Otto perfetti omicidi – Peter Swanson
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Oggi al Thriller Café parliamo dell’ultimo libro di Peter Swanson, “Otto perfetti omicidi”, uscito da Piemme per la traduzione di Elena Cantoni. Swanson è uno scrittore americano di cui erano già state tradotte in italiano quattro opere, tra il 2015 e il 2019, mentre “Otto perfetti omicidi” è uscito negli Stati Uniti nel 2020. Bostoniano, apprezzato anche da una sua concittadina molto famosa anche in Italia come Lisa Gardner, non è forse uno degli scrittori di thriller più noti nel nostro Paese, ma con questa opera ha saputo dare un segno della sua indiscutibile cultura e raffinatezza.
La storia è sicuramente originale. Malcolm Kershaw possiede e anima una libreria a Beacon Hill, nel centro di Boston. Una libreria dedicata al giallo e al thriller di cui il proprietario è un grande appassionato. Al tempo dell’inaugurazione del locale, aveva deciso di pubblicare sul sito della libreria un blog per sollecitare i contributi dei lettori, stimolandoli con la sua lista degli otto delitti perfetti. Otto omicidi ricavati da libri esistenti e in cima alla lista per bravura dell’assassino nel rendere impossibile il proprio ritrovamento. Un giorno però Malcolm riceve la visita dell’FBI. Un misterioso killer si sta infatti divertendo a mettere in scena uno dopo l’altro i delitti della lista e gli investigatori sollecitano la collaborazione del libraio per riuscire a trovare l’assassino.
La lista propone anche diversi classici dei primi del Novecento e questo romanzo vuol essere senza dubbio un tributo alle origini dei thriller. Non a caso l’autore propone ambientazioni che ci immergono in pieno in questa atmosfera, che ci ricorda molto Agatha Christie. Gli ambienti bostoniani, con frequenti escursioni in tutto il New England, non fanno che rafforzare ulteriormente questo aspetto e se ci immaginassimo la libreria di Kershaw, ci verrebbe in mente un locale che abbonda in legni e stoffe, con stanze piccole e scaffali strabordanti. Molte delle vicende del romanzo avvengono poi nei pub di Boston, con tanto di descrizioni perfette degli arredi e tributi di ogni tipo alle etichette di birre, anche artigianali. Un’ambientazione quindi molto diversa dalla Boston di Lisa Gardner delle gang e dei degradati quartieri periferici. In questa esaltazione della classicità, ci sono anche numerosi omaggi alle trasposizioni cinematografiche dei libri e queste rimandano ad atmosfere alla Hitchcock, a situazioni nelle quali l’autore fa sfoggio di grande capacità di analisi psicologica dei personaggi, che siamo quindi portati a immaginare con i volti degli attori di quegli anni.
Questo romanzo è insomma un’autentica elegia del giallo e del thriller classico, nel quale Swanson fa sfoggio di una cultura smisurata in materia, sia per quanto riguarda gli autori più noti, quanto per quelli meno noti, ma comunque degni a suo avviso di essere menzionati. Lo fa senza pedanteria o pesantezza, semplicemente facendo emergere esplicitamente nel corso della narrazione i riferimenti culturali che lo hanno ispirato e il suo amore per questa tipologia di romanzi, così come per la poesia americana di ogni tipo. Non c’è quindi alcun segnale di un qualcosa costruito artificiosamente, ma piuttosto un gioco continuo di rimandi tra realtà e finzione, tra vicenda narrata e letture a cui si unisce un intreccio solido e ben architettato, con un ritmo narrativo che cresce nel corso dell’opera come nei romanzi più riusciti.
Alla fine, cari avventori del Thriller Café, ci rimane in bocca un ottimo sapore, come dopo aver bevuto un cocktail ben riuscito. “Otto perfetti omicidi” ci ricorda che, se è certamente sbagliato confondere troppo la finzione con la realtà, spesso è proprio dentro i libri che troviamo quel gusto delle cose che ci aiuta a vivere meglio.
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