La notte alle mie spalle – Giampaolo Simi
Da poco riedito da Edizioni e/o, su Thriller Café recensiamo oggi La notte alle mie spalle di Giampaolo Simi.
Non aspettatevi da questo romanzo crimini efferati, indagini complesse e lontanissime dalla pratica, personaggi affascinanti per la prossimità alle tenebre.
In questo noir di Giampaolo Simi il perturbante, l’orrore, è comune, banale. È la violenza del quotidiano in scena.
In una provincia toscana lontana dall’immaginario da cartolina si muove Furio Guerri. È un gran lavoratore il nostro protagonista, un padre e un marito che si occupa della sua famiglia. Lo fa in un impegno che appare ordinario, riconoscibile nella vita quotidiana, è l’uomo che la società si aspetta che sia. Eppure Furio Guerri, per sua stessa ammissione, è un mostro e il suo impegno e la sua maschera è si totale ma anche oscuro.
In fondo al braccio cieco del corridoio la porta è aperta, la classe è vuota. IV B.
«E poi l’isola mi guardava».
«In che senso la guardava?».
«Nel senso che l’isola era un viso gigantesco».
«Il viso di chi?».
«Il viso di una donna. Così grande che copriva il sole e faceva ombra su tutto il mare. Era spaventoso, la fine del mondo».
«E il mare com’era? Mosso?».
«Non me lo ricordo. Ma non era quello il problema».
«Non era quello il problema?».
«No. Il mare m’ingoia, capisce? Che sia mosso o no, non fa differenza».
«È lei che ci sprofonda. È così?».
«Sì. Penso che dobbiamo vederci, dottore, la terapia di mantenimento non funziona. Mettermi una nottata alle spalle è ogni volta un’impresa».
«Mi ripeta questa cosa».
Sento uno scatto improvviso nella sua attenzione.
«Cosa le devo ripetere?».
«Questa cosa della notte. Me la dica di nuovo, Furio».
Simi riesce a tratteggiare un male diffuso, che permea le azioni di quest’uomo comune. Dalla competizione sul posto di lavoro, alle relazioni tra i sessi e a quelle con i familiari: nell’economia degli affetti, dei desideri e dello stare al mondo sembra necessaria una qualche aggressività, una non comune capacità d’inganno. Guerri fa questo e inganna, manipola e soprattutto osserva, è un uomo capace le cui possibilità criminali sono consistenti in molte scene ma che non si realizzano, come frenate. Un freno che però un giorno non basterà.
In questo romanzo Giampaolo Simi costruisce davvero un fatto di cronaca nera comune nella sua brutalità e che è e rimane come indistinto dalla fiction. Un noir che sacrifica l’intrattenimento per un’aderenza alla realtà evidente e programmata.
Questo romanzo è appena distinguibile proprio da un romanzo-verità.
Guerri è un mostro tra quelli che scorrono in un calendario di sangue nella cronaca nera nazionale e locale e della schiatta di Jean-Claude Romand ne L’avversario di Carrère, del male come iperoggetto notturno che avvolge la società.
Recensione di Antonio Vena
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