300mila copie vendute in patria e l’essere svedese (dettaglio non trascurabile, visto il momento editoriale). E’ questo il biglietto da visita con cui si presenta ai lettori italiani Mons Kallentoft, osannato autore della nuova generazione di scrittori scandinavi. Il titolo del suo primo romanzo è Sangue di mezz’inverno (Edizioni Nord); la trama, la seguente:
Un’altra notte, un’altra bufera di neve. Trenta gradi sotto zero. Linkòping, in Svezia, è coperta da una cortina di gelo. Un giornata non fatta per i vivi, pensa Malin Fors, la più arguta e ambiziosa detective della città. Ma anche la più tormentata. Divorziata e con una figlia di tredici anni avuta troppo presto, cerca la pace nell’alcol e in precarie storie sentimentali. Per lei, però, ogni indagine è una missione, la possibilità di salvare un mondo in cui vittime e assassini sono due facce della stessa medaglia. Non è una giornata fatta per i vivi, questa. E infatti, impiccato a un albero, è stato ritrovato un uomo. Quarant’anni circa. Nudo. Obeso. Pieno di lividi e di ustioni. Nessuno sa chi sia. O, forse, nessuno ha mai voluto saperlo. Ma allora perché è stato ucciso? Per un gioco perverso finito male? Per una vendetta covata da anni? Per celebrare un antico rituale di mezz’inverno? La risposta è lì, celata tra le pieghe di un’esistenza sempre ai margini, che adesso però richiede attenzione e vuole essere raccontata. Da Malin. In una giornata che non è fatta per i vivi.


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Articolo protocollato da Giuseppe Pastore

Da sempre lettore accanito, Giuseppe Pastore si diletta anche a scrivere e ha pubblicato alcuni racconti su antologie e riviste e ottenuto vittorie e piazzamenti in numerosi concorsi letterari. E' autore (assieme a S. Valbonesi) del saggio "In due si uccide meglio", dedicato ai serial killer in coppia. Dal 2008 gestisce il ThrillerCafé, il locale virtuale dedicato al thriller più noto del web.

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