diario-pulp-strummSe oggi notate le pareti imbrattate di rosso, qui al Thriller Cafè, non vi preoccupate, non è veramente sangue: ho soltanto schizzato un po’ di Bloody Mary dappertutto per creare l’atmosfera adatta al romanzo di cui parleremo: si tratta di Diario Pulp, dell’enigmatico strumm

Titolo: Diario Pulp
Autore: strumm
Editore: XII
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 340

Trama in sintesi:
Diario Pulp è un condensato di azione e ironia, costruito a episodi, come fossero puntate di una serie televisiva ma con un fil rouge che vi porterà piano piano a svelare il mistero che avvolge l’Imperatore.
Inizierete a leggere il romanzo e vi sentirete come se steste guardando Pulp Fiction di Quentin Tarantino, vi ritroverete ad un tratto invischiati in un’epopea criminale degna di quella raccontata in Romanzo Criminale.
Una fusione incredibile di noir e pulp che vi porterà su e giù per le vie della capitale fra sparatorie in centro città, regolamenti di conti, gambe mozzate e sette sataniche in periferia.
Un solo consiglio: non ridete di Duffy Duck. Potrebbe costarvi molto caro.”
(dall’introduzione di Paolo Roversi)

“Spera di rifarsi la vita come danzatrice del vento a Kuala Lumpur”…
Quando mi sono imbattuto in questa frase nella (bellissima) BioPulp del nostro strumm, ho avuto il piacevole sospetto che a leggere questo libro ci avrei goduto un mondo. Siete curiosi di sapere se è accaduto davvero? Ve lo dico con calma…
Immaginate di mettervi a bordo di un bel macchinone, uno di quelli un po’ trash che quando parti fanno un casino di fumo nero dal tubo di scappamento e che avete equipaggiato di svariate bottiglie di birra, o del vostro superalcolico preferito. Durante il tragitto caricate su qualche tipo strano, cominciando con Zecchinetta e il Sellero. Vi fate un sorso assieme a loro, e intanto quelli vi raccontano di come siano esperti di “trasformazioni”: prima tramutano la gente da viva a morta, poi da morta ad altre forme (spezzettata, per lo più). Be’, ogni tanto ruttano e scoreggiano, dicono un sacco di parolacce, ma sono due compagnoni, tipi a posto, fanno anche ridere, non come quello stronzo di Aristole che invece sta sempre a puntualizzare, a polemizzare, a pontificare. Per lui, quasi quasi vorreste chiedere: “Ch’è, mi prestate un attimo una pistola, che l’uccido?”. Pensiero che forse non avreste fatto in precedenza, ma che certe compagnie solleticano facilmente…
Durante il viaggio qualcuno ogni tanto scende, e quasi mai di sua volontà: in alcuni casi si tratta di separazioni tristi, che avreste preferito evitare, e che consacrate agitando a lungo la manina oltre il finestrino, finché dietro le luci rosse dei vostri stop la sagoma dell’andato non si vede più. Ma intanto altri sono saliti a occupare il seggiolino rimasto vuoto, e la lancetta del tachimetro continua a spostarsi verso il basso e la strada che percorrete comincia a non chiamarsi più Pulp, ma Noir. Non che faccia differenza: cambia il tono, forse, ma chi vi mette a parte dei fatti suoi – nonché di quelli di un sacco di altra gente, quasi mai raccomandabile – è sempre capace di farlo tenendo desta la vostra attenzione. Nessun colpo di sonno è in agguato, e il percorso continua, costellato di morti ammazzati, sgangherati riti satanici e interrogatori condotti a furia di amputazioni e colpetti di fiamma ossidrica. E quando, dopo tante confidenze (a volte raccapriccianti) vi renderete conto che state arrivando a destinazione, alzerete dubbiosi gli occhi al retrovisore e osserverete chi siede sul sedile posteriore. Avrete capito finalmente che il misterioso Imperatore è tra loro. Vi domanderete chi possa essere. Ma soprattutto, vi chiederete se una volta che l’avrete saputo potrete ancora andarlo a raccontare in giro, o finirete invece nel portabagagli, a far compagnia a qualche altro cadavere con una pallottola piazzata nella nuca…

Be’, dato che io ho fatto l’esperienza e sono ancora qua, la risposta all’interrogativo finale dovrebbe essere rassicurante: potete intraprendere tranquillamente il viaggio, e vi consiglio di non perder tempo a far valigie. Partite senza pensarci due volte, sono certo che non ve ne pentirete.

(per chi volesse, il libro è acquistabile facilmente presso lo shop online di Edizioni XII)

Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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