Sulla scia della serie Netflix Lupin, ispirata al personaggio di Maurice Leblanc, Magazzini Salani porta in libreria le avventure originali di Arsenio Lupin. Ladro gentiluomo di Maurice Leblanc.
Ad aprire la raccolta è L’arresto di Arsenio Lupin, e fin dalle prime pagine è delizia pura. Questa è la novella che ci porta da subito all’inizio del ‘900, in un mondo fatto di piroscafi, giovani nobildonne e cacciatori di dote, abiti eleganti e gioielli da favola, e dove Arsené Lupin si presenta in tutto il suo splendore. Ovviamente l’arresto e la prigionia sono solo l’inizio delle straordinarie avventure di Lupin – in lettore non si aspetti un memoire di Lupin incarcerato che racconta eventi passati – che sono pura sospensione della meraviglia, racconto esagerato e rocambolesco (si passi il termine un po’ antiquato, che si adatta però perfettamente all’atmosfera del libro) delle avventure del personaggio che diede fama e fortuna a Maurice Leblanc.
All’epoca Leblanc (siamo nel 1905) era già scrittore di racconti gialli he avevano ottenuto un buon successo di critica ma scarso successo commerciale: pare che l’editore – sulla scorta del personaggio di Sherlock Holmes – abbia commissionato a Leblanc la creazione di un personaggio similare per genialità e originalità, ma sul fronte criminale. Ed in effetti il racconto Herlock Sholmes arriva troppo tardi è l’incontro tra le due menti geniali: ma se il personaggio di Conan Doyle oltre alla genialità porta con sé una buona dose di arroganza e di altezzosità tutta britannica, Arsenio Lupin è l’espressione della Francia della Belle Epoque, in bilico tra eleganza e anarchismo.
Sembra che Leblanc si sia ispirato per Lupin alla vita di Alexandre Marius Jacob, anarchico francese e ladro geniale. Una scelta rischiosa: agli inizi del ‘900 l’Assemblea Nazionale francese individuò nella popolarità del diabolico Fantômas la causa di tutti i mali, dal gangsterismo anarchico (la banda Bonnot) all’aumento della cosiddetta microcriminalità.
Eppure, il personaggio di Arsené Lupin esplode in termini di popolarità. Leblanc non ha mai gravato il suo personaggio di intenti sociologici o moralizzatori, scegliendo la via della leggerezza: Lupin ruba ai ricchi, è elegante, piace alle donne, si prende gioco della polizia, ed è tutto ciò che serve per essere un vero eroe popolare, l’angelo vendicatore ironico e beffardo delle insoddisfazioni del popolo. C’è in Lupin una irriverenza aristocratica e anarchica che, a distanza di più di un secolo, mantiene intatta la sua freschezza.
Nonostante i racconti siano stati scritti più di un secolo fa, la lettura è estremamente piacevole e fluida, proprio perché Leblanc fu un autore popolare, libero da velleità di scrittura elevata. Il ritmo è impeccabile, ogni pagina scorre piacevolmente con una scrittura che si potrebbe definire cinematografica, Lupin è un personaggio incredibilmente efficace che a distanza di un secolo riesce ancora a ispirare prodotti seriali interessanti.
Questa edizione di Arsenio Lupin. Ladro Gentiluomo è proposta in concomitanza con l’uscita della serie Lupin, della quale pubblica anche alcune foto dal set. Per chi non avesse ancora visto la serie, è opportuno precisare che la serie omaggia il ladro gentiluomo, ma la storia che viene raccontata è quella di Assane Diop, che diventa un ladro gentiluomo ispirandosi ai racconti di Leblanc. La serie è piacevole, avvincente, soprattutto nei primi tre episodi che sono i più fedeli allo spirito di Lupin: nel prosieguo della storia, con una regia differente e l’inserimento di una trama orizzontale più cupa, il tono leggero alla Lupin si perde un po’ per strada e si fanno evidenti alcuni buchi di sceneggiatura che sarebbero stati meno evidenti in una trasposizione più fedele allo spirito originale. La serie perde di freschezza proprio quando cerca un maggior realismo – certamente più moderno, ma anche più serioso – che fa perdere quella sospensione della meraviglia di cui si parlava all’inizio. Fortunatamente Lupin può contare su Omar Sy, perfetto nel ruolo e capace di catalizzare l’attenzione come solo Lupin avrebbe saputo fare.
OT: per gli amanti del giallo vale la pena di scoprire (o riscoprire) sia il personaggio di Fantômas che fu fonte di ispirazione per molti cattivi cinematografici nei film di James Bond, che la storia della banda Bonnot, ispiratrice di numerose trasposizioni cinematografiche e del bellissimo romanzo In ogni caso nessun rimorso di Pino Cacucci.
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