L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome – Alice Basso
Stai per entrare nel metaromanzo di Alice Basso. Forse non nell’accezione più classica del termine, ma qui, nella prima opera di Alice Basso “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome“, e come poi nelle seguenti quattro, si parla di libri, si fanno considerazioni sui meccanismi narrativi, si richiamano generi letterari e quando la scrittura diventa oggetto di riflessione dentro la storia, allora beh, per me siamo in questo tipo di produzione letteraria.
La protagonista è Silvana Cassandra Sarca, Vani per gli amici (pochi), introversa (tanto) ghostwriter attraverso la quale l’autrice gioca sui vari livelli interni al concetto di narrazione. Pesantino? No! Tutt’altro!! Questo è un giallo ironico senza il morto, è un thriller senza eclatanti colpi di scena, è una detective story in cui le indagini non sono il fulcro della storia. E allora perché dovresti leggerlo? Perché questa è una storia piacevolissima, questo è un concentrato di umorismo, di battute fulminanti e di giochi di parole che avranno il grande pregio di lasciarvi irrimediabilmente di buon umore.
L’autrice vi trascina nel mondo di Vani, investigatrice per caso, ma non certo campata in aria. Vani ha un cervello da far impallidire il Guinness dei Primati del QI, Vani ha un caratteraccio da far impallidire Severus Piton oppure il Dr. House, se preferite (ma sarà proprio proprio vero? Leggete, leggete e capirete), Vani indaga sul rapimento di un’autrice. Siamo a Torino e mentre la nostra ghostwriter lavora alla stesura del nuovo romanzo per conto e al posto di una scrittrice famosa, quest’ultima viene rapita. Inizia così la collaborazione con Romeo Berganza, uno sbirro pazzesco, che ben presto riconosce le doti intuitive di Vani e le sfrutterà non solo per risolvere questo caso, ma offrendole anche un posto come collaboratrice esterna della polizia, ruolo peraltro che Vani apprezzerà quasi quanto il suo primo lavoro. Parallelamente alle indagini, Vani per la prima volta dopo diverso tempo, si lascia irretire dalle spire dell’amore, sentimento da cui fuggiva da diverso tempo, ma di cui non vi parlerò certo qui, invitandovi ad iniziare a leggere questa frizzantissima serie per scoprire chi riuscirà ad abbassare la guardia a questa donna schiva, solitaria, sarcastica, quasi cinica, che si veste come un pipistrello e ama whisky e patatine al formaggio.
Non il crimine, bensì le relazioni umane sono il fil rouge di questo romanzo, in una miscellanea di ingredienti e personaggi che apprezzerete moltissimo per come saprà intrattenervi. Conoscerete due adolescenti, Morgana e Laura. L’una, secchiona emulatrice della ghostwriter, e l’altra, amichetta dallo spiccato senso pratico. Conoscerete Enrico Fuschi, editore della blasonata casa editrice Edizioni l’Erica nonché datore di lavoro di Vani, uomo con un portafoglio al posto del cuore. Da ultimo, ma non certo per importanza, avrete a che fare con lo scrittore Randi, Riccardo Randi, ipertricotico sciupafemmine che, in crisi di ispirazione, insieme ad Enrico convocherà Vani per “mettersi nei suoi panni”…panni che…attenzione spoiler… Vani indosserà forse fin troppo. Sì, perché Vani entra nella testa degli altri, ha il dono di leggere le persone, di immedesimarsi nella loro psicologia, ma quando deve capire se stessa, ahia, allora non ci siamo proprio, non capisce e Vani è una tipa che odia quando non capisce.
Se ancora non siete convinti di iniziare a leggere questa serie, allora vi do un altro motivo per farlo, anzi due. Il primo, sono le figure retoriche. Io non ho mai letto – e ve lo dico senza superbia, io ho letto tanto – delle figure retoriche, similitudini in particolare, tanto azzeccate. Non vi scrivo un esempio delle quali, perché la loro forza sta nel contesto, ma resterete a bocca aperta e ve le segnerete, ve lo prometto, per arricchire il vostro repertorio. Riderete come matti, perché nella vostra testa riuscirete anche a visualizzarle, queste similitudini, ma proprio come un ologramma, giuro! e le utilizzerete in più occasioni risultando originalissimi. Il secondo motivo, sono le innumerevoli citazioni che, se da un lato rivelano la grande cultura dell’autrice (quella vera, non il personaggio, per ribadire il tema del metaromanzo!), dall’altra forniscono un’intera lista di libri a cui attingere se amate il genere giallo. Anzi tre, tre sono i motivi, e il terzo è il più importante. E’ Alice Basso, penna vivacissima che vi regalerà momenti di pura allegria, un pizzico di mistero, un’ambientazione quasi unica e soprattutto un intreccio di relazioni ed amicizie che vi parleranno personalmente tanto vi appariranno realistiche.
Recensione di Anna Morandini.
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