Una incantevole Svezia per un thriller di notevole fattura.
Hovenäset è un delizioso paesino sulla costa Ovest della Svezia: poche centinaia di anime, un ritmo di vita lento, tempo capriccioso e natura maestosa. E’ qui che August Strindberg – omonimo e lontano discendente del famoso autore – decide di ritirarsi per aprire un negozio vintage, lasciandosi alle spalle una redditizia quanto stressante carriera in ambito finanziario e un matrimonio finito.
Ad August, Hovenäset sembra praticamente perfetto per ricominciare: un posto dai ritmi rallentati, rimasto uguale ai suoi ricordi di vacanze felici di bambino, dove l’unico delitto è ricordato a distanza di trent’anni e gli abitanti si conoscono praticamente tutti. Proprio il giorno dell’arrivo di August il paese è scosso dalla scomparsa di Agnes, apprezzata maestra elementare: non si sa se si tratti di un incidente, di un allontanamento volontario o di un crimine, ma mentre i giorni passano le probabilità di ritrovare Agnes viva si fanno sempre più labili.
Le indagini sono coordinate da Maria Martinsson, brillante e tenace detective che nasconde dietro una facciata di sicurezza un matrimonio violento: il lavoro è per Maria una passione, ma è anche una via di fuga da un privato che fa sempre più fatica a gestire e sopportare.
I giorni passano, e la possibilità che tutto si risolva al meglio diventa sempre più remota: eppure August ha la sensazione che proprio vicino a lui, in un recesso della sua mente, ci sia la chiave che potrebbe risolvere il mistero.
Questo giallo non resterà nella memoria del lettore per scene ad alta concentrazione di adrenalina, né per l’efferatezza dei delitti: nessun serial killer bizzarro, né detective geniali e alcoolizzati, o bombe il cui timer si ferma a 3 secondi dalla fine.
La chiave della riuscita di questo bel romanzo di Kristina Ohlsson è tutta nella normalità: la normalità di una indagine che si nutre di indizi e false piste, normalità di un paese da cartolina e dei suoi abitanti nei quali ci si può riconosce, o riconoscere le dinamiche di un ambiente ristretto con i suoi scheletri nell’armadio.
Il racconto scorre benissimo, ed è come seguire le briciole di pane sul sentiero: piccoli indizi apparentemente insignificanti si collegano a testimonianze, dubbi e al sotterraneo ricordo di un delitto efferato che per molti, a Hovenäset, non è ancora stato chiarito.
Kristina Ohlsson sa descrivere con incisività e sensibilità i protagonisti della storia, dando al lettore diversi punti di vista che confluiscono in un romanzo quasi corale nel quale l’autrice ci racconta come non ha importanza la latitudine o lo stile di vita: pulsioni e passioni si assomigliano ovunque, così come la complessità delle relazioni umane e le tensioni che si accumulano come un presagio di quelle tempeste che agitano il mare svedese. E quando la tempesta esplode, lo fa con una
August Strindberg e Marta Martinsson si bilanciano perfettamente, malinconica e con un tragico presente lei, ironico e rivolto al futuro lui, due personaggi che sanno accompagnare il lettore nella storia e verso un bel finale fatto di amore, morte e vendetta. Kristina Ohlsson, nata nel sud della Svezia, è tra le più importanti autrici svedesi per adulti e ragazzi. Prima di diventare una scrittrice a tempo pieno, ha lavorato per l’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), per i Servizi segreti svedesi, e per il Ministero per gli affari esteri. I suoi thriller sono sempre in vetta alle classifiche e hanno vinto numerosi premi.
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