Un segreto non è per sempre – Alessia Gazzola
Con “Un segreto non è per sempre” torna in libreria Alessia Gazzola, già autrice del precedente “L’allieva“, romanzo d’esordio da 4 edizioni, 60.000 copie vendute, tradotto in Germania, Spagna, Turchia e Francia, e i cui diritti sono stati venduti per la produzione di una serie televisiva. Mai copertina fu più azzeccata per indurre nel lettore le suggestioni giuste per approcciarsi a un libro, come quella di Longanesi per il suo nuovo romanzo! E, per chi lo recensisce, il compito è ancora più facile…
Alice Allevi, la simpatica protagonista di “Un segreto non è per sempre“, è una specializzanda in Medicina legale dotata di uno speciale talento per ficcarsi nei pasticci (sentimentali e non) ma anche di un fine intuito investigativo. Dall’incontro con il famoso scrittore Konrad Azais e i suoi velenosi familiari parte la sua seconda avventura, sempre in bilico tra leggerezza e sapienza medica. La prima volta che Alice incontra Azais, egli è vivo, vegeto e molto irritato che i figli stiano cercando di farlo interdire. Grande appassionato di enigmistica e dal temperamento irascibile, Azais è sicuramente un tipo molto bizzarro, ma Alice è da subito certa che sia perfettamente lucido. Quando a distanza di pochi giorni Azais verrà trovato morto nella sua stanza, però, la perizia medico-legale si renderà necessaria per fugare i dubbi che l’uomo possa essere stato ucciso: un foglio trovato sulla sua scrivania, infatti, lascerebbe intendere che le disposizioni testamentarie siano favorevoli solo ad Amelié Volange, figlia di un altro scrittore ed ex amico di gioventù di Azais. Riuscirà la perizia a stabilire se l’uomo sia stato ucciso o meno?
Le investigazioni di Alice, invece, sveleranno i misteri celati dietro la vita di Azais, tra i quali si potrebbe nascondere il possibile movente di un omicidio? E la nostra protagonista riuscirà anche a venire a capo anche delle vicissitudini personali, stretta tra un grande capo quasi-suocero, un fidanzato-quasi ex, una coinquilina-quasi cognata e un collega-quasi amante? Tutto sembra perennemente in bilico nell’universo sentimentale della protagonista, mentre nelle sue bizzarre investigazioni ha più fortuna, anche perché può fidarsi dell’esperienza di un poliziotto vero, l’Ispettore Calligaris che, pur guardandola a volte con condiscendenza, si lascia più spesso avvincere (e convincere) dalle mirabolanti teorie, elaborate dalla ragazza.
La copertina, dicevamo… Ebbene, il rossetto in primo piano e il cioccolatino proprio vicino ai ferri del mestiere del patologo, indicano immediatamente che siamo lontani anni luce dalle atmosfere sottese ai thriller di altre patologhe famose, come Patricia Cornwell o Kathy Reichs (il ché, siamo sicuri, deluderà gli incalliti amanti del genere medical thriller e spiazzerà anche i lettori di Thriller Café). Ma alla dottoressa Gazzola e al suo alter ego Alice Allevi spetta il merito di aver rielaborato in maniera originale quella professione e di averla permeata di un’aurea rosea e profumata, laddove il nero e il puzzo di cadavere la facevano da padrone (in quest’ottica è esilarante la scena in cui Alice il suo collega Claudio rimangono chiusi in un ascensore dell’Istituto di Medicina legale, stretti quasi in un abbraccio ma con un cadavere putrescente sulla barella). Tutto, quindi, dipende se siete disposti ad immaginare un’anatomopatologa più simile a Bridget Jones che a Kay Scarpetta, e solo il gusto personale del lettore può decretare il successo o meno dell’operazione.
Dal punto di vista squisitamente tecnico, invece, abbiamo delle riserve che possiamo così riassumere: il confine tra molto e troppo è davvero labile (ed è risaputo che il secondo sia da sempre nemico del giusto, anche nella scrittura).
Troppe battute rendono l’ironia forzata; troppi aggettivi appesantiscono la lettura; troppi nomi con l’iniziale “A” sono cacofonici e molto poco casuali (quindi inverosimili); troppe altalene sentimentali distraggono il giallista (sempre che il romanzo sia indirizzato a lui…); troppe citazioni delle marche di qualsiasi oggetto venga introdotto sulla scena farebbero innervosire chiunque (da un biscotto Oreo sbocconcellato da Alice, al taccuino Moleskine di Calligaris; dalla borsa Vuitton Neverfull PM bramata da Yuchino al un giaccone Fay di Claudio, lasciato cadere con disinvoltura dopo essere stato sfilato).
Ciononostante Un segreto non è per sempre resta un romanzo ben scritto e godibile, caratterizzato da un’idea di base molto originale, molta simpatia, molto rigore scientifico nelle parti tecniche, e moltissime citazioni che aprono i capitoli, a volte in maniera davvero allegra. Di fronte ai troppo, quindici sono anche i molto, tanti e tutti estremamente positivi.
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