Perfidia di James EllroyÈ disponibile da qualche giorno in libreria e presso i negozi online Perfidia, il nuovo romanzo di James Ellroy apparso in originale con lo stesso titolo (che in spagnolo significa “tradimento”) e pubblicato in Italia da Einaudi in Stile Libero BIG con la traduzione di Alfredo Colitto.

È molto difficile e probabilmente anche inutile cercare di presentare in qualche modo James Ellroy nel 2015 e sulle pagine di Thriller Café: si tratta di un autore basilare, imprescindibile sia per il noir che per la letteratura popolare tutta ed è ben improbabile che i nostri lettori non lo abbiano mai sentito nominare o non abbiano mai avuto fra le mani un suo romanzo.

E proviamo quindi, per presentare Perfidia, a partire da una dichiarazione dell’autore rilasciata alla recente Libri Come, festa del libro tenutasi a Roma: “Non credo nell’invenzione ma nel riciclaggio, nel senso che l’autore ricicla continuamente quello che ha visto, sentito e letto”.
E Perfidia è in effetti composto di eccellente, formidabile riciclaggio, andiamo a vedere come:

7 dicembre 1941. Los Angeles non è il posto migliore nel quale vivere se sei giapponese e gli USA hanno appena subito il bombardamento di Pearl Harbor e così mentre gli Stati Uniti si preparano alla Seconda Guerra Mondiale una delle sue città più importanti si prepara a una guerra più ridotta e silenziosa ma non meno crudele.
La Città degli Angeli è scossa da una ondata di arresti nei confronti dei cittadini nipponici sospettati a ragione o a torto di alto tradimento e in molti vedono in questo clima l’occasione migliore per scatenare un razzismo senza fondo nei confronti di quella che fino a quel momento era una comunità ben integrata, ricca e rispettata. E con il razzismo si può procedere a distruggere case e vite e depredare quanti più beni possibili.

Ma l’amministrazione deve mantenere una apparenza di rispettabilità e irreprensibilità ed ecco quindi che, quando una intera famiglia giapponese di quattro persone viene trovata morta in casa, subito scattano indagini formali sebbene inizialmente la scena del delitto porti a pensare a un possibile suicidio rituale.
Ma pagina dopo pagina, svolta dopo svolta, comincerà a rivelarsi un quadro più complesso e violento: l’affresco del cuore nero americano che batte in molti, moltissimi personaggi di Perfidia…

Riciclaggio di lusso, dunque, arte ormai portata quasi alla perfezione da un James Ellroy che ci ripropone, a ogni giro sempre più affinata, la sua visione del noir come un eccellente mezzo di indagine del reale e, di conseguenza, anche della Storia, ma anche riciclaggio di personaggi che o sono “realmente” appartenuti alla storia di quegli anni o comunque frequentano da tempo la storia ricreata su carta da Ellroy.

Spazio quindi a degli autentici beniamini del lettore-fan di questo scrittore: vedremo infatti spuntare, più giovani ma già corrotti, volti e nomi noti quali il sergente Dudley Smith, poliziotti come Lee Blanchard o Buzz Meeks e ancora Kay Lake, fino all’immancabile boss malavitoso Mickey Cohen, in un caleidoscopio noir che è solo il primo capitolo di una rinnovata, futura tetralogia riguardante Los Angeles e gli Anni Quaranta, tetralogia che di nuovo gioca al riciclaggio con una sua precedente opera in quattro volumi che guardava invece agli Anni Cinquanta e aveva come cuore noir e “pulpitante” la Dalia Nera.

Perfidia – James Ellroy

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