Nemesi - Jo NesboRecensiamo oggi su ThrillerCafé Nemesi, romanzo di Jo Nesbo con protagonista il commissario Harry Hole.

Titolo: Nemesi
Autore: Jo Nesbo
Editore: Piemme
Traduttore: Puleo G.
Anno: 2010

Trama in sintesi
Una vecchia fiamma di Harry Hole si ripresenta inaspettatamente con l’intenzione di ricordare i vecchi tempi. Lui, seppure con qualche perplessità, si lascia trascinare dalle emozioni, senza immaginare i risvolti che la storia avrebbe avuto.
Anna viene rinvenuta morta suicida nel proprio letto, uccisa da colpo di pistola alla tempia, dopo aver passato la notte con il commissario. QUesti, però, ha un vuoto di memoria e non sa cosa possa essere accaduto. Quando riceve una mail anonima che sembra accusarlo, Harry inizia a svolgere un’indagine “non ufficiale” per scoprire indizi che lo portino ad una soluzione.
Nel frattempo, in una banca di Oslo, a seguito di una rapina viene uccisa una donna, apparentemente senza motivo. Tutta la scena viene ripresa dalle telecamere e non è facile riconoscere il volto dell’assassino ma, soprattutto, capire la ragione di tanta efferatezza.
E’ con questo “fil rouge” che Harry Hole ci porta nei meandri della sua mente, devastata dall’alcool, dalla passione per le donne e per il suo lavoro e ci accompagna in un’indagine farraginosa, in cui gli elementi si aggrovigliano e si confondono, con la verità spesso ostacolata e deviata, forse per proteggere ciò che potrebbe rivelare…

Uno dei motivi d’interesse principale di questo libro, a mio parere, sta in Anna e nelle sue origini zingare: Nesbo descrive con accuratezza questo popolo, nomade e omertoso, ma in qualche modo legato a tradizioni come quella di lasciare, mentre si sposta da un luogo all’altro, dei “patrin” agli incroci delle strade, come una sciarpa rossa legata a un ramo o un osso con un intaglio. Ogni oggetto ha un suo preciso significato. In questa storia, l’oggetto è una foto rinvenuta nella scarpa di Anna. Ma perché la conservava, e perché all’interno della scarpa?
Una curiosità: il titolo del libro, “Nemesi”, deriva dalla dea greca Nemesis, la dea della giustizia. Era una divinità infernale, figlia della Notte. Era la dea che assegnava a ciascun uomo il destino a seconda dei suoi meriti e perciò premiava la bontà e la virtù, castigava l’empietà e la malvagità e vendicava i delitti. In seguito quest’ultima prerogativa prese il sopravvento e Nemesi divenne la personificazione della Vendetta.
Non voglio togliere la suspence che anche questa storia riesce a trasmettere, ma vi lascio con una bellissima frase che ho letto e che mi sembra emblematica: “Se vogliamo vedere le cose come realmente sono, dobbiamo farlo con uno specchio. In quel caso scopriamo persone totalmente diverse”.

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