Brama – Arne Dahl

Brama – Arne Dahl

Serie: Op-Cop
Editore: Marsilio
Giuseppe Pastore
Protocollato il 22 Gennaio 2014 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
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Da diversi anni uno degli autori svedesi più apprezzati in Italia, ritroviamo in libreria Arne Dahl con “Brama“, suo nuovo romanzo in uscita come sempre per Marsilio con traduzione di Carmen Giorgetti Cima. Non si tratta di un episodio della serie Intercrime, ferma in Italia al capitolo 4 (Europa Blues) ma del primo volume della Op-Cop series, un quartetto di romanzi con al centro crimini internazionali e l’Europol impegnata a combatterli.

Il mondo è cambiato. Il crimine non ha passaporto, si muove attraverso reti digitali, flussi finanziari illeciti e confini labili. Per combatterlo, serve qualcosa di nuovo. Nasce così l’unità Opcop, un progetto pilota dell’Europol con base all’Aia. A capo di questa squadra d’élite ritroviamo una vecchia conoscenza: Paul Hjelm, l’ex ispettore svedese riflessivo e malinconico, ora promosso a gestire una squadra di “All-Stars” della polizia europea.

La trama è un puzzle vertiginoso che sfida il lettore a mantenere la concentrazione. Tutto inizia con eventi apparentemente scollegati, sparsi per il globo come pezzi di vetro dopo un’esplosione: un uomo muore sbranato (o quasi) in una foresta; un ex agente della Stasi viene trovato impiccato; una donna viene uccisa in un pub di Londra; strani messaggi in codice che ricordano il “gioco del telefono senza fili” (in svedese “Viskleken2″, il titolo originale) compaiono ovunque.

    Mentre Hjelm cerca di far collaborare agenti che parlano lingue diverse e hanno metodi opposti (tra cui l’italiana Donatella Bruno e lo svedese Arto Söderstedt), emerge un disegno mostruoso. Non stiamo parlando del solito serial killer, ma di un complotto che coinvolge la mafia russa, le nuove tecnologie ecologiche e la speculazione finanziaria.

    Il titolo italiano, “Brama”, centra perfettamente il bersaglio tematico: al cuore di tutto c’è l’avidità sfrenata, la fame insaziabile di risorse e denaro che divora il pianeta. Arne Dahl si conferma non solo un giallista, ma un fine analista geopolitico. Scrive un thriller che è figlio diretto della crisi economica globale, dove i cattivi non portano maschere da hockey, ma abiti firmati nei consigli di amministrazione.

    Lo stile è denso, complesso, polifonico. Dahl richiede pazienza: intreccia decine di fili narrativi che sembrano divergere per centinaia di pagine prima di annodarsi in un finale serrato e spettacolare.

    In conclusione, “Brama” è un thriller “massimalista”. È intelligente, vasto e inquietante. La lettura ideale per chi pensa che il crimine moderno sia troppo complesso per essere risolto da un solo uomo con una pistola.

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