Non deve accadere – Anne Holt

Non deve accadere – Anne Holt

Editore: Einaudi
Giuseppe Pastore
Protocollato il 16 Giugno 2009 da Giuseppe Pastore con
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Dopo “Quello che ti meriti“, arriva il nuovo libro di Anne Holt, dal titolo “Non deve accadere“, uscito ancora per Einaudi.

Nel primo capitolo della serie avevamo assistito al burrascoso incontro tra i due protagonisti durante un’indagine, e questo secondo romanzo si apre con un salto temporale di quattro anni. Johanne Vik è una psicologa esperta nel tracciare profili di criminali. Si è sposata con Yngvar Stubo, investigatore della polizia di Oslo. Vivono in compagnia di una figlia neonata e Kristiane, figlia di lei, di nove anni, che soffre di un’insolita malattia psichica. Il tempo libero a disposizione di Johanne è praticamente inesistente, visto che deve in ugual modo accudire sia le neonata che l’ormai cresciuta primogenita, e sarà ancora meno quando si troverà a dover tracciare il profilo di un assassino.

La storia decolla infatti quando viene ritrovato il corpo mutilato di Fiona Helle, controversa e popolarissima star della televisione norvegese, nel suo paese natale vicino a Oslo. Il dettaglio macabro è che la vittima è stata strangolata, la sua lingua rimossa, tagliata in due e adagiata in un “vaso” di carta realizzato con la tecnica dell’origami.

Questo delitto si rivela essere solo il primo di una catena. Meno di tre settimane dopo la morte della Helle, una giovane politica di spicco, Vibeke Heinerback, viene trovata morta in circostanze altrettanto inquietanti: nuda, con le mani inchiodate e una copia del Corano incastrata tra le gambe. A questa seguiranno altre morti efferate, come quella di una vittima con una penna nell’occhio e una lancia nel petto.

La mancanza di prove tecniche e l’assenza di collegamenti evidenti tra le vittime costringono dunque Yngvar a chiedere aiuto a sua moglie. Johanne si è formata con l’FBI e con il famoso profiler Warren Scifford, ed è l’unica persona in Norvegia capace di leggere il simbolismo dietro queste atrocità. La profiler ipotizza che ci sia una mente geniale a orchestrare l’intera serie di omicidi e inizia a temere che il killer possa conoscerla personalmente, collegando l’ispirazione per i delitti a una lezione universitaria a cui lei aveva assistito tredici anni prima.

Non deve accadere” è un romanzo che si fa apprezzare soprattutto per due elementi; il primo è la complessità dei crimini, e il secondo e principale è l’evoluzione della relazione tra Johanne e il Yngvar, apprezzabile meglio se si è letto intanto “Quello che ti meriti“. Interessanti sono anche le intuizioni dell’autrice sulle debolezze del sistema giudiziario. Anne Holt prima che scrittrice è stata giornalista, avvocata e politica, ed è evidente la sua conoscenza del crimine in Norvegia. 

Tuttavia non sono rimasto entusiasta della lettura. Ho trovato Johanne Vik quasi insopportabile: troppo frustrata, insofferente, incline a sbalzi d’umore. Il suo continuo lamentarsi e le paranoie nei confronti dei figli spezzano il ritmo della narrazione. E irritante è anche il modo in cui lei e il marito discutono del caso tra una faccenda domestica e l’altra, mentre si occupano del cane, dei bambini e dei pasti. Aggiungo pure che Vik non è certo all’altezza di profiler ben più strutturati (qualcuno ha detto Lincoln Rhyme?), anzi sembra quasi che la Holt lo faccia apposta a tratteggiarla poco professionale. E concludo con la poca soddisfazione per l’inaspettato cliffhanger del finale, che lascia appeso il lettore e lo rimanda obbligatoriamente al prossimo capitolo della serie.

In sintesi, un libro che convince a metà, consigliato agli amanti delle atmosfere nordiche ma non a chi vuole un giallo procedurale ritmato ed essenziale.

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Non deve accadere – Anne Holt