E sono tre.

Terzo appuntamento con la coppia Scott McEwen – Thomas Koloniar. Questa volta non mi dilungo su informazioni riguardo ai due scrittori, per quelle rimando alle recensioni precedenti (Target America e Sniper Elite). Preferisco gettarmi direttamente a bomba, come si usa dire, sul terzo romanzo scritto dai due. Il titolo è Shadow Sniper e, come si evince dal titolo, il tema forte sarà ancora una volta quello dei tiratori scelti. Andrà in onda, infatti, uno scontro tra due cecchini rivali: l’ex Navy Seal Gil Shannon e l’ex Specnaz Sasha Kovalenko. Manco a dirlo Usa contro Russia.

Nonostante lo schema già visto e rivisto nei decenni, il romanzo è un concentrato di azione dal taglio cinematografico. Shannon è l’eroe protagonista già dei romanzi precedenti, mentre Kovalenko è il suo antagonista principale (ce ne saranno anche molti altri). Entrambi hanno lasciato le forze armate per svolgere incarichi, diciamo poco ortodossi. Le loro strade si incroceranno in quel di Parigi e da quel momento l’uno cercherà di uccidere l’altro. Chi vincerà?

Riguardo alla trama penso di aver detto abbastanza. Come già accennato,  le numerose scene di azione promettono di divertire gli amanti del genere. Shannon si trova a combattere in compagnia di una spalla, il russo Dragunov. Lo schema è quello classico dei due burberi che prima si odiano e poi diventano amiconi, il tutto condito da linguaggio scurrile e battute da caserma. McEwen e Koloniar non hanno voluto allontanarsi troppo dai canoni standard dell’action thriller, ma del resto squadra che vince non si cambia.

Per i lettori italiani sono apprezzabili le ambientazioni nel nostro bel Paese, più precisamente in Sicilia. A mio parere, la gioia di vedere Shannon in Italia è offuscata dalle imprecisioni che riguardano Carabinieri e Polizia che intervengono in alcune scene. A parte la figura da incompetenti totali che gli viene fatta fare (elemento già di fastidio) risultano confuse alcune descrizioni. A titolo di esempio, in una scena intervengono due pattuglie di Carabinieri (che sembrano della territoriale) armate di pistole mitragliatrici HK MP5. Questo tipo di arma non è in dotazione ai reparti ordinari, ma solo in quelli specializzati. Le uniche unità con quell’arma in grado di intervenire abbastanza prontamente in quella sequenza sono le API ( Aliquote di Pronto Intervento) o le SOS (Squadre Operative di Supporto). Una analogo caso avviene con una scena in cui è coinvolta la polizia. Ciò dimostra una scarsa documentazione da parte degli autori, che nonostante tutto non influisce sulla godibilità del libro.

C’è un altro piccolo appunto da fare: per quanto ami l’azione cinematografica questa volta sembra che si sia un tantino esagerato. Shannon e Dragunov sembrano due terminator che uccidono decine e decine di nemici incassando proiettili e schegge di esplosivi senza quasi accorgersene. Il trucco usato per dagli autori per giustificare la loro super operatività è quello di fargli ingerire quantità spropositate di anfetamine. Ci  può stare, ma fino a un certo punto.

Difetti a parte, Shadow Sniper mi ha regalato qualche ora di relax adrenalinico. Lo consiglio agli amanti degli action thriller come il sottoscritto.

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Shadow sniper
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Shadow sniper
  • McEwen, Scott (Author)