The Last Place You Look – Kristen Lepionka
Nel suo eccellente romanzo d’esordio, “The Last Place You Look“, la giovane scrittrice americana Kristen Lepionka si è ha presa diversi rischi significativi: un’ambientazione suburbana relativamente poco attraente, un crimine apparentemente tinto di questioni razziali, personaggi che sono (per lo più) persone della classe media, e una protagonista che non soddisfa la maggior parte delle scelte “sicure” come investigatore principale: una giovane detective privata quasi alcolizzata, con un conto in banca a secco e ancora in lutto per la morte del padre poliziotto. La Lepionka si è posta un obiettivo difficile con questo libro, e sono felice di dire, come recensore e soprattutto come lettore, che lo raggiunge con stile.
“The Last Place You Look” è scritto in modo diretto e coinvolgente, scorre con un ritmo narrativo quasi perfetto e sembra il lavoro di uno scrittore navigato. Ma non c’è nulla di stagionato nell’energia che Lepionka infonde nel suo romanzo. Sia i personaggi che la trama ne sono carichi, in quanto l’autrice fa sì che una trama apparentemente classica si sviluppi in diverse direzioni, tutte gestite con sicurezza.
Columbus, Ohio: Roxane Weary, una donna poco più che trentenne e figlia di Frank Weary, un poliziotto eroe assassinato, non è esattamente l’investigatrice privata più affascinante o popolare della città. La sua carriera tocca il fondo quando viene assunta da Danielle Stockton, la sorella di Brad Stockton, un giovane afroamericano nel braccio della morte per l’omicidio di quindici anni prima dei genitori bianchi della sua ragazza Sarah Cook, scomparsa il giorno dell’omicidio. L’esecuzione di Brad avverrà tra soli due mesi, e sua sorella assume Roxane per cercare una donna che ha recentemente avvistato a Belmont, il sobborgo di Columbus dove viveva Sarah Cook: Danielle è certa che sia la scomparsa Sarah. Nessuno l’ha vista dal giorno dell’omicidio. Né la polizia né l’investigatore dell’avvocato di Brad erano riusciti a trovarla e nessuno aveva avuto il dubbio che a uccidere i suoi genitori fosse stata lei, e poi fosse fuggita. Dopo tutto, lo scenario era plausibile: ‘ragazzo nero uccide i genitori della ragazza bianca che disapprovavano la loro relazione, e anche la fidanzata’ (anche se questo non era mai stato provato).
Roxane non ha molto da cui partire: un caso ormai freddo e un avvistamento dubbio di una donna scomparsa da tempo. Come persona Roxane è un disastro, ancora in difficoltà nell’accettare la morte del padre avvenuta nove mesi prima, ma è determinata, onesta e ruvida in modo simpatico. Lepionka la delinea attraverso una stretta narrazione in prima persona e dialoghi taglienti, e lo fa in modo eccellente, evitando i cliché più ovvi degli investigatori privati e dipingendo un quadro convincente di una giovane donna problematica e indipendente.
La caratterizzazione è una delle armi migliori del romanzo. Oltre a Roxane, Brad Stockton e sua sorella Danielle, incontriamo presto Kenny Brayfield, imprenditore del marketing proveniente da una ricca famiglia bianca locale e amico di scuola di Brad e Sarah Cook, e Peter Novotny, investigatore dell’avvocato di Brad ed ex poliziotto che conosceva Frank Weary. Lui, Kenny Brayfield e naturalmente Danielle Stockton giurano tutti a Roxane che Brad non avrebbe potuto uccidere Sarah o i suoi genitori: è una brava persona – anche se Kenny accenna a qualche bravata che hanno fatto insieme da bambini.
Nei primi tre capitoli Lepionka introduce un gran numero di personaggi, soprattutto per un romanzo d’esordio, eppure ciascuno di essi è delineato clinicamente, con sufficiente rilievo per renderli interessanti. Ognuno di essi è una miscela credibile di comune e stravagante, con quei piccoli difetti sufficienti a renderli persone con cui potremmo avere a che fare nella nostra vita quotidiana: la sorella zelante che potrebbe benissimo abbellire la verità; il ragazzo ricco dall’atteggiamento disinvolto, ma non abbastanza esperienza sotto la cintura firmata per avere un vero peso; la giovane donna bloccata che vuole guadagnarsi da vivere con il fiuto investigativo ereditato dal padre.
Poi Roxane incontra Brad in prigione. Lui dichiara di essere innocente, eppure, anche se potrebbe essere la sua unica possibilità di confondere le acque e forse ottenere una sospensione, non pronuncerebbe mai una sola parola contro Sarah; è convinto che sia morta.
Dopo il frustrante incontro con Brad, Roxane inizia comunque a investigare sull’avvistamento di Sarah, e si scontra solo con l’antagonismo di tutta la polizia di Belmont, dai poliziotti in servizio al capo locale, nessuno dei quali disposto a lasciare che una PI piuttosto in difficoltà, e anche donna, curiosi in un caso che per loro è morto e sepolto.
Indomita, però, Roxane continua a cercare. Con l’aiuto di Tom Heitker, ex partner poliziotto di Frank Weary e suo amante occasionale, scopre il vecchio caso di persona scomparsa dalla stessa area in cui viveva Sarah Cook: Mallory Evans, una giovane madre sparita senza lasciare traccia molti anni prima, un caso su cui il padre di Roxane aveva indagato invano. Approfondendo, Roxane si imbatte in un’altra ragazza scomparsa, Colleen Grantham. Era un’adolescente problematica che tutti pensavano fosse fuggita di casa, anche se i suoi genitori avevano sempre sostenuto che le doveva essere successo qualcosa di tragico. Di lei non si era mai più saputo nulla.
E a un certo punto, un’altra giovane ragazza locale scompare, amica della figlia di Mallory Evans.
Ora devo fermarmi qui, ma c’è ancora molto da scoprire nella trama he Lepionka ha tessuto. Il ritmo, tranne forse solo nella sezione centrale del romanzo, non cala mai, sostenuto sia dall’azione che dalla nitidezza della caratterizzazione. “The Last Place You Look” è notevole per l’equilibro di tutti i suoi elementi – trama, personaggi, ambientazione, dialoghi – tutti assemblati senza soluzione di continuità in quello che spero vivamente sia solo il primo di una serie di romanzi di un’autrice di grande talento.
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