The Gradual Disappearance of Jane Ashland – Nicolai Houm

The Gradual Disappearance of Jane Ashland – Nicolai Houm

Nicola Mira
Protocollato il 20 Aprile 2018 da Nicola Mira con
Nicola Mira ha scritto 99 articoli
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The Gradual Disappearance of Jane Ashland“, il primo romanzo dell’autore norvegese Nicolai Houm pubblicato in inglese, è di gran lunga il romanzo di suspense più intrigante che abbia letto finora quest’anno. E non è neanche un romanzo giallo né, in termini canonici, un thriller.

Eppure emana semplicemente suspense, quello “stato o sentimento di eccitazione o ansiosa incertezza su ciò che potrebbe accadere“. Nello specifico, su ciò che è successo, sta accadendo e accadrà alla protagonista eponima del romanzo, la scrittrice e accademica americana Jane Ashland, una donna sui quarant’anni il cui senso di sé sta alla deriva senza certezze, dopo che la sua famiglia – il suo intero mondo – è improvvisamente e tragicamente distrutto.

È un romanzo agghiacciante sul lutto e sulla perdita di identità, il cui peso combinato induce in Jane un desiderio, solo un impulso all’inizio, poi un’irrefrenabile impulso, di mollare tutto e andare via, con solo una vaga destinazione e uno scopo ancora più vago in mente. È anche un romanzo sulle profondità insondabili della mente umana, su quanto poco possiamo conoscere noi stessi, specialmente dopo che i punti di riferimento che denotano la nostra posizione nel mondo sono stati rimossi, trasformando la nostra esistenza in un nulla senza contorni simile alla parete tutta bianca di neve e nebbia e nuvola che circonda Jane Ashland nel suo cammino verso la sua stessa scomparsa nelle selvagge terre norvegesi.

All’inizio del romanzo, Jane Ashland lascia la sua vita precedente e vola in Norvegia, per incontrare una famiglia di parenti lontani che ha rintracciato dopo aver consultato un sito web di ricerca genealogica. Sa poco su se stessa, anche se non se ne rende conto e certamente non lo ammetterà.

È stata gettata in quella oscurità da eventi che il lettore, lasciato praticamente al buio come Jane stessa, scoprirà solo gradualmente. Houm fa un lavoro abile nel fornire informazioni su Jane ai suoi lettori, tenendoli su un filo molto sottile di necessità. L’effetto è intelligente e inquietante. Continuiamo a leggere, cercando di mettere insieme i pezzi del puzzle, inciampando quasi alla cieca come Jane, mentre cerca di rimettere insieme i pezzi della sua identità, che la sua tragica perdita ha ridotto in frantumi.

Houm gioca un astuto gioco autoriale. Non rivela presto cosa è successo a Jane per farle perdere praticamente il senno, poiché distorcerebbe la percezione che i lettori hanno della sua situazione. Non permette a Jane di affrontare ciò che sta accadendo a se stessa – per esempio perché è incapace di gestire le dinamiche elementari del suo rapporto con la famiglia norvegese che la ospita brevemente – poiché ciò implicherebbe che abbia un senso di scopo che assolutamente non ha. E, cruciale per il gioco di specchi falsi di Houm, poiché forse fornirebbe indizi su cosa accadrà a lei mentre si mette in viaggio sulle tracce dei buoi muschiati in un parco nazionale nel nord della Norvegia.

Un viaggio così improbabile, con un compagno così improbabile, Ulf, uno zoologo norvegese con un ego tronfio, che Jane incontra per caso prima sull’aereo per Oslo e poi fuori nella campagna norvegese, che ogni passo è carico di incertezza su dove e come Jane finirà.

Un’incertezza che Houm intreccia con la suspense che permea l’altro filo principale della narrazione, a partire dall’incontro di Jane con il suo fidanzato del college e futuro marito Greg, e proseguendo con la loro formazione di una famiglia e l’avere una figlia, Julie. Una storia semplice di corteggiamento, matrimonio e genitorialità, eppure su cui incombe la grande, inespressa, terrificante minaccia di un disastro imminente, di cui il lettore può solo indovinare la portata.

Leggendo “The Gradual Disappearance of Jane Ashland” è come assumere dosi incrementali di una droga senza rendersi conto che è coinvolgente. Una piccola dose all’inizio, poi un’altra e un’altra, ognuna più grande e più carica di incertezza e suspense, fino a quando ci rendiamo conto che semplicemente non possiamo smettere di prenderla. E abbiamo semplicemente bisogno di continuare a leggere questo sorprendente romanzo fino alla fine.

The Gradual Disappearance of Jane Ashland” è una performance virtuosa nell’intrappolare il lettore e nel gettarli in mondi oscuri e diversi, ognuno dei quali è una scoperta sorprendente: dalla campagna selvaggia della Norvegia, coi suoi boschi e picchi e clima proibitivo, al paesaggio altrettanto inesplorato e non meno drammatico della mente tragica e indimenticabile di Jane Ashland.