Assassinio sull’Orient Express di Kennet BranaghMolti fra i nostri lettori, in particolare i giallisti dai gusti classici, staranno sicuramente attendendo con un misto di curiosità e apprensione questa nuova trasposizione filmica di Assassinio sull’Orient Express, romanzo di culto scritto da Agatha Christie nel 1034 prendendo spunto dal notissimo fatto di cronaca di pochi anni prima, il rapimento e assassinio del figlio di Charles Lindbergh.

Assassinio sull’Orient Express aveva già conosciuto l’onore del grande schermo nel 1974 per la regia di Sidney Lumet, in questo caso ci troviamo di fronte a una produzione che coinvolge fra gli altri anche Ridley Scott, con un budget stimato intorno ai 55 milioni di dollari, già ampiamente recuperati sommando gli incassi dei vari Paesi nei quali è già uscito, fatto che ha praticamente già dato il via alla pre-produzione di Assassinio sul Nilo, così da sfruttare la momentanea moda.

Per scrivere la sceneggiatura è stato scelto Michael Green, scrittore proveniente dalla televisione che, quando si è dovuto confrontare con il cinema, non è quasi mai riuscito a sfornare prove decenti e lo ricordiamo per parecchi copioni incerti come Lanterna Verde, Alien: Covenant o Blade Runner 2049.

Alla regia troviamo un altro nome parimenti discusso e discutibile; Kenneth Branagh, che per l’occasione interpreta anche il personaggio di Hercule Poirot. Branagh è figura difficile da inquadrare, che alterna film insipidi a produzioni più azzeccate, ma che ha generalmente il difetto di essere eccessivamente autoriferito e dotato di scarsa autocritica.

In questo caso c’è però da dire che l’amore per i classici, Shakespeare in particolare, di questo regista e attore nato a Belfast potrebbe aver avuto una influenza positiva sulla gestione del progetto. Per il resto ci troviamo di fronte a un classico prodotto hollywoodiano con buoni valori di produzione e una somma investita che garantisce automaticamente un minimo di livello tecnologico e quindi tecnico.

A rafforzare le chance di successo di Assassinio sull’Orient Express, infine, c’è da tenere conto di un cast che raduna parecchi nomi conosciuti e importanti quali Penélope Cruz, Willem Dafoe, Johnny Depp e Michelle Pfeiffer.

Pur immaginando che gran parte dei nostri lettori ne conosca già molto bene la sinossi, vi ripetiamo qui brevemente la trama di Assassinio sull’Orient Express:

Il noto investigatore Hercule Poirot è sull’Orient Express che viaggia da Istanbul a Calais. Quando una improvvisa e violenta bufera di neve costringe il treno a fermarsi, viene alla luce un delitto: uno dei passeggeri è stato infatti assassinato nel corso della notte, un truffatore che potrebbe aver dato a molte persone il motivo per sbarazzarsi di lui.

Il colpevole si nasconde fra gli altri passeggeri del vagone, un assortimento di estranei che comprende figure molto diverse fra loro, dalla principessa russa al professore tedesco, dalla vedova americana alla missionaria spagnola e così via, passando per conti e venditori di automobili.

Anche se in vacanza, il detective belga, bloccato come tutti gli altri a bordo del treno, si impegnerà per scoprire il colpevole.

Nel momento in cui vi stiamo scrivendo Assassinio sull’Orient Express ha ottenuto recensioni critiche miste, leggermente tendenti al positivo, con una media Metacritic di 52/100 e un voto Imdb pari a 6,8 su 10.

Le principali critiche che vengono rivolte al regista riguardano il tradimento della psicologia del materiale di base e l’ave messo a tutti i costi Hercule Poirot sotto lo spot principale, rendendolo protagonista assoluto a scapito su tutti gli altri personaggi.

Ma è come rimproverare Branagh di essere se stesso: sempre in cerca di attenzione, voglioso di esibire le sue abilità come attore, in questo caso reso ancora più evidente in scena da un paio di baffi che sì, dovevano essere vistosi per definizione, ma qui sono davvero esagerati.

Per il resto c’è tutto quel che più o meno ci si può aspettare da un film “natalizio”: poca vivacità, azione contenuta (anche se più elevata rispetto all’originale), attori carismatici in grado di diventare beniamini del pubblico, con ogni spettatore che sceglierà il suo preferito.

E anche vari interni spettacolari e di gran lusso, ai quali si aggiungono esterni d’effetto e le scene del treno nella neve. Insomma, è tutto più o meno prevedibile, ma lo spettatore tipo di film del genere non cerca sorprese eclatanti o mosse molto personali e autoriali.
Chi sceglie di andare a guardare un Assassinio sull’Orient Express sa già benissimo in partenza cosa vuole e cosa otterrà e in un certo senso si tratta di film per i quali l’azione della critica è fondamentalmente inutile e sprecata.

Manca, comunque, quell’impegno in più, quel coinvolgimento e quella voglia di intrattenere ad alto livello (visti i valori di produzione) che avrebbero conferito una marcia in più a un prodotto che sarebbe rimasto comunque prevedibile, ma perlomeno più brioso e divertente.
Così si ha la sensazione di una generale svogliatezza e scarsa attenzione, di prestazioni da minimo sindacale da parte di tutti i professionisti coinvolti.

Un po’ più voglia di approfondire e offrire qualcosa di personale avrebbe indubbiamente giovato a un film che resterà comunque godibile per una fetta del pubblico delle feste.

Potrete vedere Assassinio sull’Orient Express al cinema a partire da giovedì 30 novembre 2017.

Titolo italiano: Assassinio sull’Orient Express
Titolo originale: Murder on the Orient Express
USA, 2017, colore, 114 minuti
Regia: Kenneth Branagh
Sceneggiatura: Michael Green
Fotografia: Haris Zambarloukos
Montaggio: Mick Audsley
Musica: Patrick Doyle
Scenografia: Jim Clay
Costumi: Alexandra Byrne
Cast: Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer
Produzione: Kinberg Genre Films, The Mark Gordon Company, Scott Free Productions
Distribuzione: 20th Century Fox

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Articolo protocollato da Simone Della Roggia

Appassionato di gialli e thriller, della buona cucina, e di bassotti (non necessariamente in quest'ordine). Scrittore a tempo perso, ovvero di notte. Passo molto tempo sui treni italiani, lo inganno leggendo.

Simone Della Roggia ha scritto 175 articoli: