Corpi di scarto – Elisabetta Bucciarelli
Mi chiedevo da tempo quando anche Elisabetta Bucciarelli sarebbe stata chiamata a dare il suo contributo al progetto Verdenero, un progetto che ritengo particolarmente meritevole e da sostenere, e finalmente il momento è arrivato. Con Corpi di scarto, ecco che la collana di econoir si arricchisce di un volume che per la grande stima che nutro nella Bucciarelli sono sicuro sarà importante. Autrice di primissimo livello (anche Premio Scerbanenco 2010 dixit), la Bucciarelli è profondamente in grado di scavare nei temi più cupi della nostra quotidianità e a mio parere adattissima a confrontarsi con un noir ambientalista e ad affiancare i tanti validi autori che l’hanno finora preceduta (cito giusto Narciso, che ho recensito solo qualche mese fa).
La trama di Corpi di scarto se v’incuriosisce è questa:
Iacopo detto Iac, adolescente cresciuto troppo in fretta, vive tra la casa della madre e i bordi di una grande discarica. Accanto a lui il fratellino Tommi e l’attraente Silvia, ragazza perbene scontenta del proprio corpo. Iac conosce la discarica fin nei minimi dettagli, è una risorsa, un punto di partenza, dove trovare tutto quello che gli serve per sopravvivere e sognare. Intorno a lui si muove un gruppo di esistenze abbandonate tra cui il turco Saddam, il nero Argo e l’italiano Lira Funesta, scarti umani non privi di una loro particolare dignità. Mentre la vita in discarica procede secondo ritmi collaudati e fuori il caos emotivo delle esistenze normali cerca un equilibrio, il “male” prende il sopravvento. Comportamenti all’apparenza inoffensivi e accumulo di pratiche abusive provocano un episodio drammatico che coinvolgerà profondamente Iac.
Dalle vive parole dell’autrice, potrete capire perché abbia deciso di scrivere un Verdenero; io vi consiglio di leggerle, e di leggere poi il libro.
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