Siamo cinque – Matias Faldbakken
Etichettato con: Gialli Nordici
Raset è un villaggio rurale norvegese: qui il matrimonio di Tormod e Siv si trascina stancamente, segnato soprattutto dall’apatia di Siv. Eppure, non era sempre stato così: c’era un tempo, quello dell’adolescenza, in cui Siv dai lunghi meravigliosi capelli era l’ancora di salvezza di Tormond, bello come una divinità norrenica, ma selvaggio e spericolato. Lasciati alle spalle quegli anni, oggi Tormond è diventato un grande lavoratore, e le sue giornate sono piene dell’amore per i due figli che compensa il fallimento del matrimonio. L’arrivo di Snusken, amatissima cucciola di cane, porta per un po’ armonia nella famiglia, ma quando Snuksen sparisce improvvisamente il delicato equilibrio si rompe e Tormond, per riempire il vuoto e ritrovare qualcosa da condividere con i figli, inizia a trafficare in garage e fare esperimenti con argilla rossa, concimi e additivi chimici. Fino a che un giorno, l’argilla comincia a crescere come se prendesse vita, e attorno a Tormond si scatenano forze inaspettate.
Per comprendere questo complesso romanzo, nel quale si fondo tanti – forse troppi – generi narrativi che spaziano dall’horror al thriller passando per lo sci-fi e rivisitazioni di romanzo gotico e mitologia nordica, forse è utile comprendere meglio chi sia l’autore. Matias Faldbakken è un quotatissimo artista visivo, e uno dei più importanti romanzieri norvegesi di oggi. Figlio d’arte, lavora con qualsiasi genere di cosa (video, installazioni, murales ecc.) e ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Biennale di Sydney e alla KunstWerke di Berlino.
Siamo cinque è frutto di questa molteplicità di canali espressivi: è un romanzo visivo, musicale, molto intellettuale, completamente spiazzante.
Improbabile però ricondurlo nella categoria dl thriller. Pur essendo vero che alcuni elementi formali sono tipici del genere – ma c’è anche horror e fantascienza – in realtà l’intenzione del romanzo è di porre domande più universali sul bene e sul male, sui desideri e le rinunce, e più in generale sulla natura umana: attraverso l’entità che prende vita dall’argilla rossa l’autore parla dell’uomo e del suo doppio, e lo fa sia attraverso un’accurata analisi psicologica che repentini colpi di scena e improvvisi cambi di direzione.
Non è un caso che Siamo in cinque faccia riferimento al mito di Loki, che nel credo norreno è il dio della grande astuzia e degli inganni, ma anche della distruzione, ingegnoso inventore di tecniche, nonché colui che attenta all’ordine cosmico, ingannatore, attaccabrighe, temibile e camaleontico, a volte maligno. Se si guarda alla costruzione dei personaggi – e Faldbakken in questo senso ha una grande sensibilità, una capacità di costruzione davvero notevole – queste ambiguità, egoismi ma anche capacità creative emergono distintamente.
Forse troppo tutto insieme, soprattutto per il lettore del sud Europa che probabilmente non riuscirà a cogliere i riferimenti simbolici che costellano la narrazione.
E’ però anche vero che, se ci si abbandona al ritmo della narrazione, si viene trascinati in un vortice inaspettato di sollecitazioni. Più o meno a metà del libro, in un momento topico del romanzo, Faldbakken invita il lettore a un piccolo esperimento: durante un momento in cui Tormond sta lavorando “la cosa” di argilla, suggerisce di ascoltare il mitico Kill’Em All dei Metallica. E’ un esperimento che vale la pena di fare, perché leggere di questo momento di “creazione” mentre nella nostra testa passano la voce di James Hatfiled e il suono di uno degli album più dirompenti degli anni 80 è non solo un mix trascinante che trasmette esattamente il senso del momento, ma è anche una esperienza “multisensoriale” che vale la pena di provare.
In conclusione, cosa si può dire al lettore di thriller di questo romanzo norvegese?
Perché non leggerlo: perché non è un thriller, nel senso classico del termine. Perché leggerlo: per sperimentare territori non convenzionali della scrittura, in un romanzo di alte ambizioni che riesce comunque a risucchiare il lettore in un vortice narrativo che mixa con grande sapienza generi, emozioni e temi. (E per riscoprire i Metallica)
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