Presunto terrorista – Leif GW Persson
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L’ultima volta in cui vi abbiamo parlato di un romanzo di Leif GW Persson nelle librerie italiane è stato verso la fine del 2014, e ora Marsilio, nella collana Farfalle, ci propone il suo nuovo poliziesco Presunto terrorista.
Apparso in lingua originale nel 2015 con il titolo di Bombmackaren ock hans kvinna e giunto a noi con la traduzione di Margherita Podestà Heir, Presunto terrorista è l’ottavo romanzo di questo scrittore svedese che viene pubblicato in italiano, sempre a cura di Marsilio.
Persson è un professore di criminologia molto stimato e conosciuto in patria, tiene i suoi corsi alla Scuola nazionale di polizia a Stoccolma e fra gli altri incarichi ha svolto anche quello di profiler oltre a svolgere varie consulenze sia presso i Servizi segreti svedesi che per il ministero della Giustizia.
Tutte esperienze che gli sono poi tornate molto utili nel creare i suoi polizieschi che, nel tempo, gli hanno guadagnato i migliori premi letterari svedesi, fra i quali possiamo annoverare il Premio dell’Accademia svedese del poliziesco e il Glass Key.
In Presunto terrorista Leif GW Persson ha mantenuto inalterata la sua consueta miscela di estrema cura e veridicità nel ricreare i fatti, condendo il tutto con la dose di ironia che gli è caratteristica, ma ha aggiunto alla formula un buon pizzico di spy story e ha impiegato molti più personaggi femminili del consueto.
Il volume segue la pubblicazione nel 2014 de La vera storia del naso di Pinocchio, cerchiamo di scoprire cosa accadrà in Presunto terrorista.
Arriva infatti l’inaspettata telefonata di un collega dell’Mi6 e Lisa è costretta a collaborare con la sua controparte inglese per partecipare a una delle più importanti operazioni segrete mai preparate a Stoccolma. Il target è tale Abbdo Khalid, cittadino svedese di origine somala che vive da molti anni nei pressi della capitale insieme alla sua numerosa famiglia.
Per il collega inglese Khalid è sul punto di progettare un attacco suicida in grande stile, un attacco che corrisponderebbe a tutti gli effetti a una vera e propria dichiarazione di guerra, con gravi ripercussioni nei confronti di tutto il mondo occidentale. La situazione quindi si trasforma in un allarme internazionale e il personale a disposizione di Lisa, composto in maggioranza da donne, si mette in pista per un pedinamento in grande stile.
L’operazione, già per nulla semplice, è resa ancora più complicata dagli obbligatori protocolli di sicurezza che bisogna seguire e che richiedono molto tempo, da un grande capo che ha una visione romantica dell’avventura e dell’indagine stessa e da uno strano alleato che utilizza appariscenti cravatte per comunicare importati messaggi…
Prima dell’ormai nota Trilogia dello stato sociale che è apparsa in Italia fra il 2002 e il 2007, Leif GW Persson ha pubblicato altri tre romanzi che per ora rimangono inediti nel nostro Paese: Grisfesten (1978), Profitörerna (1979) e Samhällsbärarna (1982), ci auguriamo che anche questi titoli prima o poi trovino la strada per una pubblicazione italiana.
Vi lasciamo con l’incipit di Presunto terrorista:
“Si è fatto vivo il collega inglese” disse il direttore generale a Lisa Mattei. Era lunedì 11 maggio. Fu così che tutto ebbe inizio, e comportò anche la fine di qualcos’altro.
Già la settimana prima Lisa aveva deciso che lunedì 11 maggio sarebbe stato un giorno particolare, in cui avrebbe tentato di agguantare una delle innumerevoli occasioni che in caso contrario si sarebbe inesorabilmente dissolta in un’esistenza fatta di lavoro. Un giorno da trascorrere con la sua bambina, Elina, o Ella come lei stessa e tutti gli altri la chiamavano, che aveva compiuto cinque anni da un paio di mesi. Una sciocchezza, che però aveva richiesto accurati preparativi che sarebbero risultati del tutto inspiegabili se ci si fosse soffermati a pensare che si trattava unicamente di avere la possibilità di stare con la propria figlia.
Prima aveva parlato con le maestre dell’asilo e poi con suo marito, Johan. In entrambi i casi era stata accolta da un misto di stupore e leggera inquietudine. Non era successo nulla, vero?
“No, assolutamente nulla. Voglio solo stare con Ella” ribadì Lisa. “Io e lei passiamo troppo poco tempo insieme.”
Tutto qui, pensò, rifiutandosi di dare ascolto alla propria coscienza.
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