C’è sempre qualcosa di misterioso ed oscuro nelle isole, anche in quelle più belle. Sarà che, anche inconsapevolmente, ci fa paura sapere di essere isolati, che ci mette a disagio il fatto che tra noi e la terraferma ci sia sempre un tratto di mare, come un muro invalicabile, una barriera tra noi e un’eventuale fuga.

E proprio su una piccola isola tra Svezia e Danimarca, Liten, è ambientato Omicidio fuori stagione, il nuovo noir pubblicato da Piemme e nato dalla misteriosa ma valente penna di Arwin J. Seaman.

Henning Olsson, ispettore della scientifica in forza alla polizia di Malmö, non è un vero e proprio investigatore. È piuttosto un esperto di rilievi, tracce, dinamiche, scene del crimine… ed infatti è nella veste di uomo della scientifica che viene inviato sull’isola vulcanica di Liten insieme ad un suo sottoposto, l’agente-fotografo Kaj Bak, perché proprio su quell’isola dove non succede mai niente e dove l’unica attrazione estiva è il vulcano spento e il suo lago immerso nella boscaglia, è stato commesso un omicidio, per l’esattezza quel che sembra un omicidio rituale. Il corpo di una ragazzina viene ritrovato nel lago, in un’alba di marzo, con polsi e piedi legati a formare una stella, in una posa cristallizzata dal formarsi del ghiaccio tutt’attorno. La morte di Erika, una sedicenne popolare sull’isola, ha profondamente scosso l’intera comunità, tanto da richiedere l’intervento del miglior uomo della scientifica della terraferma, proprio lui che in quel posto non avrebbe più voluto metterci piede, dopo che quell’isola gli aveva portato via l’unica donna che avesse mai amato, Annelie Lindahl, trasferitavisi inspiegabilmente poco tempo prima. Ed ovviamente, Annelie ora è lì, sul lago, ad aspettarlo. Ma, anche se lì è uno straniero e la gente del posto gli è ostile, anche se non comprende cosa ci trovi Annelie in quel luogo dimenticato da Dio, anche se non approva né apprezza i metodi della polizia del posto, Henning deve restare sull’isola ed indagare… deve farlo per quella ragazzina morta per mano di qualcuno che certamente conosceva e che di certo è ancora lì, sull’isola.

“La differenza tra Liten e il resto del mondo è la stessa che c’è tra i fiocchi di neve e i cristalli di ghiaccio. I fiocchi di neve sono diversi l’uno dall’altro, ciascuno è unico. I cristalli di ghiaccio sono tutti uguali, è impossibile distinguerli. È questo che ti fa, Liten. Ti spegne, distrugge i tuoi sogni, le tue aspirazioni e ti svuota”.

Di Arwin J. Seaman non conosciamo l’identità – sappiamo solo che è uno scrittore italiano di successo – ma dopo questo romanzo sappiamo per certo che è una penna molto valida: ha confezionato una storia appassionante con personaggi ben caratterizzati ed un’ambientazione credibile, probabilmente inventata, ma di certo molto, molto nordica (il che non dev’essere facile per un autore italiano). Anche lo stile è molto vicino a quello che ritroviamo in molti romanzi svedesi: periodi brevi, ritmo incalzante alternato a descrizioni puntuali, essenziali ma efficaci. In generale, la scrittura di Seaman è molto cinematografica: con poche frasi mirate riesce a farci immaginare nei dettagli scene ed ambientazioni come se li vedessimo in tempo reale, con i nostri occhi.

Un altro aspetto importante da evidenziare è la coralità del romanzo: il personaggio protagonista qui è, indiscutibilmente, Henning Olsson, ma gli altri personaggi – a partire da Kaj ed Annelie per finire all’ultimo pescatore dell’isola, non sono semplici comparse, ma l’autore trova il modo di renderli vividi, di far sentire la loro voce, la loro presenza.

In conclusione, “Omicidio fuori stagione” è un’ottima prima indagine per una serie che si preannuncia di successo, ma non solo: è un buon noir che affronta tante tematiche, dalla chiusura delle piccole comunità che trovano difficile aprirsi al nuovo, alle insidie dell’adolescenza e al difficile compito di genitori ed educatori, fino al conflitto inevitabile tra l’amore e la necessità di rispettare i bisogni e le decisioni dell’altro. Sarà interessante, ora, vedere come Seaman deciderà di proseguire: cos’altro accadrà a Henning, Annelie e all’isola di Liten?

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Articolo protocollato da Rossella Lazzari

Lettrice compulsiva e pressoché onnivora, una laurea in un cassetto, il sogno di lavorare nell'editoria e magari, un giorno, di pubblicare. Amo la musica, le serate tra amici, mangiare e bere bene, cantare, le lingue straniere, i film impegnati e cervellotici, il confronto, la condivisione e tutto ciò che è comunicazione.

Rossella Lazzari ha scritto 156 articoli: