Repetita – Marilù Oliva
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Il libro recensito oggi è Repetita, ottimo romanzo d’esordio di Marilù Oliva, già più volte citato anche ai Bloody Mary Awards 2009.
Lorenzo Cerè è alla ricerca del riscatto da un’infanzia segnata da solitudine e abusi. La sua vita è solo sesso e amore per la Storia, mentre il passato lo tormenta con terribili emicranie e nevrosi. Dalla Storia, Lorenzo trae la conoscenza degli uomini e dei loro crimini, e a loro s’ispira per realizzare i suoi delitti. E’ un omicida metodico e organizzato, ma non ha tenuto conto delle eccezioni, e la più grande è lei, la dottoressa Malaspina che lo attende nel suo studio psichiatrico…
Che ne pensa il sottoscritto di Repetita? Semplice: è un romanzo in cui documentazione e capacità narrative traspaiono chiare e sinergiche per una lettura convincente e affascinante. Merito delle doti di scrittura di Marilù Oliva, sicuramente, e della sua bravura nella costruzione del personaggio di Lorenzo Cerè. Del resto, la scelta della narrazione in prima persona affida al protagonista l’onere di reggere il palcoscenico da solo, ma è proprio questa l’arma vincente del romanzo, perché a Lorenzo più facile pensare come a un serial killer realmente esistito che al frutto dell’inventiva dell’autrice. E, permettetemi, detto da uno che ha appena pubblicato un libro proprio sugli assassini seriali, l’affermazione credo abbia il suo peso.
Leggendo della visione di Lorenzo del sesso e delle donne, per esempio, mi è sembrato quasi di vedere un Leonard Lake che parlava di corpi da usare e rimettere a posto dopo aver finito, o, ricostruendo assieme a lui l’infanzia, di ripercorrere le vicende di tanti bambini abusati divenuti da adulti dei serial killer.
Ma siamo comunque nel campo della narrativa e i meriti di Marilù Oliva vanno quindi oltre la semplice costruzione di un personaggio credibile dal punto di vista dell’anamnesi o del profilo psicologico. Perché Lorenzo, pur essendo un omicida, incassa empatia dal lettore. Compie atti orribili e ha pulsioni deviate, ma ha sentimenti che si possono condividere, cerca riscatto e vorremmo che ce la facesse, che smettesse i panni del vendicatore per cucirsi addosso una vita “normale”, fatta di rapporti personali arricchenti e d’integrazione reale e non di facciata con il resto delle persone. Ma la Spada di Damocle della Storia pende sulla sua testa e sulle possibili aspirazioni di autodeterminare il proprio vivere: Repetita non sono solo i delitti che commette, ma soprattutto quelli che il passato ci consegna come parte, malata ma possibile, dell’essere uomini.
Ci sono anche dei difetti in questo romanzo? Se cercate il classico pelo nell’uovo forse alcune meccaniche dei delitti sono un po’ difficili da immaginare (tipo legare una vittima cosciente a un albero con del filo spinato) ma si tratta di particolari di poco conto e in definitiva, a mio parere Repetita è un ottimo esordio. Complimenti, quindi, a Marilù Oliva.
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