“The Jump“, il sesto romanzo giallo di Doug Johnstone, racconta lo straziante viaggio di una madre dal suicidio del figlio adolescente ai segreti inquietanti di un’altra famiglia. È una lettura avvincente con protagonisti abilmente ritratti, permeata da un forte senso del luogo: il Firth of Forth e South Queensferry, dove, nonostante l’industria e la tecnologia, l’umanità non ha mai realmente domato la forza bruta del Mare del Nord, che si infrange con violenza contro l’audace ingegneria dei ponti del Forth.
Eleanor Napier — Ellie per gli amici e per il lettore — ha poco più di quarant’anni e sta ancora attraversando il dolore insondabile per la perdita dell’unico figlio, Logan. Un adolescente tranquillo e apparentemente normale che, inspiegabilmente, si è gettato dal ponte stradale del Forth per morire nelle gelide acque del Firth. Ellie è una ragazza dell’Est della Scozia, un’appassionata nuotatrice, compagna ideale del marito Ben, un marinaio esperto. Vivono un’esistenza semplice, tutt’altro che mondana rispetto a molti coetanei. Non sono esattamente in difficoltà economiche, ma nemmeno benestanti; entrambi sono sovraqualificati per i lavori piuttosto umili che svolgono. Eppure affrontavano la vita con serenità, godendosi la loro famiglia, fino a quando Logan non si è lanciato dal ponte, aprendo un’enorme voragine nelle loro esistenze.
Durante uno dei suoi pellegrinaggi quotidiani sul ponte, mentre guarda a ripetizione sul suo smartphone il video di sorveglianza che mostra il salto di Logan, Ellie vede Sam, un altro giovane sul precipizio, pronto a tuffarsi nell’oblio dallo stesso punto di suo figlio. Corre un rischio e lo salva, convincendolo ad allontanarsi dal bordo e portandolo a casa con sé: un ragazzo spaventato, sul cui cappuccio nota presto macchie di sangue che chiaramente non gli appartengono. È un gesto che cambierà per sempre la vita di Ellie; mentre la storia di Sam si dipana gradualmente ed Ellie ne viene risucchiata, Johnstone rende con abilità il mix di tenerezza, altruismo e il persistente senso di colpa per il suicidio di Logan che spinge la donna a tendere una mano al ragazzo.
Quella di Sam è una storia drammatica, che fa salire la tensione del romanzo. Il ritmo è forte fin dall’inizio, poiché Johnstone svela i fragili strati della personalità di Ellie dopo il lutto, e la corda della tensione si tende presto allo spasimo quando la donna si dirige verso la vicina casa di Sam. Lì trova Jack McKenna, il padre del ragazzo, solo e semi-cosciente, sanguinante per una ferita da coltello allo stomaco. In un momento decisivo (sliding doors), prima di poter fare qualcosa per l’uomo ferito, Ellie sente rientrare la madre di Sam e coglie l’attimo: se ne va, non vista, lasciando solo le sue impronte sulla maniglia e, forse, un’impressione fugace nella mente annebbiata di Jack.
Il merito di Johnstone sta nel costruire un romanzo poliziesco non convenzionale, senza un cadavere nel primo capitolo né la conseguente indagine di polizia, utilizzando invece come fondamenta l’abile studio psicologico di Ellie — con il suo dolore, la paura e il desiderio di una normale vita materna — e il crimine scioccante che travolge Sam McKenna e la sua famiglia: il padre Jack, la madre Alison e soprattutto la sorellina dodicenne Libby, verso la quale il ragazzo è incredibilmente protettivo.
Come materiale narrativo, è materia complessa. Un autore meno abile avrebbe potuto faticare a gestire l’introspezione psicologica dei personaggi o a bilanciare la tensione tra il passato e il presente di Ellie, rischiando di scivolare inesorabilmente su un terreno insidioso mentre lei si mette in gioco per salvare Sam e Libby. Johnstone, invece, fa un ottimo lavoro, mantenendo le motivazioni di Ellie assolutamente credibili e portando il lettore a empatizzare con questa eroina generosa e combattiva. Inoltre, mantiene un ritmo incessante mentre Ellie e Ben – perché anche lui finirà coinvolto – sfiorano il pericolo, e persino la catastrofe, nel tentativo di trovare una via d’uscita dalla terribile rete che avvolge la famiglia McKenna.
La storia regge bene fino al drammatico finale, in un mix soddisfacente di thriller psicologico e crime puro che rende The Jump una lettura davvero eccellente. Un plauso a Doug Johnstone per aver percorso ancora una volta con successo nuove strade nel genere del noir urbano, offrendoci un’eroina grintosa e commovente, e una trama psicologica intelligente ricca di sorprese scioccanti. Il tutto con la dura realtà e l’ambiente naturale della Scozia come presenza tangibile, che pervade l’intero romanzo conferendogli ulteriore interesse e mordente.
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