la sua rivista digitale, ogni tanto compie associazioni mentali che le fanno inventare enigmi e giochi. Questi giochi sono lì, disponibili per i lettori e nelle pagine finali si trovano tutte le soluzioni.
Capitolo dopo capitolo, accompagnati dalla scrittura vivace di Alice Basso, dai dialoghi brillanti e dai suoi meravigliosi personaggi, ci immergiamo sempre più nella storia, fino ad assorbire il messaggio: la normalità è sopravvalutata, perché in un mondo di persone che sono tutte unicamente diverse, chi può dire cosa è normale? Si dice che la normalità di una cosa o di un comportamento, si attribuisca in base alla maggioranza dei soggetti che in un determinato modo agiscono. Eppure, se ci soffermiamo un momento a pensare, in molte cose divergiamo gli uni dagli altri, in tante ci avviciniamo. Tutti abbiamo paure, ansie e distonie. Tutti abbiamo qualcosa che ci appassiona, o nella quale siamo bravi, come è vero che ci saranno cose nelle quali siamo dei totali incapaci. E allora? Adesso ci sono molti più studi, diagnosi, modi di definire una persona, esiste pure il termine neurodivergente. Alcuni le definiscono etichette, modi per ghettizzare, isolare una persona. Ma è davvero così? Avere una diagnosi, sapere che si funziona in un determinato modo per un motivo, non può essere invece illuminante? Etichette peggiori a quelle di una diagnosi sono le parole matto, scemo, strambo e via così.
Siamo tutti normalmente diversi, speciali e questo libro ce lo insegna, affrontando anche le reazioni dei diversi soggetti interessati, di accettazione o negazione, di sollievo o di ansia.
Nei libri di Atena troviamo un giallo che esplora questioni importanti, presenti nella vita quotidiana di oggi. E lo fa con la divertente, intelligente, delicatezza di Alice Basso.
Alice Basso (Milano, 1979), vive a Torino dal 2006, città dove sono ambientate le opere di Atena e, oltre a essere autrice di numerosi romanzi, è cantante, chitarrista e sassofonista ed è la narratrice degli audiolibri delle sue opere.
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