Pulvis et umbra – Antonio Manzini

Pulvis et umbra – Antonio Manzini

Editore: Sellerio
Elvezio Sciallis
Protocollato il 9 Agosto 2017 da Elvezio Sciallis con
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Con “Pulvis et umbra” Sellerio Editore, a distanza di un anno, ci offre l’atteso seguito di quel che Antonio Manzini aveva riservato a Rocco Schiavone in “7-7-2007“.
In una estate 2017 già più che mai ricca di offerte thriller, gialle, poliziesche e noir, il ritorno del vicequestore romano trapiantato ad Aosta è davvero ciliegina sulla torta e sono in molti i fan che si gusteranno questo romanzo fra mari e monti.

Prima di Pulvis et umbra, però… Prima dovremmo in qualche modo riuscire a cancellare il Rocco Schiavone televisivo. Non fraintendetemi, non c’è nulla che non vada in quel personaggio, anzi, ma, prendendo rozzamente a prestito qualche immagine dalla fisica, è come se far apparire Rocco in tv avesse fatto collassare vari possibili universi in uno solo, imposto.

Esiste un Rocco Schiavone per ogni lettore, ognuno di noi seguendo le sue vicissitudini di romanzo in romanzo si è costruito una immagine ben precisa che, in questo caso più che in tanti altri, sarebbe meglio rimanesse viva e attiva, senza interferenze “esterne” che, per forza di cose, sono destinate a limitare e costringere il personaggio.

7-7-2007” ci ha lasciato con uno Schiavone stretto fra la tenaglia rappresentata da un lato da Enzo Baiocchi, responsabile della morte di Adele, in fuga e dall’altro lato da sospetti e pressioni esercitati dai più alti vertici della polizia: cerchiamo di scoprire cosa ci riserva Antonio Manzini in “Pulvis et umbra“.

Ad Aosta, nelle acque gelide della Dora Baltea, viene ritrovato il cadavere di una donna strangolata. O meglio, di quello che sembra una donna. L’indagine porta Rocco nel mondo sommerso e doloroso dell’identità di genere: la vittima è una transessuale, una persona ai margini che la società preferisce ignorare (“polvere”, appunto). Rocco deve restituirle un nome e una dignità, scontrandosi con i pregiudizi della provincia.

Ma mentre Schiavone cerca un assassino ad Aosta, l’assassino che lui cerca da una vita si sta muovendo a Roma. Enzo Baiocchi, la nemesi, l’uomo che ha distrutto la vita di Rocco, è tornato in scena. E non è solo: dietro di lui si muovono le ombre dei Servizi Segreti, che stringono Rocco in una morsa ricattatoria. Il Vicequestore è un animale in gabbia. Deve risolvere il caso locale per “dovere d’ufficio”, ma il suo cuore e la sua rabbia sono tutti rivolti alla Capitale, dove i suoi amici Furio, Brizio e Sebastiano rischiano la vita.

Il finale di questo libro è un pugno nello stomaco che cambia per sempre la geografia emotiva della serie.

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