Un’ombra anche tu come me – Giancarlo Narciso
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“Un’ombra anche tu come me” è il titolo scelto per la recensione di questa settimana. Giancarlo Narciso torna quindi a farci compagnia al Thriller Café per condurci di nuovo a Lombok, isola in cui già aveva ambientato il fortunato “Incontro a Daunanda“, premio Scerbanenco 2006.
Daniela, donna attraente, appena passata la trentina, benestante, va in Indonesia alla ricerca del fratello. Jack, indebitato fino al collo accetta di aiutarla. Fra i due, circondati da sciami di zanzare e occhi malvagi che li spiano dal buio, si crea una intimità fatta di bugie e omissioni che metterà in pericolo lo scopo della missione, qualunque esso davvero sia.
C’è Lombok, dicevo prima, in questo scritto di Narciso. Geograficamente e culturalmente remota, l’isola è già di per sé sinonimo di mistero, di incubatoio naturale di evasioni e vite rifatte, plasmate su ritmi diversi e pulsioni ribelli. Di doppiezze, anche, e di presenti in cui a volte affiorano passati ripudiati.
Non c’è invece Rodolfo Capitani, protagonista di tre precedenti romanzi, e del suo sostituto Jack, ex contrabbandiere e adesso scrittore, intercettiamo i tratti più evidenti intuendo soltanto quanto resta avvolto dall’ombra. La stessa ombra che cela Daniela, donna sospesa tra il ruolo di vittima e quello di colpevole, un’ambiguità che viaggia con lei fino e oltre l’epilogo della storia, lasciata aleggiare come una nebbia un po’ scura sull’arcipelago indonesiano.
Scritto col solito stile senza fronzoli e la consueta freschezza dei dialoghi che contraddistinguono i libri di Narciso, Un’ombra anche tu come me è un racconto lungo che si legge tutto d’un fiato, rapido come la corsa dei due protagonisti tra le isole della Sonda.
Un volumetto che con l’eccellente binomio grafica/materiali della PerdisaPop, e in particolare della collana Babele Suite diretta da Luigi Bernardi, consegna al lettore una trama lineare fino a poche pagine dal termine, e lì con ribaltamenti e mezze verità, o mezze bugie, lo spiazza, salutandolo con un dubbio cui si può dare una risposta soltanto probabile, verosimile. Ma non certo sicura, proprio come la vita, soprattutto a Lombok.
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