Bull Mountain - Brian PanowichUna montagna e una famiglia: questa, in due parole, la trama di Bull Mountain, sorprendente esordio dello scrittore statunitense Brian Panowich, uscito negli Stati Uniti nel 2015 e pubblicato in Italia da Enne Enne Editore nel 2017.

La montagna è Bull Mountain, un mucchio di pietre e alberi nell’umido cuore della Georgia. La famiglia sono i Burroughs, fuorilegge da cinque generazioni.

La loro storia inizia ai tempi del proibizionismo, con la produzione di moonshine in distillerie clandestine mimetizzate nelle viscere della montagna. Negli anni Cinquanta, quando l’alcol di contrabbando cessa di essere un affare redditizio, Cooper Burroughs avvia un nuovo business piantando marijuana. Gareth, suo figlio, e i suoi nipoti, compiranno un passo successivo verso la modernità, convertendo le vecchie distillerie in laboratori di metanfetamina.

Cambiano le droghe, gli AK 47 sostituiscono le doppiette e i pick up rimpiazzano i carri, ma la simbiosi tra i Burroughs e il monte rimane la stessa, un legame profondo e imprescindibile. Per i banditi che la abitano, la montagna non è un luogo di passeggiate e svago, ma un regno, da difendere a ogni costo e contro tutti.

Clayton Burroughs è una mela che cade lontano dall’albero: anziché seguire le vocazioni criminali di famiglia sceglie la strada opposta. È lo sceriffo della contea e fa rispettare la legge ai piedi di quella montagna minacciosa, sulla quale regna Halford Burroughs, suo fratello maggiore, che lo considera un rinnegato.

Quando una domenica mattina un agente dell’FBI viene a fargli visita e gli propone di indagare su una squadra di motociclisti della Florida, che rifornisce i Burroughs di armi, Clayton accetta con riluttanza. L’indagine lo porterà a Bull Mountain, a fronteggiare le ombre del passato e le sue stesse radici.

La narrazione si gioca su piani temporali diversi, mescolando le storie di nonni, padri e figli, di madri e spose, senza lesinare rivelazioni stupefacenti e spettacolari momenti di azione, tra whisky e polvere da sparo.

L’opera prima di Brian Panowich, ex musicista itinerante, di professione pompiere, è stata preceduta soltanto da qualche racconto weird western pubblicato in ebook, eppure è straordinariamente matura e solida. La sua scrittura ha un equilibrio perfetto: descrive in modo evocativo i boschi e le ombre della montagna, tratteggia in modo convincente la psicologia dei personaggi e poi esplode all’improvviso, con una violenza che coglie sempre di sorpresa per quanto è imprevedibile ed efferata.

Bull Mountain è la storia di una famiglia criminale, una sorta di rivisitazione del Padrino di Mario Puzo, con gli eleganti scagnozzi italo americani rimpiazzati da redneck trasandati, con il cappello da baseball e la barba da fare, narrata con un piglio secco e originale che fa pensare ai grandi narratori americani, primo fra tutti Cormac Mc Carthy, che, non a caso, viene menzionato nell’esergo del romanzo. L’opera ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, combattendo alla pari con giganti del calibro di Don Winslow.

Bull Mountain è una storia corale, in cui i personaggi vibrano di grande realismo e, come accadeva nelle tragedie greche, sono totalmente in balia di un destino oscuro e poco clemente, che sembra condannarli nel momento stesso in cui vengono al mondo. Clayton, lo sceriffo, è la versione southern dell’Antigone di Sofocle: come quest’ultima, infatti, è dilaniato dal conflitto tra nomos, la legge dello Stato, e l’oikos, la legge del sangue e della famiglia. La scelta tra questi due universi inconciliabili lo porterà ad affrontare la morte.

Non vi consiglio di leggere Bull Mountain. Vi consiglio, piuttosto, di rileggerlo. Ad una prima lettura, infatti, correrete tra le pagine, travolti dal ritmo della narrazione. Con la seconda, invece, riuscirete a gustare appieno la secchezza tagliente dei dialoghi e la potenza delle descrizioni, siederete sulla pergola di una baracca guardando le nuvole dal di sopra.

Per chi si innamorerà di questo scrittore, ci sono almeno due buone notizie: il secondo capitolo della saga, dal titolo “Come leoni”, è già stato e pubblicato e tradotto in Italia da NN nel 2018. Non solo, ma nel marzo 2019 verrà pubblicato negli USA un breve spin-off intitolato “The Broken King”, tutto incentrato sulla figura di Gareth Burroughs.

Recensione di Gian Mario Mollar

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Bull Mountain
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