Noi che gridammo al vento di Lorenzo MacchiavelliEinaudi ci offrirà anche in questo 2016 ottimi titoli nella sua collana Stile Libero Big: è infatti in arrivo Noi che gridammo al vento di Loriano Macchiavelli, un testo scritto da una delle voci più autorevoli ed emozionanti del poliziesco italiano che, tornando indietro fino al 1980, sa comunque raccontarci la contemporaneità.

È quasi superfluo presentare al pubblico la figura di Loriano Macchiavelli, un autore che a partire dal 1974 (anno in cui uscirono sia Le piste dell’attentato che Fiori alla memoria, che gli fruttò il il Premio Gran Giallo Città di Cattolica – Premio Mystfest) ha pubblicato e continua a pubblicare per alcuni delle più importanti case editrici italiane, fra le quali Arnoldo Mondadori Editore, Garzanti, Einaudi, Rusconi e Rizzoli.

Accanto alle innumerevoli pubblicazioni Macchiavelli ha dato anche altri notevoli apporti e contributi alla scena del giallo nostrano: insieme a Carlo Lucarelli e Marcello Fois ha fondato lo storico e importante Gruppo 13, senza dimenticare la creazione e direzione della rivista Delitti di carta, appuntamento imprescindibile per chiunque intenda occuparsi di questa scena di genere nostrana.

Con buona probabilità il parto letterario più celebre di Macchiavelli sono i romanzi dedicati all’ispettore Sarti, opere che hanno generato anche due stagioni di una serie e vari altri progetti televisivi, ma sono altrettanto importanti appuntamenti come questo Noi che gridammo al vento, che hanno anche il valore aggiunto di un notevole lavoro di recupero della memoria di questo Paese.

Aprile 1980: Stella Cucchi è in viaggio dalla Svizzera alla Sicilia per un compito che prevede anche un suo tanto momentaneo quanto drastico cambio di occupazione. Da trentanovenne docente all’Università di Basilea la donna, giunta nella Piana degli Albanesi e ospitata da alcune persone a Piana degli Albanesi, diventerà l’autista di fiducia di un personaggio ambiguo e misterioso.

Dagli USA è infatti in arrivo tale George Cooki, conosciuto da molti come ‘u miricanu, uomo che dovrà incontrare vari esponenti di spicco della mafia locale per decidere cosa fare di alcuni documenti segreti che sono in possesso di comuni contatti newyorkesi, documenti così importanti da essere in grado di destabilizzare il governo italiano.

Toccherà quindi a Ceschina, così è conosciuta dagli amici Stella Cucchi, portare in giro ‘u miricanu a visitare i vari feudi malavitosi della zona, pistola e mitraglietta Skorpion Sv68 a portata di mano nello zaino. Ma non in occasione del primo maggio. In quel giorno Ceschina si reca a Portella, e non per partecipare alla celebrazione. Perché la donna si reca in quel paese? E cosa intendono fare i mafiosi con quei documenti?

Occulta e stupenda, mafiosa e capace di una ospitalità commovente, ricca di storia e di storia segreta e nascosta, la Sicilia è la grande protagonista di questo romanzo, al quale Francesco Guccini ha voluto regalare una poesia che è dedicata proprio alla nota e tragica Strage di Portella della Ginestra.

Noi che gridammo al vento – Loriano Macchiavelli

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