Il libro che oggi vi consiglio con questa mia recensione, amici del Thriller Café, è Perché mi appartieni pubblicato nel 2021 da Sperling & Kupfer scritto a quattro mani da Mary Higgins Clark e Alafair Burke.

Mary Higgins Clark (New York, 1927 – Naples-Florida, 2020), considerata la regina indiscussa della suspense, è autrice di innumerevoli bestseller con cui ha venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo. È importante segnalare che ha vinto il prestigioso Agatha Award alla carriera.

Alafair Burke (Fort Lauderdale, 1969) figlia di un mostro sacro della letteratura americana, James Lee Burke, lavora come vice procuratore distrettuale a Portland (Oregon) dove si occupa in prevalenza di reati di violenza domestica. È scrittrice di successo apprezzata da autori come Michael Connelly («Sono un fan di Alafair Burke fin dal suo esordio, eppure continua a sorprendermi») e Lee Child («Intelligente, brava, capace… e molto consigliata»).

Queste due prolifiche scrittrici hanno creato, unendo le competenze di entrambe, la serie “Under Suspicion” e così a quattro mani ci hanno regalato: Così immobile tra le mie braccia (2016), La sposa era vestita di bianco (2017), Non chiudere gli occhi (2019), Un respiro nella neve (2020), Perché mi appartieni (2021), quest’ultimo pubblicato in Italia dopo la morte della Higgins Clark.

La vita di Laurie Moran e quella del figlio Timmy sembra ormai serena grazie al futuro matrimonio con l’amatissimo Alex Buckley, giudice federale fresco di nomina, e alle numerose piacevoli incombenze della prossima vita a due, anzi a tre, quali ricerca dell’appartamento consono a New York e preparativi vari.

Laurie di lavoro fa la produttrice televisiva della trasmissione Under Suspicion che si occupa in prevalenza del tema scottante dei cold case perché «Nel paese cerano migliaia e migliaia di casi irrisolti. Misteri che attendevano una soluzione. Ma molti erano misteri senza alcuna pista, senza questioni in sospeso da riprendere, senza aspetti in cui scavare ulteriormente». Ed è proprio in merito al suo lavoro che viene, un giorno, contattata da Robert e Cynthia Bell genitori ottantenni del dottor Martin Bell la cui morte è avvenuta, cinque anni prima, nel vialetto di casa sua in seguito ad un colpo di pistola. Gli anziani chiedono l’intervento di Under Suspicion perché convinti che la colpevole sia la moglie Kendra in quanto, secondo loro, provava del risentimento nei confronti del marito e aveva dei comportamenti molto strani (probabile uso di alcol e/o droghe, prelievi di denaro mai giustificati…).

Laurie si convince ad occuparsi del caso sia perché consapevole, avendolo provato sulla propria pelle, quanto il consorte sia sempre il primo sospettato in caso di omicidio e poi perché, pur non convincendola del tutto, prova empatia per Kendra quando quest’ultima le racconta di essere entrata in depressione dopo il parto dei due figli e in seguito all’imposizione del marito di abbandonare il proprio lavoro di medico.

Indagando Laurie scoprirà che Martin non era l’uomo perfetto che tutti immaginavano, stella nascente del dipartimento di neurologia dell’Università di New York e autore di un bestseller che esaltava i rimedi omeopatici, la riduzione dello stress e la fisioterapia come mezzi per diminuire il dolore fisico, ma che in realtà nascondeva segreti inquietanti tanto nella sfera professionale quanto nel privato…

Ma chi sta monitorando ogni passo della nostra Laurie? Sarà forse qualcuno che vuole punire l’attuale suo fidanzato o qualcuno fermamente interessato a non farla proseguire nelle indagini sulla morte del dottor Bell?

Leggere un romanzo della compianta Clark, che ha fatto dal 1975 del giallo classico la chiave del suo successo, è sempre un piacere ma la serie Under Suspicion, scritta a quattro mani con un’altra grande scrittrice, Alafair Burke, che nelle sue opere indaga nei minimi particolari l’animo umano scavando nella psicologia di ogni personaggio, ha davvero una marcia in più.

Il duo Clark-Burke affascina sempre perché riesce a tenere, grazie a una trama ben architettata e ai numerosi colpi di scena, i lettori sulle corde della suspense dalla prima all’ultima pagina. E così

menzogne, segreti e rivelazioni vengono sapientemente dosate durante tutto il racconto spingendoci a sospettare ora dell’uno ora dell’altro ma arrivando a scoprire solo alla fine che nulla è come sembra. Sono indagini anomale quelle di Under Suspicion perché ovviamente non ci sono né detective e indagini della polizia, né avvocati difensori, né lettura dei diritti fondamentali, né interrogatori ufficiali ma ci troviamo di fronte alle indagini, in perfetto stile americano, fatte da giornalisti e redattori della trasmissione che scovando testimoni e/o situazioni celate prima arrivano alla verità grazie a domande, tante domande scomode e imbarazzanti.

A far da sfondo a questo thriller dalla prosa semplice e scorrevole ma dal ritmo incalzante c’è una New York multi sfaccettata e corrotta dove politica, poteri forti e vicende personali sono gli ingredienti predominanti.

Come i precedenti titoli della serie, anche questo romanzo è autoconclusivo, ma è un piacere seguire le vicende personali e sentimentali della protagonista scoprendo quale strada intraprenderà la sua vita.

Voglio con questa mia recensione non solo consigliarvi un bel thriller adrenalinico ma anche porgere umile omaggio a una grande scrittrice, Mary Higgins Clark, che ci ha lasciato il 31 gennaio 2020.

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Perché mi appartieni
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Perché mi appartieni
  • Higgins Clark, Mary (Author)