Donne che non perdonano – Camilla Läckberg
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Camilla Läckberg abbandona per l’occasione la serie di Fjällbacka che ha come protagonisti Patrik Hedström ed Erica Falck, e con “Donne che non perdonano” ci offre un romanzo snello, essenziale, urgente e che arriva al momento giusto.
In appena 150 pagine e in anteprima mondiale per Einaudi – Stile libero big, con traduzione di Katia De Marco, “Donne che non perdonano” narra le storie di tre donne offese, odiate, umiliate e trattate male non dalla vita, che è un modo di dire troppo comodo, bensì da tre uomini.
Uomini che sono quelli di cui parlava un altro grande scrittore svedese, un uomo di cui sentiamo sempre più la mancanza, quello Stieg Larsson che se fosse ancora vivo sarebbe così contento di poter finalmente vivere nell’epoca del #metoo.
Ma non rubiamo palcoscenico alla sempre più brava Camilla Läckberg: il suo Donne che non perdonano non avrebbe potuto esistere senza i recenti fatti che hanno portato al #metoo ed è l’occasione per gustare un po’ di vendetta.
Vendetta che magari ad alcuni potrà sembrare ingiusta ed esagerata, mentre per altri e altre giungerà catartica e opportuna. E se questo romanzo, o racconto lungo, non avrebbe potuto essere scritto prima, ecco che l’autrice svedese è una delle persone più adatte per scriverlo.
Ricca, famosa, dotata di autorità, sicura di sé, bella e con due divorzi alle spalle e un terzo marito più giovane di lei, Camilla Läckberg ha tutto il potere e capacità per agire da cassa di risonanza e megafono per tutte quelle donne che purtroppo non possono.
Donne come Brigitta, per esempio.
“Mio marito mi riempie di botte ogni volta che gli salta in testa, ma fa attenzione a picchiarmi dove non si vede. E io mi sono sempre detta che finché non si vede non è successo niente.”
E conosciamo a memoria le classiche obiezioni, frasi come “perché se ne parla solo ora?” o “perché non lo lasci?” o ancora “perché non lo denunci?”
Servirebbe una persona con maggiori capacità dialettiche, con più cultura e pazienza delle mie per cercare per l’ennesima volta di controbattere con calma a queste obiezioni, non è il mio ruolo, non ne sono capace, ritengo che certe cose si possano capire e intuire anche senza lezioni.
E quindi deviamo dalla realtà e immergiamoci nella fiction, dando uno sguardo più da vicino a chi sono e cosa faranno queste Donne che non perdonano.
Svezia. Victoria è una ragazza russa che è come se fosse stata ordinata su un catalogo e comprata: ora è sposata con un grasso alcolista che la tiene prigioniera in una fattoria. Ridotta a schiava, Victoria trascorre lunghe, estenuanti e tristi giornate a spezzarsi la schiena con i lavori in casa, mentre di notte è ridotta a puro oggetto sessuale.
Ingrid aveva un brillante futuro come giornalista, ma ha sacrificato tutto per sposare e star dietro a suo marito, accudendolo e amandolo mentre lui pensava alla sua carriera e diventava direttore di un quotidiano. Il ringraziamento per questo sacrificio? Suo marito la tradisce e si spende per coprire e scusare suoi collegi che molestano le donne.
Brigitta è ormai una donna matura ed è abituata da tempo alle percosse e alla violenza di suo marito, Jacob. Cerca di nascondere i lividi e ultimamente sta rimandando degli esami medici molto importante per non far scoprire la sua condizione.
Le storie e i destini di queste donne si intrecceranno e se nessuna da sola è in grado di risolvere i propri problemi, insieme potranno occuparsene in modo deciso e decisivo.
“Non gli avrebbe mai più dato l’occasione di ucciderla. Né a lui né a nessun altro uomo. Le serviva aiuto, e le era venuto in mente un modo per procurarselo.”
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