Le ventisette sveglie di Atena Ferraris – Alice Basso
Alice Basso, nota al pubblico dei lettori per la serie dedicata a Vani Sarca, per quella di Anita Bo e per altri romanzi e racconti, torna in libreria con una nuova protagonista Atena Ferraris, per regalare ore spensierate tra ironia, curiosità, tante cose particolari da scoprire e, soprattutto, parlare di diversità, di senso di inadeguatezza, di difficoltà nello stare sul palco della vita e infine di autismo.
Atena Ferraris è un’enigmista che crea, impagina e cura da sola la sua rivista online, lavorando da casa. Ha ventisette sveglie puntate a diversi orari della giornata per riuscire a scandire e differenziare i momenti di lavoro da quelli, per esempio, del pasto e ha un fratello gemello, Febo, che è autore di thriller, sempre preso da mille avventure e corsi per alimentare la sua vena creativa. Quando una sera, a un corso di magia, Febo si convince di aver assistito a un delitto, è ad Atena che si rivolge, dando il via a un caso rocambolesco, una commedia degli equivoci e un bellissimo viaggio nell’unicità degli esseri umani, ricco di ironia, sorprese e con un pizzico di romanticismo.
Alice Basso ha una scrittura confortevole, ritmata e brillante, che si ritrova in questa nuova opera. Da subito il libro si fa amare, avvolge il lettore e lo porta nel mondo, non facile, di Atena. La protagonista è particolare, esce dagli schemi, divaga, e questa sua ultima particolarità è immediatamente sotto gli occhi, perché la narrazione è in prima persona, in presa diretta dalle sue labbra e attraverso i suoi occhi. Le divagazioni di Atena possono far apparire il libro prolisso, ma non è così: è un modo chiaro di mostrare una personalità atipica, permettendo a certi lettori di inquadrare, per esperienza o per conoscenza, cos’è Atena. Non per etichettarla, attenzione, ma per comprenderla meglio: è a questo che servono le diagnosi, ma di ciò parleremo più avanti.
La narrazione è centrata sul caso misterioso, il giallo che si dipana tra i capitoli, ma a questo filone principale si alternano momenti di intimità famigliare, dove Atena ricorda e riporta i discorsi tra lei bambina e la madre. Si scopre così un rapporto dolce, commovente, dove la donna adulta che ha vissuto e maturato degli schemi comportamentali, spiega alla figlia come mettere ordine nel suo caos, interpretare le azioni e le reazioni degli altri. Sono attimi di puro amore, del rapporto genitori-figli come dovrebbe essere: sostegno, aiuto, sprone, esempio, accettazione.
Ogni personaggio di “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” è un esempio di unicità, di fragilità che sono il bagaglio di ognuno, per parlare di quelle cose che tutti sperimentiamo e viviamo, ma che spesso fanno vergognare. Nel leggere delle cadute e delle risalite dei protagonisti, ci assolviamo da quel meschino senso di colpa che fa sentire sbagliati, imperfetti dove gli altri riescono benissimo. È in errore chi si sente in difetto ed è un errore che per gli altri sia tutto facile e semplice. Leggere questo romanzo, mentre ci appassioniamo alla storia, è una coccola verso noi stessi.
Nella scrittura scorrevole, le pagine corrono, eppure ogni tanto ci si sofferma, si rallenta e si perde tempo con divertimento. Atena è un enigmista e nella narrazione ci sono tanti stuzzicanti giochi di parole, che viene naturale provare a risolvere. Si scopre poi che nelle pagine conclusive ci sono le soluzioni! Il cervello si attiva a tutto tondo con questo libro, nel leggere, nel capire, nell’emozionarsi e sì, nel giocare.
Dialoghi brillanti, situazioni quotidiane che diventano straordinarie, conducono per mano a scoprire tante cose, sull’enigmistica, la magia, l’etimologia e il grande mistero dei legami famigliari, d’amicizia e di corteggiamento.
Si risolvono enigmi, si ride, si scopre la soluzione del giallo e Atena riceve anche la sua diagnosi, che è liberatoria, dà una spiegazione, apre la porta a un mondo dove non si è soli, pazzi, scemi, strani, ma semplice diversa espressione della complicatezza umana. Le complicazioni rendono, in orologeria, un orologio speciale, di pregio. Dovremmo imparare ad applicare la stessa visione alle persone, per entrare nel loro mondo, senza considerare il nostro modo di vedere le cose il solo e unico. Questo insegna il libro di Alice Basso, un messaggio prezioso, da tenere stretto.
Ambientato a Torino, quando invece Alice Basso è di Milano, “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” è un libro intelligente, godibilissimo, una storia che fa bene sotto tanti aspetti, con una protagonista spettacolare, creata dalla fantasia di un’autrice che, parlando di sé, racconta di cucinare male, guidare ancora peggio e di sport nemmeno parlarne.
Unica Alice, unica Atena, unici noi lettori.
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