Oggi al Thriller Cafè parliamo di una novità molto stuzzicante: “C’era due volte”, l’ultimo romanzo dello scrittore francese Franck Thilliez edito da Fazi Editore per la collana Darkside. Thilliez è ormai diffusamente riconosciuto come il “re del thriller francese”: come vedremo, anche con questa nuova pubblicazione la corona sembra essere ben salda sul suo capo.
Siamo tra le Alpi della Savoia, in Francia. Un uomo avvolto in un parka blu entra in un hotel che sembra incastrato in un imbuto di roccia. Si chiama Gabriel Moscato, ed è un luogotenente della Gendarmerie. Il caso su cui sta indagando, però, lo tocca molto da vicino: sua figlia Julie, adolescente, è scomparsa da un mese. Il poliziotto sta contattando tutti gli alberghi nei dintorni di Sagas per identificare potenziali sospetti che abbiano pernottato in quella zona nel periodo in cui sua figlia è sparita.
L’ora è tarda, quindi Moscato decide di passare la notte nell’albergo. A un certo punto, però, iniziano a piovere uccelli dal cielo, un po’ come in un film di Alfred Hitchcock: centinaia di storni morti si schiantano a terra.
Quando si risveglia, il detective non si trova più nella stessa stanza. A dire il vero, non è neanche più lui: l’uomo che lo guarda nello specchio è più vecchio di dodici anni. Del tempo che è trascorso, Gabriel non serba alcun ricordo, la sua memoria è tabula rasa. Mentre cerca di mettere insieme i pezzi, il corpo di una ragazza viene trovata sulla riva del fiume Arve…
Il romanzo si intitola “C’era due volte” proprio perché Gabriel Moscato dovrà ripercorrere le indagini fatte nel passato e scoprire risposte che aveva già trovato. Per farlo, dovrà collaborare con Paul, un suo collega in polizia, che un tempo era anche il suo migliore amico. Oggi, però, i due sono separati da una rete di segreti taciuti, e per collaborare dovranno venire a patti con i vecchi rancori.

Come potete vedere da questo incipit fenomenale, Thilliez sembra in gran forma. “C’era due volte”, nella sua struttura a ritroso, ricorda da vicino “Memento”, il film di Christopher Nolan che ruota proprio intorno alla perdita di memoria. Qui, però, questa intuizione viene mescolata con un tocco di “Twin Peaks”, per via del passato che emerge, e con toni decisamente cupi, a un passo dall’horror. Come negli altri suoi libri, la soluzione del mistero viaggia di pari passo con enigmi da risolvere: palindromi e codici cifrati. Tra i frequenti colpi di scena dell’indagine, poi, emergerà il rapporto tra l’arte e il male: un aspetto che non può certo lasciare indifferenti noi lettori di thriller e noir, voyeuristici fruitori di atti efferati e malvagi.

Proprio su questo tema si innesta un raffinato gioco meta-testuale che collega questo libro con un suo romanzo precedente, “Il manoscritto”. Chi l’ha letto, vedrà ritornare in scena lo scrittore maledetto Caleb Traskman e, nelle ultime pagine, è contenuto anche un finale alternativo al primo romanzo. È preferibile, per chi non abbia ancora letto “Il manoscritto”, saltare queste pagine finali, anche se i due testi rimangono perfettamente fruibili separatamente. Il secondo romanzo pubblicato in Italia, invece, che abbiamo recensito qui, è slegato dagli altri due, ma sempre di grandissima qualità. Ci sono, poi, altri romanzi disponibili sul mercato francese, e ci auguriamo che vengano tradotti presto! In sintesi, Thilliez rimane la lettura ideale per lettrici e lettori dal cuore saldo: uno stile asciutto, ma affascinante, vi guiderà in un labirinto oscuro, ma dall’architettura perfetta, delineato con uno stile di scrittura asciutto ed efficace. Provatelo, non vi deluderà! Buona lettura.

C'era due volte
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C'era due volte
  • Thilliez, Franck (Author)