L'uomo degli scacci di Peter MayÈ finalmente disponibile nelle librerie italiane l’ultimo capitolo della straordinaria trilogia dell’isola di Lewis di Peter May: Einaudi ha infatti appena pubblicato L’uomo degli scacchi (in originale The Chessmen, 2013, traduzione in italiano di C. Ujka) e anche noi possiamo tornare un’altra volta lì, nelle Ebridi, a capire quale destino attenda Fin Macleod.

Il pubblico italiano ha dovuto attendere un po’ prima di poter completare questa stupenda trilogia nata nel 2011 con The Blackhouse (L’isola dei cacciatori di uccelli) e proseguita quindi nel 2012 con The Lewis Man (L’uomo di Lewis) ma ora può chiudere in modo degno e appassionante una delle migliori letture per quel che riguarda il thriller contemporaneo.

Fin Macleod ha preso alcune decisioni molto importanti dopo tutto quello che è accaduto dalla morte del figlio e ora si è stabilito definitivamente nell’isola di Lewis, abbandonando la polizia.
Cerca di tenersi occupato custodendo le terre di una delle persone più ricche dell’isola, controllando che i cacciatori di frodo non penetrino nelle sue proprietà.

Proprio questa nuova occupazione finirà per farlo tornare a vecchie abitudini: mentre è impegnato a fare un giro di controllo in quei terreni rocciosi e inospitali insieme al suo amico Whistler, ecco che scorge un piccolo velivolo abbandonato sul greto asciutto di un fiumiciattolo.
A bordo del mezzo c’è un cadavere, quello di una vecchia conoscenza di Fin e Whistler, Roddy Mackenzie.

E in un’isola che ben raramente è teatro di crimini efferati, ecco che Fin dovrà provare a trovare il bandolo della matassa, anche perché sembra che Whister sia a conoscenza di alcuni segreti che riguardano proprio quella morte…

Ritrovare Fin Macleod nella sua isola natale e fuori dalle forze dell’ordine segna una sorta di ritorno alle origini, come se le Ebridi esercitassero una forza d’attrazione troppo potente, un magnetismo che spinge quelli che fuggono a tornare, prima o poi, in lembi di terra inospitale nei quali la vita ora è sicuramente più facile ma non per questo ha perso forti legami con tradizioni passate.

Chi già conosce Peter May sa già cosa aspettarsi: la struttura più o meno classica del noir nelle opere di questo autore è spesso solo un pretesto e ben presto l’indagine sul crimine si trasforma in indagine sull’animo umano e sulle sue troppe zone oscure.

L’altra caratteristica fondamentale di May come autore è la sua attitudine quasi ossessiva al dettaglio e allo studio della materia, attitudine che lo ha portato a lavorare nelle vigne, aprire una attività di investigazioni private su Second Life o lunghi viaggi in Cina per capire meglio come funzionano le indagini di polizia in quel Paese.

Aspettatevi quindi un’isola di Lewis più viva che mai, in grado di regalarvi l’atmosfera più adatta per questo capitolo conclusivo della trilogia a lei dedicata.

L’uomo degli scacchi – Peter May

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