Puzzle - Franck Thilliez - recensione

Oltralpe, Franck Thilliez è considerato uno dei grandi maestri del thriller contemporaneo. Se non avete ancora avuto modo di confrontarvi con la sua scrittura, cupa e adrenalinica come poche altre, il libro che recensiamo oggi recensiamo al Thriller Café può essere un ottimo punto di partenza. Parleremo infatti del suo romanzo Puzzle, edito da Fazi Editore, nella collana Dark Side. L’opera risale al 2014, ma è arrivata in Italia, solo di recente, a fine 2022.

Vediamo la trama: Lucas Chardon è legato con delle cinture di contenzione a un letto, in un’unità per pazienti difficili. Una psichiatra vuole fargli ricordare il passato, e cerca di farlo con ogni mezzo, incluso l’elettroshock. Guarire, per lei, significa andare incontro a una parte di se stessi volontariamente nascosta dalla mente. Lukas è accusato di un terribile omicidio multiplo compiuto in uno chalet di montagna, ma è assolutamente certo di essere innocente…

Poi c’è Ilan Dieduset: insieme alla sua ex-fidanzata Chloé, partecipa a una specie di gioco di ruolo chiamato Paranoia. È un gioco molto particolare, i cui confini si confondono con la vita stessa dei due, e la invadono in modo pericoloso. Gli organizzatori del gioco si nascondono nell’ombra, e lasciano i giocatori nel dubbio più completo circa le finalità o gli obiettivi del gioco: chi esita viene escluso e non potrà vincere il premio finale di trecentomila euro. I due seguono le tracce intricate del gioco in una Parigi notturna e allucinata, fino a raggiungere un manicomio abbandonato sulle nevi delle Alpi, dove incontreranno altri giocatori finalisti, pronti a tutto pur di intascare il premio. È a questo punto che le regole diventano chiare: “Principio numero 1: Qualsiasi cosa capiti, nulla di ciò che vi accadrà è la realtà”. C’è pero anche un principio numero 2: qualcuno dovrà morire…

Come dicevamo in apertura, lo stile di Thilliez è inconfondibile e all’interno di “Puzzle” lo vedrete esprimersi ai massimi livelli. Potrete gustarvi, pagina dopo pagina, una trama dall’architettura perfetta, con colpi di scena a quasi ogni capitolo, e personaggi che si muovono come pedine su una scacchiera a una velocità forsennata, che vi impedirà di interrompere la lettura.

Come negli altri libri di Thilliez, poi, ci sono enigmi e indovinelli da risolvere, e anche alcuni temi che vediamo ricorrere in molte sue opere, come l’amnesia (vedere, ad esempio, in C’era due volte) e il confine sottile che separa la realtà dalla dimensione onirica (come ne “Il sogno”). Rispetto alle opere citate, però, Puzzle pecca di originalità: le atmosfere ricordano piuttosto da vicino film come Memento di Christopher Nolan, Shutter Island di Martin Scorsese oppure ancora The Game di David Fincher. Se siete lettori smaliziati di questo tipo di thriller psicologici, il finale, forse, non vi coglierà troppo di sorpresa. Ma il finale non è, a mio giudizio almeno, più importante del viaggio che si compie per arrivarci, e quindi vi consiglio ugualmente la lettura di Puzzle, perché di sicuro non vi annoierete! Buona lettura!

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  • Thilliez, Franck (Autore)