Adelphi ripropone al pubblico italiano un giallo di Seichō Matsumoto assente da più di quarant’anni e lo fa scegliendo il nuovo titolo di Tokyo Express.
Il volume, originariamente intitolato Ten to sen, è già apparso in Italia nel 1971 all’interno della collana Il Giallo Mondadori, con il numero 1149 e il titolo, comunque azzeccato, de La morte in orario.
L’edizione Adelphi, oltre a mutare il titolo in Tokyo Express, vanta una nuova traduzione a cura di Gala Maria Follaco.
Seichō Matsumoto, nato nel 1909 e scomparso nel 1992, è stato un giornalista e scrittore giapponese di grande successo e diffusione, e proprio Tokyo Express è uno dei suoi volumi più noti, all’interno di una produzione pressoché sterminata, che annovera oltre trecento titoli.
La sua fama in patria ha travalicato i confini del cartaceo per raggiungere anche cinema e televisione: ben diciannove i film tratti da sue opere, ai quali occorre aggiungere due speciali e una serie televisiva.
La bibliografia di Seichō Matsumoto rimane ancora largamente inedita nel nostro Paese: oltre al presente Tokyo Express possiamo segnalare altri due thriller, Come sabbia tra le dita (Suna no utsuwa) e Il palazzo dei matrimoni (Kuroi sora), entrambi ne Il Giallo Mondadori.
Volendo scherzare e giocando di sponda con la sinossi del romanzo, possiamo affermare che Tokyo Express è un titolo che sarebbe stato impossibile da concepire e scrivere in Italia, visto che una parte importante dell’intreccio ruota attorno alla precisione e puntualità dei treni (e aerei) giapponesi, con in particolare una “finestra” di soli quattro minuti che è fondamentale per far procedere la vicenda.
Come potete facilmente immaginare, tutto ciò sarebbe ben più difficile da realizzare tenendo conto dello stato delle nostre ferrovie.
Andiamo a spiare un po’ più da vicino la trama di Tokyo Express.
Nella baia di Hakata sono rinvenuti i cadaveri di un uomo e una donna, in fondo a una cala rocciosa e, dal colorito che non lascia dubbi, entrambi sembrano aver assunto cianuro. Giovani e belli, la polizia di Fukuoka non ha dubbi a catalogare il tutto come un suicidio d’amore.
C’è però qualcuno che non la pensa allo stesso modo, Torigai Jutaro. L’anziano investigatore dagli abiti sdruciti e logori, operando insieme a un suo giovane collega da Tokyo, Mihara Kiichi, scopre alcuni dettagli che non combaciano con l’idea generale di un suicidio di coppia per amore.
Per esempio i due, lui un importante funzionario del ministero e lei una cameriera che intratteneva i clienti di un ristorante, sono stati scorti, per una coincidenza, a bordo dello stesso treno in partenza. Come mai, quindi, il funzionario in seguito è rimasto praticamente chiuso in albergo per cinque giorni, ad attendere una telefonata? E nel frattempo la sua amante dove è stata? Cosa ha fatto?
Procedendo con attenzione certosina e grande cura dei dettagli, ed esaminando ogni particolare degli orari dei mezzi durante quei giorni, i due riusciranno a dimostrare che non si tratta di suicidio e a scoprire l’identità del colpevole.
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