Paolo Itri, (Napoli 1965) è entrato in magistratura nel 1991. Dal 2002 al 2011 ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, occupandosi di indagini importanti sulla camorra napoletana e su Cosa Nostra. Con “Sorella morte” consegna al pubblico un thriller psicologico carismatico e particolare.
Nel 1980 il diciottenne Riccardo Prosperi, appassionato di enigmistica, va in visita al palazzo di famiglia, imbattendosi nelle carte del nonno, stimato medico e intellettuale del posto, e in diversi misteri, tra i quali due morti violente. Deciso a portare a galla la verità famigliare, anche se essa potrà rivelarsi scomoda, Riccardo accompagnerà il lettore in una storia che comincia nel 1940 e continua per quarant’anni e due nazioni, Italia e Stati Uniti, fino allo sconvolgente finale.
“Sorella morte” è una lettura profonda e avvincente, caratterizzata da diversi stili letterari. Troviamo la trama classica, nella parte più moderna della storia dove è Riccardo il protagonista e in alcuni altri passaggi; una parte di diaristica dove è una parente di Riccardo a raccontarsi in modo totale, mettendo il lettore nella parte di colui che sa molto di più rispetto a chi indaga sulle morti che seguono la famiglia Prosperi dovunque si trovi, facendo sembrare che sia vittima di una maledizione; ci sono i passaggi epistolari e anche delle poesie, oscure, inquietanti, che mostrano devianze e fanno interrogare sull’identità del loro autore. Modi diversi di concepire un romanzo che si fondono con perfetto equilibrio, esaltati da una scrittura sempre scorrevole, capace di stimolare la curiosità e mantenere alta l’attenzione. Ci sono tanti dettagli nelle pagine, che troveranno spiegazione man mano che si avanza nella lettura, alcuni si riveleranno come è giusto che sia, solo nel finale.
Il titolo “Sorella morte” può far pensare alla benigna sorella del Cantico delle Creature di San Francesco, ma non lasciatevi ingannare. La sorella del libro è una presenza inquietante, malefica, che sussurra e prevarica, contamina e condanna. È un personaggio a tutti gli effetti, con un ruolo ben definito, proprio come lo sono tutti gli altri soggetti del romanzo, di cui comprendiamo indoli e arriviamo a capire le motivazioni dietro i gesti.
Riccardo è un protagonista giovane e dinamico, facile seguirlo con uno sguardo affettuoso e trovarne lodevole l’intento di indagare la storia di famiglia, perché alla fine “Sorella morte” si può anche definire un romanzo famigliare. La vita dei Prosperi viene narrata con tutti i pregi e i difetti di una stirpe antica, radicata nel territorio, tenuta in grande considerazione. Eppure, le stranezze toccano anche i privilegiati e non mancano pettegolezzi e dicerie. L’autore descrive uno spaccato familiare e sociale del tempo, raccontando cose che venivano vissute con vergogna, senso di colpa, fino alla decisione di occultarne le tracce; la sensibilità di oggi è molto diversa, più aperta e accogliente, ma è bene non dimenticare che è frutto di un’evoluzione passata attraverso fatti non edificanti.
Nell’opera incontriamo e ascoltiamo le parole di un serial killer, esplorando gli abissi della malattia mentale, seguendo una personalità scissa che non esita ad agire con fatalità se si sente vittima di un torto o minacciata in qualche modo. In “Sorella morte” troverete delitti diretti e delitti derivati, insabbiamenti e indagini che non hanno portato a una verità, almeno finché Riccardo non ha iniziato a indagare con la logica e la fermezza di chi, innamorato degli enigmi, mette tutto sé stesso nella comprensione totale degli eventi.
Alla fine, verrà rivelato cosa c’è dietro alla maledizione della famiglia Prosperi e, probabilmente, sarete d’accordo che proprio di maledizione si tratta, di un qualcosa che passa attraverso le generazioni causando dolore e afflizione. “Sorella morte” è uno scritto di grande profondità, che solleva domande e fa riflettere. Consiglio la lettura totale di ogni sua pagina, soprattutto le conclusive, dove si possono approfondire le motivazioni dietro la genesi dell’opera, la spinta che ha mosso la penna di Paolo Itri, distinguere la verità dalla finzione letteraria e vedere fotografie di scritti.
Il mistero più grande dell’universo è racchiuso nella piccola mente di un essere umano: indagatelo con “Sorella morte”.
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