Un colpo perfetto – Ian Rankin
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Torna Ian Rankin sugli scaffali italiani, e non con l’ispettore John Rebus protagonista, apparso per l’ultima volta in Partitura finale. Si tratta di un romanzo stand-alone, nato originariamente a puntate per il New York Times e figlio della passione di Rankin per gli heist movie.
Alla base della storia c’è la noia di chi ha troppo e il fascino del proibito. Mike Mackenzie è un milionario che ha venduto la sua azienda IT e ora annega nel tempo libero e nell’apatia. Robert Gissing invece è un professore d’arte frustrato dal fatto che capolavori inestimabili marciscano nei magazzini segreti della città. Allan Cruikshank infine è un banchiere con gusti troppo costosi per le sue tasche.
I tre si mettono a fantasticare davanti a un bicchiere dopo un’asta d’arte e architettano il colpo del secolo: svaligiare il magazzino della National Gallery of Scotland durante il “Doors Open Day”, l’evento in cui gli edifici storici o governativi di Edimburgo aprono eccezionalmente al pubblico.
Il piano è sofisticato: sostituire i quadri autentici con delle falsificazioni perfette realizzate da Westie, un talentuoso studente d’arte. Ma il furto non va come sperato: l’errore fatale del trio è chiedere supporto per la manovalanza a Chib Calloway, un boss criminale locale indebitato con i motociclisti norvegesi. Da quel momento, il piano perfetto inizia a sgretolarsi sotto il peso di doppiogiochisti, debiti della mala e indagini della polizia.
Che dire di questo libro: sicuramente è un’opera interessante e Rankin si diverte un mondo a orchestrare la rapina, svelandoci i meccanismi del furto, le forgiature e i colpi di scena della seconda metà del romanzo, quando la matassa inizia inesorabilmente a sbrogliarsi e la tensione sale.
Ma quello che manca è il fango morale e i ritratti psicologici della serie di Rebus. I personaggi sono deboli e commettono ingenuità quasi infantili. Come andrà a finire la storia è facile da capire fin dai primi intoppi.
Diciamo che “Doors Open” è una lettura buona per un fine settimana di svago. Un romanzo senza troppe pretese o complicazioni filosofiche, che vi terrà compagnia per qualche ora ma che difficilmente vi resterà impresso nella memoria.
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