Quale verità – Anne Holt

Quale verità – Anne Holt

Giuseppe Pastore
Protocollato il 28 Aprile 2014 da Giuseppe Pastore con
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Prosegue la serie di Anne Holt dedicata a Hanne Wilhelmsen nel nostro paese con “Quale verità“, traduzione del settimo (e per ora penultimo volume) Sannheten bortenfor, datato 2003 in lingua originale. A proporci questo romanzo è sempre Einaudi, che a partire dal 2010 ha pubblicato in successione tutti i libri della saga (il più recente prima di questo è stato “La ricetta dell’assassino“, agosto 2013), dopo aver interrotto all’episodio tre la serie di Johanne Vik e Yngvar Stubø (La porta chiusa, 2009).

In questo libro ritroviamo la protagonista più scorbutica che mai. Hanne odia il Natale, odia le feste, odia la gente. E la sua compagna Nefis, tanto per gradire, ha deciso di riempirle la casa di parenti e amici. Un incubo, si direbbe, ma il vero incubo è fuori.

In una villa lussuosa di Oslo, casa della ricchissima famiglia Stahlberg, vengono ritrovati quattro cadaveri. Tre sono membri della famiglia (armatori, gente che nuota nei soldi e nelle cause legali). Il quarto è un intruso: uno scrittore mediocre, fuori posto in quel salotto. C’è una bottiglia di champagne aperta, ma non bevuta. Cosa stavano festeggiando prima che il piombo iniziasse a volare?

Hanne e il suo vecchio partner Billy T, riemerso dopo qualche assenza nei titoli recenti, devono sbrogliare una matassa che definire ingarbugliata è poco. Ci sono due pistole diverse. Ci sono moventi a pioggia: ogni membro sopravvissuto della famiglia Stahlberg aveva un buon motivo per volerli morti.

Le premesse per un buon libro ci sono, ma si salta da una squadra di poliziotti all’altra, da un testimone all’altro. Serve una mappa cognitiva per tenerli tutti a mente. La Holt imbastisce un romanzo che non è un vero giallo e in cui la soluzione arriva solo nelle ultime dieci pagine. Tutto il resto ruota attorno alla protagonista Hanne: la sua miseria, la sua puzza sotto il naso, la sua incapacità di connettersi con il mondo. Se amate la Wilhelmsen, allora sarà una buona lettura; se volete un thriller canonico probabilmente non resterete soddisfatti del tutto.

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